“I percorsi sensoriali sono nati e pensati per persone con disabilità sensoriali auditive e visive. Ancora oggi le barriere sensoriale sono più subdole di quelle architettoniche, perché non visibili, ma discriminano totalmente chi vuole visitare una mostra”.Sofia Guida, responsabile dell’associazione AquilArtes, spiega così la missione del sodalizio, ossia, rendere pienamente fruibili e godibili le bellezze artistiche, architettoniche e storiche, anche ai cittadini non vedenti e non udenti.

Cosa propone la sua associazione, unica in Italia?

AquilArtes in primo luogo è una associazione di volontari senza scopo lucro per valorizzar la ricchezza storica artistica, attraverso l’organizzazione di mostre ed eventi legati al territorio. Il nostro obiettivo specifico è l’accessibilità universale. Noi, infatti, realizziamo mostre e percorsi fruibili a tutti, che significa rendere accessibile una mostra anche ai non vedenti e ai non udenti.

Come si svolge l’allestimento?

“Non è una semplice messa a norma degli ambienti in cui una mostra è ospitata, ma renderla possibile e piacevole a tutte le persone che lo desiderano. Quindi un percorso espositivo di questo tipo significa coinvolgere tutti i sensi, modificando il concetto stratificato nei secoli dell’arte che è solo il guardare. L’obiettivo, invece, è offrire esperienze sensoriali diverse stimolando il canale visivo, uditivo, tattile e olfattivo, in modo che ogni visitatore possa avere la chiave di lettura a lui più confacente. I percorsi sensoriali sono nati pensati per persone con disabilità sensoriali.

Può farci un esempio?

Abbiamo allestito la mostra ‘I sensi dell’Arte e della Fede’, che celebravano i 600 anni del convento di San Giuliano all’Aquila, al suo interno c’erano copie delle opere d’arte esposte, con delle traduzioni tattili in Braille e video in Lis, ossia la lingua dei segni italiana. A disposizione dei visitatori, inoltre, sono presenti le guide specializzate che accompagnano le persone con disabilità. Come associazione, inoltre, promuoviamo anche la cultura dell’accessibilità per le nuove generazioni svolgendo progetti didattici per le scuole. I ragazzi di oggi saranno gli uomini del futuro, mostrare loro i linguaggi Braille o Lis, significa anche dire che è normale, in una società civile, che l’arte sia fruibile da tutti. L’arte è patrimonio universale e deve essere vissuta da tutti, nessuno escluso.

Fonte: ladiscussione.com