Disabilità sensoriali

Il bambino ipoacusico con un ideale percorso diagnostico-protesico-riabilitativo

L’intervento precoce consente una qualità della vita ottimale ai bambini ipoacusici.  

ipoacusico

Arrivano dall’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria, Audiologia e Foniatria Universitaria dell’Ospedale Cisanello di Pisa tre raccomandazioni per ottimizzare le risorse e migliorare le prestazioni dei centri audiologici di terzo livello: un progetto realizzato per conto del Ministero della Salute.

La presa in carico precoce del bambino ipoacusico è unanimemente riconosciuta come la condizione fondamentale per garantire nel tempo una qualità della vita del tutto simile a quella di un coetaneo normoudente. Il gruppo di lavoro che fa capo alla clinica toscana, uno dei punti di riferimento in Italia per la diagnosi e il trattamento della sordità infantile, ha valutato le necessità e le criticità attualmente esistenti sul piano nazionale, al fine di individuare il percorso ideale in materia: ne hanno fatto parte Giada Giuntini, Francesca Forli, Enrico Muzzi, Guido Conti, Giovanni Bastanza, Stefano Berrettini, Elena Ciciriello, Giampietro Ricci, Maria Cristina Cristi, Antonio Della Volpe, Tonia De Lucia ed Eva Orzan.

Lo scopo dello studio si configura nell’ambito del progetto del Ministero della Salute, Centro nazionale per la prevenzione e il Controllo delle Malattie 2013, dal titolo “Programma regionale di identificazione, intervento e presa in carico precoce per la prevenzione dei disturbi comunicativi nei bambini con deficit uditivo”, all’interno del quale è stata presa in considerazione la problematica relativa appunto alla presa in carico precoce del bambino ipoacusico. La messa a punto di protocolli regionali di screening audiologico neonatale e la diagnosi audiologica precoce – hanno sottolineato gli specialisti – rappresentano il primo passo dell’intero percorso diagnostico-protesico-riabilitativo a cui deve sottoporsi un bambino ipoacusico.

Un concetto che i rappresentanti del governo devono ancora cogliere pienamente, a giudicare dalla disorganizzazione purtroppo tuttora esistente in materia, ad esempio, di screening neonatali, che vedono la presenza di regioni dall’atteggiamento virtuoso accanto a territori decisamente arretrati, cosa che penalizza non poco i giovanissimi pazienti nei rispettivi diversi luoghi di nascita. Ciononostante, fatto salvo questo fondamento, i ricercatori citati hanno riferito in maniera chiara ai tecnici ministeriali che il massimo beneficio di una diagnosi precoce può essere ottenuto solo con una presa in carico riabilitativa tempestiva, finalizzata a promuovere lo sviluppo comunicativo-linguistico e cognitivo del bambino. All’interno del progetto del Centro nazionale per la prevenzione e il Controllo delle Malattie, l’obiettivo specifico del gruppo di lavoro è stato quello di definire le caratteristiche e le modalità di accesso ad un progetto riabilitativo specifico e specializzato per il bambino ipoacusico piccolo, entro tre mesi dalla diagnosi audiologica.

Per la valutazione è stata utilizzata la metodologia dell’analisi SWOT (Strengths, Weaknesses, Opportunities, Threats), che offre una modalità di organizzazione dei dati in quattro categorie: appunto i punti di forza (S), i punti di debolezza (W), le opportunità (O) e i rischi (T). I primi due sono considerati fattori interni al sistema analizzato, i secondi due fattori provenienti dall’esterno. La metodologia SWOT prevede una successiva analisi TOWS che combina i fattori esterni (O-T) con i fattori interni (S-W), con l’obiettivo di individuare raccomandazioni che ottimizzino le risorse e rappresentino una possibile base per un sistema regionale di intervento precoce valido, integrato e condiviso. I partecipanti all’analisi SWOT sono stati venticinque professionisti inseriti in centri audiologici e di impianto cocleare di terzo livello, appartenenti a cinque regioni in cui è attivo un programma di screening uditivo regionale e che hanno collaborato al progetto.

La pubblicazione dei risultati è stata firmata dagli autori stessi, che hanno così illustrato i dettagli: «L’analisi SWOT ha identificato le seguenti tematiche, di cui è riportata la frequenza con la quale sono state riferite dai partecipanti allo studio. 1) Punti di forza: intervento diagnostico-protesico-riabilitativo precoce (50%); coinvolgimento della famiglia nel progetto terapeutico riabilitativo (25%); collaborazione multidisciplinare (22,5%); altro (2,5%). 2) Punti di debolezza: assenza di protocolli di riabilitazione logopedica (31,5%); difficile rete di comunicazione fra centro di terzo livello e territorio (27,8%); mancanza di uniformità nella presa in carico riabilitativa precoce (22,91%); assenza di protocolli di valutazione e follow-up (12,5%); altro (6,25%). 3) Opportunità: messa a punto di protocolli di valutazione e riabilitazione condivisi (52,7%); formazione specifica sulla presa in carico precoce del bambino ipoacusico (30,55%); attivazione di una rete di comunicazione efficace tra professionisti coinvolti nella presa in carico (16,66%). 4) Rischi: variabilità del processo di valutazione e riabilitazione (42,5%); risorse (32,5%); comunicazione inefficace tra gli operatori (12,5%); altro (12,5%)».

Sulla base dei dati raccolti, i ricercatori incaricati dal Ministero hanno prodotto la loro discussione. A partire dall’analisi SWOT e dalla successiva sintesi tramite matrice TOWS sono emerse infatti quattordici combinazioni dei punti di valutazione, con una finale elaborazione che gli autori hanno individuato in tre raccomandazioni fondamentali:

1) la messa a punto di linee-guida che forniscano indicazioni condivise relative agli aspetti valutativi e riabilitativi della presa in carico precoce, anche sulle tempistiche;

2) la presa in carico precoce da parte di un’équipe multidisciplinare con un’adeguata formazione condivisa e la realizzazione di una buona rete di comunicazione fra il centro di terzo livello e il territorio;

3) il coinvolgimento delle famiglie nel progetto riabilitativo, fin dalle prime fasi. Le conclusioni a cui sono giunti gli esperti, pertanto, hanno riferito al Ministero come le tre raccomandazioni individuate possano costituire validi suggerimenti per ottimizzare le risorse e produrre cambiamenti positivi nei centri audiologici di terzo livello.

Fonte: audiology-infos.it

(s.c./s.f.)

  • giovedì, 25 Febbraio 2016