Asia è una ragazzina ipovedente di 11 anni che vive a Modena. E’ solare, frequenta la scuola, non ama molto la matematica ma le piacciono i cavalli e l’equitazione. Un giorno decide di partecipare ad una corsa di 5 chilometri, la charity run “Runner in vista”, di cui è anche testimonal e di vincere così, grazie all’amore della famiglia e degli amici, la sua grande sfida.

Ecco la trama di “A un passo dall’orizzonte”, il documentario diretto da Fabio Fasulo, da un soggetto di Emilio Mori, anche ideatore del progetto e Manager dell’Agenzia Proxima e prodotto da Savills Larry Smith Italia che martedì 5 settembre approderà alla 74° Mostra d el cinema di Venezia. Il regista del documentario, il modenese Fabio Fasulo, racconta le varie tappe del progetto, dalle genesi fino al tappeto rosso del Lido di Venezia. Come è nata l’idea di “A un passo dall’orizzonte”?

«L’idea nasce dal progetto “Runner in vista” ideato dall’agenzia di comunicazione modenese Proxima Spa che mi ha contattato per la realizzazione di un progetto audiovisivo. Il soggetto di Emilio Mori, manager dell’agenzia, era di raccontare la storia di un ragazzo o ragazza non vedente o ipovedente e di farla coinvolgere al progetto che consiste in un tour di undici camminate che da maggio a luglio ha attraversato l’Italia, creando un’esperienza unica di crescita e di incontro tra runner vedenti e non vedenti. Abbiamo quindi contattato l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – Onlus per farci aiutare nella ricerca di una persona che potesse avere le caratteristiche più vicine al personaggio che volevamo raccontare. In questo modo abbiamo conosciuto Asia, una ragazza modenese di undici anni ipovedente dalla nascita».

In che modo ha cercato, attraverso la regia, di raccontare la storia di Asia?«Inizialmente ho realizzato le riprese con uno staff ristretto di persone per avvicinarmi in maniera meno invasiva possibile. C’è stata quindi una prima fase di osservazione che è servita anche a me a capire come comportarmi per il seguito delle riprese. La criticità principale è stata quella di realizzare un progetto audiovisivo dove far capire le problematiche quotidiane di una persona ipovedente e delle persone che vi sono attorno. Questo perché “visivamente” risulta complesso accorgersi delle piccole e grandi difficoltà dato che Asia è una ragazzina molto autonoma in tante sue attività. Ho dato voce, tramite interviste, ad Asia e ai suoi genitori facendo raccontare il loro personale punto di vista. Sono emersi aspetti che solo chi vive certe situazioni può capire ed esprimere».

Come è stato lavorare con Asia? «Non è stato facile trovare la modalità giusta per approcciarmi, Asia è una ragazzina molto vivace e di certo non timida. Quindi cercare di indirizzarla in ciò che serviva per il documentario è stato impegnativo, anche perché, come racconta la madre, non ha ancora preso a pieno la consapevolezza della sua situazione. D’altra parte è stato un bene perché mi ha dato tanti spunti interessanti per la realizzazione del documentario».

Pochi giorni vi separano dalla Mostra del cinema di Venezia, come e dove avverrà la presentazione del documentario?«Verrà proiettato martedì all’interno del Venice Production Bridge, ci sembrava l’occasione migliore e idonea per concludere al meglio questo progetto molto ambizioso. Questo contesto è dedicato in particolare alla presentazione e allo scambio di progetti inediti di film e work in progress, per favorire il loro sviluppo e la loro realizzazione. Data la tematica stiamo già provvedendo a realizzare delle proiezioni anche per un pubblico di ipovedenti e non vedenti».

Fonte: gazzettadimodena.gelocal.it