Disabilità sensoriali

Vittime due volte: si rompe il silenzio sulla violenza alle donne sorde

ROMA – Un convegno internazionale sulla violenza contro le donne sorde per ricordare la doppia discriminazione di appartenere al genere femminile ed avere, al tempo stesso, una disabilità. violenzasordeÈ così che Mason Perkins Deafness Fund, onlus che da 28 anni lavora per il sostegno delle persone sorde e per il riconoscimento della Lingua dei segni italiana (Lis), ha deciso di celebrare la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne istituita dall’Onu nel 1999. Il convegno – che si terrà il prossimo 25 novembre nella sede della Provincia di Siena a partire dalle ore 13.30 – affronterà il tema da un punto di vista sociologico, psicologico e giornalistico, attraverso gli interventi di relatori sordi e udenti. “Si tratta di un tema poco dibattuto e raramente portato all’attenzione dell’opinione pubblica – afferma Miriam Grottanelli de Santi, presidente di Mason Perkins Deafness Fund Onlus – a cui abbiamo sentito di dover dare voce in una giornata tanto importante per dire basta contro ogni forma di abuso”.

“Per lungo tempo le violenze fisiche, sessuali e psicologiche contro le donne sorde non sono state riconosciute come una questione presente all’interno della comunità sorda – spiega Sabine Fries, ministra protestante e docente di Lingua dei segni presso la Humboldt University di Berlino –. Di contro, una recente ricerca sulle condizioni di vita delle donne con disabilità in Germania ha messo in evidenza quanto le donne sorde siano fortemente colpite da tutti i generi di violenza. Anzi, per alcuni aspetti, si tratta delle più colpite tra tutte le donne con disabilità. Gli studi internazionali sull’esperienza delle donne sorde sono arrivati alle stesse conclusioni”.

“La Lingua dei segni chiama a pieno titolo l’uso del corpo e qui la differenza di genere si fa sentire – sottolinea Rita Sala, sociologa specializzata in Deaf Studies e interprete Lis –. Alle donne, più che agli uomini, questo uso del corpo è costato un maggiore controllo dello stesso all’interno degli istituto o in famiglia. Donne che dovevano sembrare il più ‘sane’ possibile per potersi sposare, e quindi mani legate per impedire l’uso della Lingua dei segni, donne che dovevano però sposare non un sordo par la paura (non concreta) di avere figli sordi”. Alla fine del convegno è prevista una performance di teatro danza indiana dal titolo “Scene dal Mahabharata – Draupadi e il tiro dei dadi”interpretata da Maresa Mogliasu coreografia di Krishnaveni Lakshmanan e raccontata in Lingua dei segni italiana dalla poetessa Laura di Gioia. L’evento è organizzato con il patrocinio di provincia di Siena e Consiglio regionale Ens per la Toscana.

Fonte: redattoresociale.it

  • lunedì, 24 Novembre 2014