Disabilità sensoriali

“Ti leggo una storia”: registra un brano che ami e condividilo

L’iniziativa di “ascolto e lettura ad alta voce” lanciata dal Centro nazionale del Libro Parlato di Roma per rompere la noia delle giornata chiusi in casa. In pochi giorni oltre cento gli audio arrivati: non solo fiabe o pagine di romanzi, ma anche barzellette o la formazione della squadra del cuore recitata. “Ti leggo una storia”: chiusi in casa per l’epidemia da coronavirus, è l’ideale per distoglierci dall’ossessione dei numeri dei contagi rilanciati dai mezzi di informazione o dall’alienante navigazione sui social network tra post di chi litiga se è giusto o meno fare jogging.

Il Centro nazionale del libro parlato Francesco Fratta dell’Unione Italiana dei ciechi e degli ipovedenti di Roma lancia una bellissima iniziativa. Prendete una storia o una pagina di un romanzo che vi piace, oppure una barzelletta per voi strepitosa, o una poesia che vi fa volare con l’anima e la fantasia, o un testo qualsiasi che ritenete interessante. Leggetelo ad alta voce e registratene l’audio o il video. E inviatelo al Centro nazionale del Libro Parlato che lo rilancerà sui suoi profili Facebook, Instagram e Telegram. “L’idea è nata quasi per caso. Chiusa in casa non sapevo bene cosa fare – racconta Francesca Ferraro, coordinatrice dei donatori di voce del Centro -. E ho pensato di registrare una favola per mandarla ad alcuni amici che hanno bimbi piccoli. A quel punto mi son detta: condividiamola sui social network e invitiamo tutti a fare altrettanto”. In pochi giorni sono arrivati oltre 100 registrazioni: dalla fiaba alla formazione della squadra del cuore. “Ciascuno decida di leggere quel che ritiene possa essere interessante o utile. Io ho cominciato da oggi con le ricette”, aggiunge Francesca.
Il Centro nazionale del libro parlato si occupa di produrre audiolibri per ciechi e ipovedenti. Ha una biblioteca di 50mila titoli: dai Promessi Sposi alla Divina Commedia ai romanzi più recenti, ma anche testi scientifici e scolastici. Francesca è la coordinatrice dei volontari che registrano gli audio. Sono persone che dedicano alcune ore della settimana per la registrazione di opere specificatamente richieste, spazianti in ogni campo culturale (dalla filosofia alla scienza, dall’elettronica alla letteratura). Si può fare tutto da casa. Attività che non va confusa con l’iniziativa di questi giorni, che serve invece a farci sentire tutti più vicini e a scambiarsi una storia. “Chi pensa di essere interessato a questa forma di volontariato ci contatti -conclude Francesca-. C’è sempre bisogno di persone che con la loro generosità rendano la cultura e la conoscenza accessibile a tutti”.

Fonte: redattoresociale.it

(c.a.)

  • lunedì, 23 Marzo 2020