Disabilità sensoriali

Disabilità visiva e programmazione informatica

Partirà il prossimo 26 settembre un corso gratuito di formazione, rivolto a persone non vedenti e ipovedenti, sul linguaggio informatico di programmazione Java e Framework Spring. A proporlo è Alessandro Albano, egli stesso persona non vedente, affiancato dall’Associazione torinese I Sogni di Nonna Marisa. Ed è lo stesso Albano a spiegare in cosa consista l’iniziativa.

Com’è nata l’idea di un corso di programmazione informatica per persone con disabilità visiva?

«È nata dal mio pensiero ricorrente di offrire ad altre persone, disabili come me, la possibilità di poter pensare in grande, di poter avere un lavoro dignitoso, “da smanettoni”, nel mondo delle nuove tecnologie. Io che nel diventare non vedente ho creduto di perdere la mia professionalità, pensavo di non poter più fare il lavoro che amavo tanto, il programmatore. Nel ricostruire invece la mia formazione, sono riuscito, da solo, a rimettermi in pista, in discussione, in circolo. L’ostacolo più grande è stato proprio quel “da solo”, dato che nessuno era in grado di darmi una mano, perché nessuno conosceva così bene la tecnologia associata alla disabilità visiva. E se parlavi di un non vedente che programmava, beh, erano decisamente in pochi a darticredito.

Ecco dunque alcune delle motivazioni che mi hanno portato a promuovere un corso di formazione gratuito sulla programmazione, per persone non vedenti e ipovedenti. Ho pensato subito che potesse essere una grande idea. D’altronde non esisteva nulla di tutto ciò in circolazione ed erano diverse le persone che già mi avevano manifestato interesse».

La partenza è ormai imminente, giusto?

«Sì, partiremo il 26 settembre si parte per questo lungo viaggio che terminerà nel giugno del prossimo anno, dopo venti lezioni online, altrettanti colloqui individuali e tante esercitazioni pratiche. Il tutto in FAD [Formazione a Distanza, N.d.R.], sfruttando appieno i mezzi di comunicazione online più diffusi, alla portata di tutti i partecipanti, iscritti da tutta Italia».

Proviamo a focalizzare ancor meglio l’obiettivo dell’iniziativa.

«L’obiettivo principale, ambizioso, è quello di dare la possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro, con una professione assolutamente alla portata di una persona con disabilità visiva, quella cioè dell’analista programmatore di software.

La particolarità di questo percorso è di essere orientato all’accessibilità delle postazioni di lavoro e dei software necessari allo sviluppo, con cui i partecipanti potranno lavorare senza barriere.

Grazie alla mia esperienza nel mondo delle nuove tecnologie, ai miei esperimenti di accessibilità durati anni, allo studio individuale, penso di capirne abbastanza per poter finalmente aiutare anche altri ad inseguire il loro sogno».

Ringraziamenti da fare?

«Innanzitutto voglio ringraziare con enorme piacere l’ENGIM Artigianelli di Torino [ENGIM sta per Ente Nazionale Giuseppini del Murialdo, N.d.R.] che mi affianca in questa impresa e che darà ai partecipanti la possibilità di avere un attestato di frequenza per il corso svolto. ENGIM ha subito creduto in questo progetto, riconoscendone le potenzialità umane, inclusive e tecnologiche. Inoltre, grazie alla consulenza hardware/software degli amici della Società R.O. (Ricerca Operativa), avremo a disposizione un server dedicato TeamTalk [server usato per le videoconferenze, N.d.R.] per le lezioni online, contributo fondamentale grazie al quale il corso acquista ulteriore professionalità. E naturalmente l’Associazione I Sogni di Nonna Marisa, vicina alle tematiche sociali e inclusive che caratterizzano questa opportunità formativa, che patrocinerà anche questa iniziativa».

Fonte: superando.it

(c.v / c.a.)

  • martedì, 24 Settembre 2019