Disabilità sensoriali

Leggiamo un brano per chi non vede: e’ il regalo per i 100 anni dell’Unione Italiana Ciechi

È il regalo che l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti chiede quest’anno per i suoi cent’anni: una lettura per chi non può leggere. Nasce così la campagna nazionale #LeggiPerMe, che vuole valorizzare l’audiolibro, un fenomeno in grande crescita.
“I gesti concreti di vicinanza e solidarietà umana sono indispensabili – ha dichiarato il presidente dell’Unione Mario Barbuto alla Stampa -.

Per questo abbiamo pensato a un dono che chiunque può fare: la voce, gli occhi e il tempo. Il libro è un oggetto di condivisione intorno al quale si crea una comunità pensante dei cittadini e di questa comunità i ciechi e gli ipovedenti vogliono farne parte con l’aiuto di tutti”.

Chi volesse aderire alla campagna #LeggiPerMe deve, entro il 15 giugno, può scegliere o un racconto breve, o una poesia, o una fiaba, o un qualunque altro brano significativo da leggere. Del testo occorre comunicare il titolo con il nome dell’autore o dell’editore e creare il formato audio attraverso l’applicazione di registrazione vocale del proprio smartphone. Il brano dovrà essere registrato in un unico file e inviato all’indirizzo di posta elettronica: volontarilp@uiciechi.it.

Già in passato sono stati registrati per l’Unione Ciechi stralci di libri come “Il Piccolo Principe”, “I Promessi Sposi”, la fiaba “Biancaneve e i Sette Nani”. A dare il via all’iniziativa è stato lo scrittore barese Gianrico Carofiglio. In pochi giorni dal lancio della campagna sono pervenuti quasi 500 contributi, tra favole, racconti e poesie.

Già l’anno scorso Ornella Sgroi aveva affrontato la tematica degli audiolibri raccontando la storia di Marcos Alexandre Cappato, un giovane con tetraparesi spastica, aspirante scrittore, che da molto tempo si batte per il riconoscimento del diritto universale dell’audiolibro.

Negli ultimi tempi l’audiolibro è stata una scelta non solo di persone che hanno difficoltà nella lettura. Nel 2017 a utilizzare questa modalità sono stati in tre milioni, diventati cinque l’anno scorso, mentre si prevede che entro la fine di quest’anno possano arrivare a sette milioni. A giocar a suo favore, la facilità di ascoltare durante i tragitti e la stanchezza degli occhi dovuta al lavoro costante davanti a uno schermo. Ma c’è di più: secondo lo psicologo Paolo Legrenzi, questo successo è dovuto dal fatto che, in periodi particolarmente difficili, come può essere questo del Covid-19 che abbiamo vissuto, si è soggetti a un forte sovraccarico cognitivo ed emotivo. E dunque l’audiolibro può essere una riserva insperata. Dal punto di vista pratico, questo boom è dovuto al facile ed immediato utilizzo attraverso il proprio smartphone e alla grande diffusione della banda larga.

Il “regalo” all’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti può essere dunque anche un piacere condiviso. In fondo la buona letteratura merita ogni tanto di chiudere gli occhi. E far lavorare l’immaginazione.

Fonte: corriere.it

  • giovedì, 11 Giugno 2020