Disabilità sensoriali

La Maturità di Anna nella lingua dei fumetti

TORINO. All’orale di filosofia porterà Nietzsche, a fumetti però, in tavole che ha realizzato traducendo il pensiero del filosofo tedesco. Ad Anna Amato, sordomuta, maturanda all’indirizzo pittorico del liceo artistico Cottini, né il linguaggio dei segni né la lingua scritta sono mai bastati

Così, da qualche anno, ha scelto di parlare con i fumetti. Qualsiasi cosa le frulli per la testa la trasforma in vignette che si tratti d’emozioni, pensieri, quotidianità.

Anna si presenta all’orale con una proposta unica. Il libro «A occhi aperti» che ha fatto stampare da La Grafica Nuova e raccoglie alcune tavole che ha realizzato. Sono tratte dalla quotidianità d’una ragazza di quinta liceo, tra scioperi a scuola e una stanza da spolverare. E poi, insieme, porta una tesina dedicata al fumetto con l’analisi del libro «Maus», che narra l’olocausto in tavole, Buzzati e l’«Epopea a fumetti» e due creazioni: ha trasformato in vignette «Oliver Twist» e il pensiero di Nietzsche, che porta per inglese e filosofia.

Anna è di origine malgascia ed è stata adottata a 18 mesi. «Quando siamo andati a prenderla in Madagascar abbiamo scoperto che era sorda: è caduto un mazzo di chiavi mentre l’avevamo in braccio e ci siamo accorti che non aveva percepito il tonfo» racconta mamma Ornella. Che già amava quella bimba dai grandi occhioni neri e nonostante l’insistenza della suora che le diceva di lasciarla, con papà Giuseppe l’ha portata a Torino, dove i medici hanno confermato il sospetto.

«Da quando è piccola ha i colori in mano. Ha riempito il silenzio con colori e personaggi». Poi alle medie ha iniziato con le caricature e al Cottini la sua passione è esplosa. Oggi trasforma tutto in fumetti. «Così ogni cosa prende forma, diventa comprensibile, immediata – dice Daniela Scundi, insegnante -. Ma il fumetto per lei è anche evasione, un mondo dove trova se stessa».

In VªA, dove i compagni hanno imparato anche la lingua dei segni, sono abituati ai suoi schizzi, agli occhi veloci della ragazza che mentre l’insegnante spiega colgono qualcosa e poi iniziano a disegnare. Un talento innato, sorretto da una velocità sconvolgente. «Per sopperire ha sviluppato questo linguaggio – dice Santo Tomaino, professore di pittura -. I fumetti sono chiari, espressivi, forti, impattanti». È Anna a spiegare perché: «Il disegno è il collegamento con le mie emozioni, i sentimenti. Ho tante idee, voglio metterle sul foglio». E aggiunge: «Quando sono occupata e non posso disegnare mi sento male: devo esprimermi e fermare ciò che vivo».

Il libro realizzato per la maturità vuole essere anche un trampolino. Anna vuole studiare, «prima devo ancora approfondire», ma la sua prof guarda già oltre: «Qui è tutelata ma ora esce dalla scuola: il lavoro che porta alla maturità deve essere un biglietto da visita».

 

Fonte: Lastampa.it

(c.p.)

  • venerdì, 28 Giugno 2013