Disabilità sensoriali

Atlha fa vivere ai vedenti una giornata da ciechi e…

In occasione della giornata mondiale della disabilità, la onlus milanese ha organizzato un evento di Orienteering aperto a tutti. 

Disabili e non (quest’ultimi bendati) hanno dovuto compiere un percorso studiato appositamente per stuzzicare quattro sensi.

Calarsi nei panni di una persona cieca e cercare di orientarsi all’interno del complesso mondo della stazione centrale di Milano. Questo l’obiettivo dell’iniziativa di sensibilizzazione organizzata da Atlha onlus di Milano che ha raccolto la partecipazione di trentadue persone (equamente divisi tra vedenti e non). Solo uno dei molteplici eventi che si svolgono il 3 dicembre, giornata mondiale delle persone con Disabilità.

«Avevamo già fatto attività di Orienteering all’interno del parco di Trenno che ci hanno permesso di mapparlo per i ciechi – racconta la presidente dell’associazione Fabiola Beretta – ora abbiamo voluto proporre a ciechi e non, un’attività di orientamento in luogo più centrale e vitale per una vita autonoma, la stazione».

Caccia al tesoro
Organizzato come una caccia al tesoro, abili bendati e disabili hanno dovuto ricreare la normale vita del viaggiatore per diletto. Dalla biglietteria si sono recati a «mangiare un boccone», poi in libreria, alla Sala blu – il servizio di accoglienza e assistenza offerto dalle Ferrovie ai viaggiatori fragili -, ancora un po’ di shopping prima di salire sul treno. Il tutto tra viaggiatori frettolosi, cartellonistica natalizia spesso collocata a casaccio e l’intricato reticolo di corridoi, uffici, negozi, scale mobili e ascensori che complicano la vita a chiunque. «Le squadre erano composte da quattro persone – spiega Letizia Grossi, istruttrice di orientamento e mobilità di 38 anni – due ciechi e due bendati. Ognuno a suo modo doveva contribuire a suo modo alla riuscita del percorso».

“Andate di là”
Soprattutto facendosi aiutare chiedendo ai viaggiatori un’indicazione. «Una missione impossibile – racconta Michela Marcato, 46 anni, non vedente – c’era chi dice confondeva destra e sinistra, chi diceva “andate di là” indicando un punto che noi non potevamo vedere, chi rispondeva in una lingua straniera, chi dava indicazioni a casaccio». Poi prosegue con un sorriso: «Ho però riscoperto il piacere dello shopping. Avevo letto di questa trasformazione della centrale in una galleria di negozi, ma non avevo mai avuto modo di “vederli”. Se vengo, lo faccio solo per partire. Troppa la paura di perdermi. Così vado diretta all’obiettivo: biglietteria, sala blu e treno. Oggi, nella giornata mondiale della disabilità, ho riscoperto un piccolo piacere della vita».

L’emozione di una esperienza
Più emozionata invece Katia Bortolotto, 26 anni: «Mi sentivo persa – racconta – era bendata a mi affidavo a chi non vede da una vita. Mi sono affidata a loro come se loro potessero vedere. Li sentivo dire siamo “vicini a una farmacia, sento odore di farmaci”, oppure “ qui c’è una libreria, senti l’odore dei giornali stampati?”. No se non me l’avessero fatto notare non l’avrei sentito. Non mi fidavo dei miei altri quattro sensi. Confusa e persa. se non ci fossero stati loro sarei rimasta alla partenza e mi sarei messa a piangere per la disperazione» Su sedici gruppetti che col bastone bianco vagavano senza meta per la stazione solo uno è stato accompagnato a destinazione da una viaggiatrice Monica Freddi: «Mi hanno chiesto un’indicazione – racconta con semplicità – e la cosa più semplice da fare è stata quella di accompagnarli. Tre minuti sono stati sufficienti».

Fonte: corriere.it

  • lunedì, 4 Dicembre 2017