Disabilità sensoriali

In Inghilterra continuano gli esperimenti di teatro per sordi

È ora di pranzo a Heathlands (Inghilterra) e alla scuola di St. Albans bambini e ragazzi non udenti stanno fissando ad occhi spalancati una strega con un grosso naso bulboso e un vestito fatto di stracci…

Il personaggio di fronte a loro è Baba Yaga: la piccola stella dell’ultimo show della compagnia teatrale Krazy Kat, uno dei piccoli ma determinati gruppi teatrali che lavorano per un pubblico costituito da persone udenti, audiolese o sorde.

Deaf Theatre (letteralmente teatro sordo) non è un fenomeno nuovo: i mimi-performer Kinny Gardner e Alastair Scott Macmillan hanno fondato Krazy Kat 30 anni fa e da 13 anni il collettivo crea spettacoli utilizzando il linguaggio dei segni.

Non sono i soli, altre compagnie infatti come Deafinitely Theatre (nata nel 2002) e Graeae (nata nel 1980), danno vita a spettacoli con attori e per persone con problemi uditivi.

È senza dubbio un’attività in continua espansione in termine di inventiva, pubblico e ricezione critica degli spettacoli.

Krazy Kat si esibiscono regolarmente a Heathlands, raccogliendo grande successo sia tra i bambini sia tra i ragazzi più grandicelli. Gli attori della compagnia sanno miscelare parole, teatro di figura, musica e movimento. Tutti i bambini, anche quelli con difficoltà di apprendimento e problemi comportamentali sono completamenti catturati dalle loro rappresentazioni.

L’obiettivo principale della compagnia è la creazione di spettacoli accessibili non solo ai bambini sordi ma anche a quelli udenti: tutti gli spettacoli sono diretti e supervisionati da un artista sordo e tutti gli attori devono essere fluenti nel linguaggio dei segni. “Tredici anni fa, anno del debutto del primo spettacolo, ci siamo accorti – sostiene Gardner – che non c’era molto teatro per bambini sordi. La maggior parte dei bambini sordi ha un amico che invece non lo è e giustamente vorrebbero andare in teatro insieme anche se è evidente ad entrambi che hanno caratteristiche ed esigenze diverse. Così abbiamo iniziato a pensare ad un’integrazione tra linguaggio di segni e inglese parlato.”

“Poche compagnie – continua Gardner – hanno seguito il nostro esempio anche se la cosa non mi sorprende molto. C’è molto sospetto è questo è incomprensibile. La compagnia Krazy Kat è stata fortunata perché ha avuto e ha tuttora una buona reputazione tra le compagnie di teatro per ragazzi e ne siamo molto fieri perché il pubblico crede in noi.”

Paula Garfield, direttore artistico di Deafinitely Theatre sostiene che il suo gruppo adotta un approccio diverso rispetto a quello messo in atto da Krazy Kat. La sua compagnia usa il linguaggio dei segni (LIS) ed altri elementi visivi senza l’aggiunta dell’inglese parlato, voci fuori campo o sottotitoli (quest’ultimi utilizzati soprattutto dalle compagnie d’opera e dai teatri per migliorare l’accessibilità al pubblico non udente). Nell’estate 2012 questa modalità di lavoro è stata molto apprezzata dal pubblico con problemi uditivi del Globe Festival di

“Presentare il nostro lavoro – dice Paula Garfield – ci ha fatti conoscere al pubblico e ci ha fatto capire come muoverci: dare molta importanza all’aspetto visivo e meno alle didascalie. È necessario aprire gli occhi e fare esperienze coraggiose.”

Jenny Sealey, molto attivo nel teatro per non udenti, direttore di Graeae e coautore della cerimonia di apertura delle Paraolimpiadi, evento che ha messo in grande evidenza gli artisti disabili nel panorama culturale, condivide la frustrazione di Garfield riguardo agli spettacoli con voci fuori campo e sottotitoli negli spettacoli per non udenti in spettacoli per persone in grado di sentire. Io amo vedere attori sordi a recitare con il linguaggio dei segni – sostiene Sealey. È necessaria una maggiore esperienza ed esplorazione.

Le opportunità per artisti, registi e scrittori all’interno delle grandi compagnie sono limitate, la situazione però è destinata a cambiare: Deafinitely Theatre ha creato infatti Deafinitely Creative un programma di scrittura per autori non udenti, Krazy Kat ha dato vita ad un programma studiato appositamente per artisti sordi, Graeae offre dei corsi di formazione e sviluppo professionale per artisti e tecnici con difficoltà uditive.

Sealey ritiene che l’industria delle arti debba fare di più. E aggiunge: “le compagnie oltre a creare spettacoli sempre nuovi devono collaborare tra loro dando spazio e mettendo in primo piano le abilità e le competenze di queste persone disagiate.”

Fonte: teatrofilodrammatici.eu

(r.b./c.p.)

 

  • lunedì, 17 Dicembre 2012