Disabilità sensoriali

Lo sport non serve vederlo, basta sentirlo pulsare nel cuore

«Lo sport non serve vederlo, basta sentirlo pulsare nel cuore, crescere nei muscoli, scorrere in ogni fibra; se fa risplendere gli occhi, allargare il sorriso, e ribollire l’adrenalina nel sangue, allora è sport, chiunque voi siate e qualunque sport facciate»: non potrebbe esserci presentazione migliore per l’Open Day del Gruppo Sportivo Dilettantistico Non Vedenti di Milano, che nella mattinata di sabato 26 ottobre, all’Istituto dei Ciechi del capoluogo lombardo (Via Vivaio, 7, ore 9.15-13), consentirà a tante persone con disabilità visiva, giovani e non, di misurarsi in varie discipline sportive, tra cui il baseball per ciechi (in collaborazione con i Lampi e i Thunder’s Five Milano), il blind tennis, la danzaterapia, il pilates, gli scacchi, la scherma (in collaborazione con l’Accademia Scherma Milano), lo showdown (tennis tavolo per persone con disabilità visiva), il tiro con l’arco e, per la prima volta in Italia, il powerlifting (in collaborazzione con la Palestra La Forza di Reggio Emilia), specialità nella quale ogni singolo atleta è impegnato nel sollevamento del massimo peso possibile in tre diversi esercizi.
«Chi vede – spiegano gli organizzatori – potrà rendersi conto delle abilità che occorrono per ognuna di queste attività, e, per i più “avventurosi”, ci sarà la possibilità di provare, lasciandosi bendare, qual è la realtà del nostro mondo sportivo».

La manifestazione è dedicata a due figure-simbolo del Gruppo Sportivo Dilettantistico Non Vedenti, entrambe prematuramente scomparse, vale a dire Claudio Levantini, presidente dei Lampi, una delle due squadre di baseball del Gruppo stesso, e Dario Gandolfi, già socio per anni della ONLUS milanese.
«Dedicheremo la giornata del 26 ottobre – spiegano infatti dal Gruppo – alla memoria di due “grandi” della nostra Associazione, che tanto tempo hanno trascorso con noi collaborando assieme a noi. Daremo così modo a nuovi amici di avvicinarsi alle discipline che Claudio e Dario hanno amato, che li hanno fatti divertire e perché no, appassionarsi come è stato per loro». (S.B.)

Fonte: superando.it

(mk/la)

  • giovedì, 24 Ottobre 2019