Disabilità sensoriali

Nasce in Piemonte il primo quadro che prende vita per parlare ai non vedenti

Un quadro che parla ai non vedenti, che li invita ad avvicinarsi e li guida alla scoperta del disegno, stampato in 3D. quadrociechiSarà donata al Muzieum di Nijmegen, il museo olandese dove si può toccare, gustare, odorare e ascoltare la vita quotidiana in assenza della vista, la prima opera d’arte senza barriere architettoniche realizzata da due piemontesi. Il disegno è dell’artista Lorenzo Merlo di Alba mentre il cuore elettronico che dà vita al quadro è stato programmato da Enrico Miglino, «cervello» di Trofarello in fuga all’estero da ormai vent’anni.

QUADRO CHE PARLA

I due autori sono legati da una infanzia non facile: un destino comune che li ha fatti incontrare e dato loro la forza di riscattarsi e restituire agli altri la fortuna che hanno avuto. E ora hanno messo insieme i loro talenti per creare un nuovo concetto d’arte. Non è più lo spettatore a doversi adattare all’ambiente, ma è l’ambiente a modularsi a seconda dei contesti, grazie ad un chip che fa prendere vita all’opera. E’ il quadro stesso a invitare le persone ad avvicinarsi, e in base al contatto acquista profondità e spazialità.

TRASFORMAZIONE DIGITALE

Merlo è un fotografo specializzato in arte digitale. Le sue opere «sono frutto del mio estro: non mi piacciono i temi definiti, amo improvvisare e dare un’anima ai soggetti, anche se li ho realizzati al computer». Il suo ingresso nel mondo dell’arte è stato «spietato: «Non hai un mercato», mi hanno detto. Allora ho deciso di uscire dal circuito galleristico per andare più vicino a chi apprezza le mie creazioni di arte contemporanea». E’ così che Merlo ha iniziato ad esporre in pub, enoteche e locali di mezza Europa, da Praga ad Ibiza, dove le sue hanno avuto successo grazie alla loro forza espressiva. E anche per l’opera d’arte senza barriere «non ho voluto un tema preciso: mi sono lasciato ispirare del mouse e dalle indicazioni tecniche che mi avevano dato per rendere possibile la trasformazione tridimensionale. E’ nato così il volto di una donna». Il resto lo ha fatto in Olanda Miglino con il supporto del Muzieum, dove l’opera sarà esposta.

SENSORI E MOTORI D’ARTE

L’idea si è trasforma in realtà grazie al finanziamento di Element14.com e GearBest.com, che hanno fornito il materiale elettronico e gli elementi necessari al movimento. Il quadro è stato stampato su più livelli con la stampante 3D, poi integrato con una ventina di sensori, un sistema audio, tre micro computer, una decina di micro controllori e cento motorini elettrici. E’ questa «anima elettronica» a fare vita a quadro. Un prototipo, per cui i due autori stanno già studiando una evoluzione: «Mi piacerebbe restituire ai non vedenti anche la forza espressiva del colore – conclude Merlo -, e sarebbe bello poterlo fare attraverso il calore, abbinando alle sfumature una diversa temperatura percepibile con le dita».

Fonte: lastampa.it

  • giovedì, 15 Settembre 2016