Una micro- telecamera lunga poco meno di 51 millimetri che aderisce alla stanghetta degli occhiali, grazie a due piccolissimi magneti, promette di migliorare la vita a migliaia di persone cieche o ipovedenti nel mondo. Da un anno è disponibile anche in Italia.

Consente di leggere testi scritti grazie a un sintetizzatore vocale avanzato, per ora in 18 lingue, italiano compreso, di memorizzare e riconoscere gli oggetti e le persone che si incontrano e, addirittura, di fare la spesa. Si chiama OrCam MyEye 2.0. È infatti la seconda versione, più avanzata, del prototipo nato 8 anni fa dall’idea di due israeliani esperti in intelligenza artificiale e image processing, Ziv Aviram ( vedi intervista a fianco) e Amnon Shashua, già ideatori di Mobileye, un sistema di assistenza alla guida per la prevenzione degli incidenti stradali.

Per accenderla basta strisciare un dito lungo la telecamerina e per cominciare a leggere è sufficiente puntare sempre il dito verso la superficie della pagina o dello schermo che ci interessa. Oppure dare un leggero picchiettio lungo la stanghetta e la voce comincerà a leggere tutto il testo dall’inizio. Per fermare la lettura il gesto da fare è invece quello di aprire la mano, come a dire ‘ basta’. L’obiettivo di questo micro- congegno di altissima tecnologia, che pesa solo 22,5 grammi, è di rendere molto più autonoma la vita delle persone non vedenti, aiutandole non solo a svolgere attività di routine quotidiana ma anche lavorativa.

«L’abbiamo testata su persone di tutte le età, persino una signora di 100 anni. E tutti hanno imparato ad usarla in pochissimo tempo», racconta Rotem Geslevich, responsabile per l’Italia di OrCam Technologies, che ci mostra il funzionamento del dispositivo. Per alzare il volume della voce basta strisciare più volte lungo la telecamerina. Ma le funzioni, come dicevamo, non si fermano alla lettura. Per sapere l’ora, ad esempio, è sufficiente fare il gesto naturale di guardare un ipotetico orologio al nostro polso e se teniamo un po’ di più questa posizione la voce ci dirà anche la data e il giorno della settimana. Poi c’è la possibilità di memorizzare i volti delle persone che frequentiamo per riconoscerle tutte le volte che le incontreremo. La telecamerina da 13 megapixel, completamente offline, è in grado di fare infatti una scansione del volto, davanti e di profilo, e di registrare quelle immagini abbinandole alla persone. La stessa cosa avviene per gli oggetti. Attraverso le immagini e l’inserimento dei codici a barre si possono ” riconoscere” oltre 200 oggetti. In questo modo anche un non vedente può andare a fare la spesa da solo, leggere il menù al ristorante, o un cartello stradale.

Una nuova opportunità dunque per i 365mila non vedenti e il milione e 200mila ipovedenti italiani. «Questo dispositivo mi ha aiutato molto, soprattutto a livello sociale, a riconoscere velocemente le persone che incontro » , dice Gemma Pedrini, 23 anni, non vedente dalla nascita, diplomata al Conservatorio e in procinto di laurearsi all’Università di Cremona, scelta come testimonial per l’Italia. « Lo uso da qualche mese e devo dire che mi ha aiutato anche nello studio perché il sistema di sintesi vocale è molto più avanzato rispetto a quelli che utilizzavo sul mio pc. L’unica cosa da migliorare ancora è la velocità di accensione » . Forse un altro aspetto su cui lavorare in futuro sarà quello di cercare di abbassare il costo che ora ammonta a 4500 euro. «La tecnologia di machine learning e intelligenza artificiale che utilizziamo è molto avanzata e abbiamo lavorato moltissimo anche per rendere la voce del sintetizzatore il più possibile normale, con la cadenza giusta nelle varie lingue» spiega Geslevich. In effetti l’abbiamo personalmente verificato e l’effetto è molto naturale: come avere un suggeritore personale che ci sussurra all’orecchio. Variante semplificata di questo device è Orcam My Reader per aiutare nella lettura le persone dislessiche e costa mille euro in meno.

Abbiamo incontrato Rotem Geslevich, Responsabile per ORCAM Italia, Malta, Germania, Svezia, Danimarca e abbiamo provato questo fantastico aggeggio che, potendolo indossare, rende tutto più facile e immediato.  Utilizzarlo vorrebbe dire per gli studenti poter leggere i testi, riconoscere i compagni e i professori e tanto altro.  Camminare per strada e poter leggere i cartelli stradali può voler dire orientarsi, indipendenza, autonomia e noi auspichiamo che, come ha già fatto il governo tedesco, anche in Italia questo ausilio possa essere disponibile a tutti i ciechi e che questo dia loro la possibilità di ampliare le possibilità lavorative.