Disabilità sensoriali

L’incredibile storia degli angeli sordi della polizia

L'incredibile storia degli angeli sordi della poliziaOaxaca, in Messico, probabilmente non è il centro a più alta densità criminale del pur problematico stato centroamericano: ma proprio in questa città turistica a sud della repubblica federale le forze dell’ordine stanno sperimentando un interessante modello di pubblica sicurezza, che conta moltissimo sull’aiuto di agenti di polizia non udenti

VERAMENTE UTILI – Nella sala controllo delle telecamere a circuito chiuso gli agenti sordi sono molto più efficaci e utili di agenti normodotati. Hanno, come è noto, i sensi visivi ben più sensibili e non hanno l’impedimento di poter essere distratti dai suoni di un’affollata stazione di polizia. Sono concentrati sulle immagini, riescono a leggere le labbra e sono immediatamente operativi: Gerardo, 32 anni, è uno dei 20 agenti sordi di cui ci parla il New York Times. Ha scovato un uomo che si aggirava sospettoso, lo ha notato camminare in maniera inconsueta, si è girato, ha parlato con il suo interprete del linguaggio dei segni e ha attivato il dispositivo di sicurezza: catturato, l’uomo si è rivelato “un sospettato chiave in un omicidio”.

ANGELI – Insomma, è uno splendido esempio del modo in cui le persone con disabilità possono essere utili non in maniera cosmetica, ma in maniera vera, reale, tagliata sulle loro competenze e capacità: “Sono i nostri angeli silenziosi”, dice  Ignacio Villalobos, sottosegretario per la sicurezza pubblica nello stato di Oaxaca. Il progetto sta aiutando dei disabili a trovare un impiego vero e utile, in un paese dove la disabilità non ha quasi nessuna speranza di inclusione e tassi di disoccupazione molto poco incoraggianti. Gli agenti sordi hanno evitato che la polizia si attivasse per quella che, dalle telecamere, sembrava una rissa, e invece era solo un gioco per bambini; un’altro agente ha beccato una coppia “che apriva quel che sembravano essere birre in un’auto parcheggiata a lato della strada” – non si può bere in pubblico, in Messico. “Siamo i loro occhi”, dicono gli agenti, con orgoglio.

Fonte: giornalettismo.com

(s.i./c.p.)

 

  • giovedì, 20 Dicembre 2012