Disabilità sensoriali

Didattica a distanza, non vedenti e ipovedenti: due esperienze a confronto

Insegnare, specie in questo momento di Didattica a Distanza, a un discente con disabilità visiva richiede particolari conoscenze e competenze. Necessita, difatti, di conoscere gli effetti, primari e secondari, della minorazione visiva e necessita sapere con quali strategie e strumenti è immaginabile un percorso educativo e formativo per superare queste difficoltà oggettive, ancor più quando l’alunno non è più fisicamente in classe.Il fatto che, in alcune classi, ci siamo ragazzi, adolescenti e bambini ciechi e sordi impone che la scuola cominci a fare, più di quanto già non lo abbia fatto, una attenta, ponderata, per certi versi più puntuale, circa le risorse (anche quelle digitai, dal momento che di questo si ha necessità, adesso) e le modalità didattico-metodologiche da attivare per permettere che davvero si possa continuare a parlare di inclusività. In un contesto come quello attuale, nel quale sembra già complesso il fenomeno della DaD, ciò su cui è necessario poggiare l’attenzione è la messa in opera di tattiche educative e metodologiche personalizzate delle quali diventa attore principale lo studente con diversa abilità sensoriali. Studente che è spinto, quasi in una forma di avviamento formativo, a interagire, utilizzare, far suo, manipolare (anche artisticamente e scientificamente, parlando) su quanto effettivamente lo rende unico, eccezionale, proprietario indiscusso di un patrimonio che, talvolta, al di là dell’immaginazione, è smisurato e ricco. Ciò permetterà al nostro allievo di rifuggire dai propri limiti, permettendogli di far leva su risorse residuali e di togliere tutti gli freni alla compartecipazione e al viaggio sicuro e senza intoppi verso le conoscenze, anche per via di un differente assetto del setting metodologico e didattico, educativo e formativo, e l’impiego di diverse preferenze metodologiche a beneficio di ciascuno (e tutti) gli allievi della classe. Tra questi, ad esempio, i sostegni multisensoriali e quelli tecnologie che, oggi specialmente, sarebbero certamente in grado di assicurare una migliore accessibilità ai dati e una più grande autonomia. Serve, inoltre, una maggiore attenzione alle “diverse” capacità dei nostri alunni. Scrivono Cervellin e Scarpetta (Formenti 2009) che «l’ascolto di audio libri, invece, necessita di isolamento dal mondo esterno da cui è necessario estraniarsi al fine di memorizzare i concetti. La lettura Braille, dunque, rappresenta uno strumento indispensabile per l’inclusione, per favorire la possibilità che il bambino cieco possa seguire le attività scolastiche comuni insieme al resto della classe Un’altra tecnologia a supporto della didattica inclusiva è rappresentata dalla stampante Braille, ossia stampante dotata di software specifici che consentono la produzione di testi, e dai display Braille, un video tattile collegato al computer che consentono la lettura immediata di testi elettronici o acquisiti tramite scanner degli altri sensi. Nel caso in cui sia la vista a essere deficitaria se non completamente mancante, il bambino utilizzerà principalmente il tatto e in secondo luogo l’udito per orientarsi e conoscere il mondo circostante».

Interprete Italiano/LIS specializzato.
L’interprete Italiano/LIS specializzato, come tiene a sottolineare il documento/progetto dell’Istituto comprensivo di Cossato Piazza di Cossato (BI), in ambito educativo La Legge 4/2013 art. 2 fa riferimento all’esercizio delle professioni non organizzate in ordini o collegi intendendo “l’attività economica, anche organizzata, volta alla prestazione di servizi o di opere a favore di terzi, esercitata abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale, o comunque con il concorso di questo, con esclusione delle attività riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi dell’art.2229 del codice civile, delle professioni sanitarie e delle attività e dei mestieri artigianali, commerciali e di pubblico esercizio disciplinati da specifiche normative” Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità 2006 Richiamo inviato all’Italia datato 29 aprile 2016, punto B: – Accessibilità (art.9) “Si prega di inviare informazioni circa la possibilità di accessibilità alla comunicazione in tutti i settori pubblici, in particolar modo riguardanti l’assistenza e gli intermediari, ivi includendo, guide, lettori, Interpreti Di Lingua Dei Segni Professionisti, e comunicazione aumentativa e alternativa”. – Libertà di espressione e opinione e accesso alle informazioni (art.21). “Prevedere una scadenza per il riconoscimento della Lingua dei Segni, aumentarne l’uso per la diffusione delle informazioni […]”. Si legge nel documento dell’ICS di Cossato “l’interprete di lingua dei segni specializzato in ambito educativo è un professionista in possesso del titolo di interprete di lingua dei segni. Ha il compito di comprendere ed elaborare velocemente le informazioni del testo in entrata applicando nel testo in uscita strategie di equivalenza di forma e di contenuto nel rispetto dell’adeguatezza, dell’accuratezza e della fruibilità intertestuale al fine di realizzare un’interpretazione/traduzione linguistica e transculturale efficace ed adeguata al contesto didattico-educativo in cui opera. L’interprete che opera in ambito educativo possiede una spiccata attitudine al contatto interpersonale, al lavoro di squadra e una grande curiosità intellettuale. Grazie ad una buona resistenza fisica è in grado di mantenere a lungo la concentrazione e gestire gli imprevisti con prontezza ed autocontrollo. Garantisce inoltre di conoscere e saper applicare attraverso l’autoregolamentazione i principi da seguire per lo svolgimento della professione nel rispetto del codice etico e deontologico, delle leggi, degli studenti, dei docenti e dei colleghi. Questa figura professionale si inserisce all’interno dei vari ordini scolastici adattandosi ai diversi contesti e livelli linguistici e cognitivi degli studenti a favore dei quali presta il proprio servizio, scegliendo di volta in volta le tecniche e le strategie interpretative più adeguate per rendere la comunicazione fruibile ed efficace tra i vari interlocutori. In questo modo non avendo una sovrapposizione di compiti diversi, si concentra sull’aspetto linguistico e rende completamente accessibile a livello comunicativo il contesto classe per l’alunno sordo coprendo la quasi totalità del monte ore scolastico. In qualsiasi contesto scolastico in cui l’interprete opera, la competenza linguistica richiesta in entrambe le lingue deve essere obbligatoriamente di alto livello, poiché negli ordini di grado inferiore la figura funge anche da modello linguistico di riferimento e permette di ampliare, e in alcune situazioni acquisire correttamente, le lingue alle quali sono esposti, mentre negli ordini di scuola successivi i contenuti e il linguaggio specifico di ogni disciplina richiede una competenza e un aggiornamento costante da parte del professionista sui linguaggi settoriali utilizzati. Pertanto, si ribadisce l’importanza che tale incarico sia affidato a professionisti formati e preferibilmente in possesso di un bagaglio di esperienza di interpretariato in ambito educativo”.

Educatore segnante presso la scuola dell’Infanzia.
Stessa descrizione l’ICS di Cossato riserva al ruolo dell’educatore segnante presso la scuola dell’Infanzia. Si tratta di una figura assolutamente “fondamentale perché offre a tutti i bambini, sordi e udenti, un buon modello linguistico-educativo e si pone come modello d’identificazione nel processo di crescita formativa dei bambini sordi. Obiettivi generali: – valorizzare la diversità; – garantire pieno accesso per i bambini sordi alla propria Lingua: la Lingua dei Segni Italiana (LIS); – offrire ai bambini udenti l’opportunità di raggiungere una buona competenza in Lingua dei Segni come seconda Lingua”.

Accessibilità e progetto complessivo.
È necessario avviare, anche e specialmente in presenza di una didattica multimediale, un progetto complesso, formato da alcuni ben definiti percorsi basati sull’esperienza fondati sulle cose tangibili attraverso le quali è possibile giungere a quella che Sibilio, nel suo volume, chiama “astrazione a mosaico”. Come un mosaico anche il pensiero è strutturato con tessere sensoriali si associano le une alle altre e si incastrano: “la visione del mondo attraverso l’organo visivo utilizza le strutture nervose esterocettive che consentono un processo a tre tappe: percezione d’insieme globale o sineresi, individuazione dei particolari (oggetti, cose, persone, movimenti) o analisi e costruzione di uno schema che riassuma logicamente gli aspetti generali e quelli specifici o sintesi. Il soggetto videoleso attiva un processo di conoscenza analitica plurisensoriale, utilizzando in maniera diversa le intelligenze umane, che lo conducono ad una sintesi dove prevale una rappresentazione d’insieme multisensoriale”. Cosa fare, dunque, concretamente, dal momento che il tatto è fondamentale e insostituibile nei processi di lettura e di scrittura? Non dimentichiamoci mai che la comprensione d’un testo non può che verificarsi solo attraverso la memoria tattile.

Le tecnologie tattile e l’inclusione.
Servono, dunque, tecnologie adeguate a favorire il processo di lettura e di scrittura. Un po’ come avviene nelle classi fisiche. Il riferimento va al dattilo Braille meccaniche e al dattilo Braille meccaniche elettroniche, che operano, come afferma Viviana Vinci nel suo articolo “La didattica inclusiva per studenti con disabilità sensoriali: fra multisensorialità, tecnologie e vicarianza”, facendo leva sui “principi delle macchine da scrivere tradizionali; a differenza di quelle meccaniche, le dattilo-Braille elettroniche consentono di avere un feedback sonoro immediato tramite vocalizzazione delle lettere digitate, la stampa normale del testo digitato in Braille e la visualizzazione di quanto scritto su un monitor, permettendo una contestuale verifica anche a insegnanti e operatori vedenti”. In effetti, continua Vinci “la lettura tattile, a differenza dell’utilizzo degli audio libri, rappresenta forse una modalità di apprendere più inclusiva: leggere attraverso il tatto permette di lasciare il canale uditivo libero e, quindi, di poter percepire l’ambiente circostante e le relazioni interpersonali con il resto della classe; l’ascolto di audio libri, invece, necessita di isolamento dal mondo esterno da cui è necessario estraniarsi al fine di memorizzare i concetti”. Quasi una scelta obbligata, dunque. E, più che obbligata, una scelta indispensabile per garantire quel processo inclusivo senza il quale è impossibile pensare, anche alla DaD. La lettura Braille, perciò, è da considerare “uno strumento indispensabile per l’inclusione, per favorire la possibilità che il bambino cieco possa seguire le attività scolastiche comuni insieme al resto della classe Un’altra tecnologia a supporto della didattica inclusiva è rappresentata dalla stampante Braille, ossia stampante dotata di software specifici che consentono la produzione di testi, e dai display Braille, un video tattile collegato al computer che consentono la lettura immediata di testi elettronici o acquisiti tramite scanner” scrive la Vinci. D’altronde Cervellin e Scarpetta ritenevano che «i display Braille sono disponibili in varie dimensioni e forme e necessitano di uno screen reader per trasformare in Braille il contenuto dello schermo. Lo screen reader è un software che si sovrappone al sistema operativo o ai programmi applicativi riproducendone in voce o in Braille tutti i contenuti video. Questo include non solo documenti in differenti formati, dai classici programmi di testo ai pdf, pagine internet, ma anche descrizioni dei colori, dei caratteri. Per quello che riguarda le immagini, invece, lo screen reader legge la descrizione di questa in linguaggio html».

Due lingue anche in DaD.
Lilia Andrea Teruggi in “Una scuola, due lingue. L’esperienza di bilinguismo della scuola dell’Infanzia ed Elementare di Cossato” racconta della splendida esperienza di Cossato. In questa scuola, davvero da prendere ad esempio, convivono dal 1994, “in una scuola dell’infanzia e in una scuola elementare di Cossato, in Piemonte, bambini sordi e bambini udenti, per imparare insieme. L’esperienza si delinea come un percorso di integrazione a doppia valenza: integrare i bambini sordi nella lingua e cultura dei bambini udenti e integrare i bambini udenti nella lingua e cultura dei bambini sordi. L’obiettivo è la realizzazione di una scuola dove l’ottica del bilinguismo sia strumento privilegiato e indispensabile per superare la barriera comunicativa e per porsi come ponte fra due mondi. Dall’osservazione di questi bambini sordi all’interno della scuola dell’obbligo, emerge come la creazione di un contesto bilingue e biculturale promuova, nei sordi e negli udenti, lo sviluppo di una personalità più ricca e più equilibrata, così come un’apertura mentale e affettiva sul piano socioculturale. La capacità di passare da una lingua all’altra, con tutti i mutamenti di prospettiva che ciò coinvolge – si pensi alla Lis, lingua gestuale con una sintassi e una grammatica assai diversa dall’italiano, lingua verbale con due modalità, orale e scritta – offre lo stimolo per lo sviluppo di una maggior plasticità intellettuale e una maggior plasticità percettiva. E non solo: per quanto riguarda il bambino sordo, si è riscontrato come l’esposizione alla Lis non ostacoli l’apprendimento della lingua vocale, ma anzi lo favorisca, e permetta al contempo un’acquisizione linguistica pari a quella dei bambini udenti con la loro lingua materna”.

I modelli teorici e la scuola di Cossato.
Gli insegnati di questa unica e irripetibile realtà tutta italiana, l’Istituto Comprensivo di Cossato e I.I.S. Quintino Sella di Biella, fanno presente che “in tutti gli ordini di scuola viene adottata una programmazione per progetti (superando il modello di programmazione tassonomomica che prevede la definizione di finalità, obiettivi generali, obiettivi specifici, ed obiettivi operativi – cfr. modello di Titone) con l’elaborazione di mappe concettuali che consentono all’insegnante-regista di predisporre opportuni ambienti di apprendimento in cui l’alunno – sordo e udente – possa ricavare molteplici esperienze e costruire i propri apprendimenti secondo le sue individuali caratteristiche. Il riferimento teorico è dato dalle ricerche di Gardner, che prevede più intelligenze– intelligenze multiple- ed un processo “reticolare” che segue la mente per costruire le proprie conoscenze e che non è prevedibile da parte del docente”.

Il COVID e la Didattica a Distanza.
Il dirigente scolastico la dottoressa Gabriella Badà nella sua missiva inoltrata ai genitori degli alunni, nell’affrontare, complessivamente la questione della DaD, scrive “ci troviamo ad affrontare una situazione di emergenza che non abbiamo mai incontrato e che ci ha colti impreparati. Insieme ci stiamo adoperando, con le risorse a disposizione, affinché la scuola continui ad essere il punto di riferimento per i nostri ragazzi. Come richiesto dalle disposizioni ministeriali, stiamo avviando la didattica a distanza per non interrompere il dialogo educativo. Siamo consapevoli che la didattica a distanza non può̀ sostituire le lezioni in presenza, ma è tutto ciò che al momento possiamo permetterci”. Il dirigente scolastico al link https://www.iccossato.edu.it/sito-download-file/930/all ha pubblicato il documento “DaD, patto e netiquette” nel quale ribadisce l’uso di “interazione su sistemi e app interattive educative propriamente digitali”.

Per non vedenti: un vademecum del comune di Firenze.
Il comune di Firenze ha pubblicato un interessante documento dal titolo “Minorazioni visive e nuove tecnologie” al link:
https://scuole.comune.fe.it/1498/attach/sanbart/docs/dispensa_minorazioni_visive_e_nuove_tecnologie.pdf.
Il documento è un’articolata raccolta di norme, esperienze didattiche ed educative, mappe concettuali e software. Contiene, inoltre, un elenco di dispositivi maggiormente utilizzati per non vedenti e ipovedenti che si consiglia di utilizzare. Contiene, inoltre, una serie di audiolibri che qui riportiamo ma che, più nel dettaglio si trova nel documento del comune di Firenze che si allega all’articolo.

Audio libri.

− Libro parlato Lions: il libro parlato Lions è un’iniziativa partita oltre 30 anni or sono con la registrazione e la distribuzione di audiolibri. Il catalogo, che conta oltre 7000 titoli, inizialmente tutto su cassette audio, è ora parzialmente disponibile anche in formato MP3. Per gli utenti registrati è possibile anche scaricare i testi direttamente da internet.
http://www.libroparlatolions.it/index.php

− CILP Centro Internazionale del Libro Parlato: presenta un ricchissimo catalogo di audio libri di ottima qualità, sia su cassetta che in MP3; per fruire dei servizi è necessario, previa autocertificazione del deficit della vista o di lettura, sottoscrivere un abbonamento annuale del costo di 40 euro.
http://www.libroparlato.org

− Associazione nazionale subvedenti: sul sito di questa attivissima associazione, un esaustivo elenco degli adattamenti radiofonici di molti classici tratti da alcune trasmissioni di radio3 (“Ad Alta voce”, “Il Terzo Anello”, “Fantasticamente”).
http://www.subvedenti.it/Audiolibri.asp

− Il club degli audio lettori: un club che “sta lottando per dare la possibilità a tutti, udenti e non udenti, di ascoltare un libro di Autori contemporanei, sul cellulare, su Mp3, su CD o DVD”. Sito creato da un gruppo di volontari intenzionati a promuovere, in Italia, la diffusione dell’audio libro. Al momento vi si trovano unicamente alcuni libri in formato audio.
http://www.audiolettori.it/Audiolibri%2

− Il narratore: casa editrice che pubblica audiolibri per adulti e ragazzi.
http://www.ilnarratore.com/

− DIS – BLOG Un blog per la dislessia: Blog nato da un’idea di un’insegnante, Antonella Pulvirenti, vi si possono trovare numerosi materiali didattici in formato digitale rivolti a studenti dislessici.
http://blog.edidablog.it/blogs//index.p

− Il narrastorie: Favole per bambini in formato MP3 − http://www.ilnarrastorie.it/index.php − Le straordinarie avventure di Fulvia Bianchi – Una pecorella smarrita a Venezia: Audiobook in formato MP3 scaricabile gratuitamente: è una deliziosa storia per ragazzi corredata da belle illustrazioni.
http://www.libroaudio.it/

− LibriVox: ha l’ambizioso obiettivo di liberare i libri attraverso la voce. Il catalogo in lingua italiana è per ora piuttosto sguarnito.
http://librivox.org/librivox-catalogue/

− Recitar Leggendo: produce e promuove audiolibri interpretati da attori professionisti. I libri sono venduti in formato MP3 su CD, il catalogo è composto soprattutto da classici.
http://www.recitarleggendo.com/

− WLOG: sito blog di un genitore, Walter Donegà, contiene alcune favole in formato audio da lui stesso registrate per la figlia.
http://www.walter.bz/

Fonte: orizzontescuola

  • sabato, 9 Maggio 2020