Disabilità sensoriali

Tre marzo, Giornata Mondiale dell’Udito

La Giornata mondiale dell’udito, organizzata dall’OMS, sarà celebrata il 3 marzo 2019. Lo slogan sarà “Controlla il tuo udito”.

Lo scopo è richiamare l’attenzione sull’importanza dell’identificazione e dell’intervento precoce nel caso di problemi uditivi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha promosso la Giornata mondiale dell’udito, che sarà il 3 marzo. Lo slogan dell’edizione 2019 sarà “Controlla il tuo udito” (Check your hearing).

L’obiettivo dell’OMS è quello di richiamare l’attenzione sull’importanza dell’identificazione e dell’intervento medico precoce nel caso di perdita dell’udito. Infatti, ci sono molte persone che convivono con la “perdita di udito”: controllarsi è il primo passo per affrontare il problema.

Tutte le persone dovrebbero controllare di tanto in tanto l’udito, specialmente quelle che sono a più alto rischio, come, ad esempio, gli adulti sopra i 50 anni, quelli che lavorano in luoghi rumorosi, quelli che ascoltano musica ad alto volume per lunghi periodi di tempo e quelli che hanno problemi di altro genere all’orecchio. I servizi per l’identificazione e l’intervento precoci dovrebbero essere resi disponibili attraverso il sistema sanitario.

Udito neonati, le iniziative in Italia

Attualmente, nel nostro Paese l’Istituto superiore di sanità (Iss) sta portando avanti alcune attività al riguardo. Da una parte, c’è il Centro nazionale malattie rare (Cnmr), da tempo impegnato nella prevenzione delle malattie legate all’udito nel periodo neonatale. Infatti, tra i vari programmi, c’è quello dello screening audiologico neonatale, il cui obiettivo è identificare i neonati affetti da ipoacusia (sordità) congenita. Per il periodo 2019-2020, il Cnmr sta portando avanti il progetto che si chiama “Sordità infantile e patologie oculari congenite. Analisi dell’efficacia ed efficienza dei protocolli di screening uditivo e visivo neonatale”, che ha come obiettivo anche un’analisi nazionale sulle modalità di realizzazione degli screening neonatali audiologici. Questo progetto è un primo passo nella costituzione di un sistema sanitario nazionale valido di monitoraggio, identificazione, intervento precoci nei bambini con deficit uditivo e visivo. Dall’altro lato, c’è il progetto”Passi d’argento”, che ha l’obiettivo di raccogliere informazioni sulla popolazione anziana (ultra 64enne). In base ai dati relativi al biennio 2016-2017, tra gli ultra 64enni italiani il 20% riferisce un deficit dell’udito. La percentuale cresce con l’età e raggiunge il 45% fra gli ultra 84enni, ma circa 3/4 di loro non corregge questo difetto in nessuna maniera.

In generale, la qualità di vita di persone con un problema dell’udito è sicuramente compromessa: tra loro più alta la prevalenza di sintomi depressivi, sono più frequenti le cadute ed è maggiore l’isolamento sociale. Per questo è fondamentale un intervento precoce.

Fonte: nostrofiglio.it

(la/lv)

  • venerdì, 1 Marzo 2019