Sono diversamente abili i testimonial del calendario «Dai forza alla vita», realizzato dalla Fondazione Pascale e presentato nella palestra di Gianni Maddaloni, a ScampiaNAPOLI – Sedici atleti, sedici sportivi diversamente abili, esempi di persone speciali che affrontano ogni giorno la vita con maggiore forza, cercando di superare se stessi. Sono loro i testimonial del calendario “Dai forza alla vita”, realizzato dalla Fondazione Pascale e presentato nella palestra di Gianni Maddaloni, a Scampia. Il calendario, realizzato in collaborazione con la Lilt Napoli e il Comitato provinciale paralimpico, è finalizzato alla raccolta di fondi per la ricerca oncologica.

 

All’evento presenti, tra gli altri, Guido Trombetta, assessore regionale alla Ricerca, Giovandomenico Lepore, ex procuratore capo della Repubblica di Napoli ed attuale presidente dell’Osservatorio Anticamorra, ed Angelo Pisani, presidente della VIII Municipalità. «Ho scoperto da un anno questo mondo e ne sono orgoglioso, – ha detto Gianni Maddaloni, – perché ho trovato in loro una forza straordinaria, una marcia in più. Con la loro voglia di vivere sono da esempio per gli altri ragazzi, insegnano a combattere grosse difficoltà quando invece, a volte, i ragazzi che non hanno handicap si arrendono davanti ai primi problemi».

LE FOTOGRAFIE – Negli scatti del fotografo Ciro Fusco si avvicendano, tra gli altri, Alex Zanardi, Vittorio Podestà e Fabrizio Macchi, campioni dello sport che non si sono arresi malgrado la sorte avversa e, con una enorme forza di volontà, hanno continuato a vincere nello sport ma soprattutto nella vita, trovando in loro stessi la motivazione giusta per andare avanti senza lasciarsi abbattere.

 

«Ogni anno, – ha spiegato Tonino Pedicini, direttore generale della Fondazione Pascale, – cerchiamo un partenariato che ci aiuti in questa guerra contro il cancro e sappiamo che a Napoli la vera forza è nelle migliaia di persone che ogni giorno, nonostante le difficoltà oggettive, portano avanti dei progetti. E’ del loro calore che abbiamo bisogno, del sostegno delle migliaia di persone che lottano insieme a noi. Siamo qui a Scampia perché sappiamo benissimo che, se si vuole battere il cancro e si vuole avere un’immagine di città civile, non si possono lasciare indietro parti del territorio. Noi vogliamo stare con i nostri amici veri, quelli che lottano per se stessi, per la propria vita, e per dare una mano a chi è ammalato di cancro».

 

Fonte: corrieredelmezzogiorno.corriere.it