Per quattro giorni, dal 1° al 4 marzo, Valgrisenche, il piccolo comune del Gran Paradiso, è stato invaso pacificamente da un centinaio di atleti con disabilità intellettiva, dai loro accompagnatori e da una cinquantina di volontari impegnati nella logistica e nel sostegno agli atleti. L’occasione: il Meeting Internazionale Special Olympics Italia di sport invernali, la kermesse sportiva che promuove l’inclusione sociale delle persone con disabilità intellettiva attraverso lo sport, ospitata per il secondo anno consecutivo in Valle d’Aosta.

“Questa è la prosecuzione di un sogno che è iniziato due anni fa – ha detto Andrea Borney, Presidente dell’Aspert -, quando abbiamo pensato di dare una nuova opportunità ad un gruppo di ragazzini valdostani con disabilità intellettiva. Infatti in Valle d’Aosta non esistevano delle opportunità sportive rivolte a questa tipologia di disabilità e così abbiamo voluto colmare un vuoto con la nascita di un team Special Olympics in Valle d’Aosta. Abbiamo cercato fin da subito di fare le cose in grande soprattutto per fare conoscere il Movimento di Special Olympics e quindi abbiamo organizzato, l’anno scorso, la prima edizione dei giochi della Valle d’Aosta. Ha avuto un successo impensato e grazie a questo abbiamo ottenuto anche un finanziamento, di un progetto sulla legge 14 sulla disabilità, che ha permesso di far crescere ulteriormente questa iniziativa, che questo anno ha anche una dimensione internazionale”.

Sci nordico, sci alpino, snowboard e racchette da neve: sono quattro le discipline sportive in cui gli atleti si sono misurati all’insegna dell’amicizia, della condivisione e dell’impegno.

“Il primo spirito di Special Olympics – aggiunge Andrea Borney, Presidente dell’Aspert – è soprattutto quello di un momento di festa e di integrazione, quindi noi cerchiamo di far vivere delle esperienze sportive ai partecipanti tentando di valorizzare il ruolo educativo e formativo dello sport. Quindi sono tutti dei progetti, per loro, individualizzati, che hanno l’obiettivo di farli crescere, dar loro autonomia e allo stesso tempo farli divertire attraverso lo sport”.

A sostenere l’edizione 2012 degli Special Olympics innanzitutto l’Assessorato della sanità, che, grazie agli interventi previsti dalla legge regionale in materia di disabilità, ha messo a disposizione delle associazioni promotrici – l’Aspert, l’Associazione sport per tutti, e lo Csen, il Centro sportivo educativo nazionale della Valle d’Aosta, in primis – un contributo di 25 mila euro per organizzare la manifestazione.

“Quest’anno abbiamo dato la possibilità di poter usufruire delle opportunità previste dalla nostra legge sulla disabilità e, grazie alla sinergia con il CSV e con tutto il mondo del volontariato – ha spiegato Albert Lanièce, Assessore alla sanità, salute e politiche sociali -, con il Comune di Aosta e soprattutto con il Comune di Valgrisenche, che ci ospita per la seconda volta, abbiamo potuto dar vita, per il secondo anno consecutivo, a questi giochi invernali e per noi è un risultato importante, perché questo evento si inserisce in tutta una serie di iniziative che stiamo portando avanti da anni e che ultimamente stiamo potenziando, proprio per cercare di andare incontro alle famiglie, nell’ottica dell’integrazione”.

La cerimonia ufficiale di apertura dei giochi si è svolta ad Aosta, in Piazza Chanoux, il 1° marzo. Dopo la sfilata delle delegazioni nelle vie centrali, gli atleti e i loro accompagnatori hanno ascoltato il benvenuto e il saluto a loro rivolto dalle autorità comunali e regionali, seguiti dall’esibizione dei Beuffon di Courmayeur e dei musicisti e percussionisti della Scuola di formazione e orientamento professionale di Aosta. Grandi emozioni all’arrivo della fiaccola dei giochi trasportata dal tedoforo Andrea Grivon, atleta della squadra valdostana, e all’accensione del braciere. Il giuramento dell’atleta è stato letto in italiano, francese e, come lo scorso anno, anche in patois da Sandra Fosson.

“Sinceramente – ha detto Riccardo Moret, Sindaco Valgrisenche – non saprei dare una definizione di ciò che può essere questo evento, noi abbiamo già avuto l’occasione l’anno scorso di ospitarlo e siamo stati favorevolmente impressionati, per noi è un onore, lo facciamo sempre molto volentieri, anche se, dal punto di vista delle risorse umane che si mettono in campo, è un lavoro grande. Però ne siamo ripagati”.