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La sclerosi multipla ad esordio tardivo

Gli articoli della sezione “Il parere degli esperti” riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.

L’esordio della sclerosi multipla, tra le più comuni cause di disabilità neurologica nei giovani adulti, avviene di solito nella terza-quarta decade di vita. L’individuo che si ammala di questa patologia si trova tipicamente nel momento in cui si affaccia alla vita adulta, si forma una famiglia, è in età lavorativa e ha progetti di genitorialità. La forma più frequente di sclerosi multipla è quella di tipo recidivante-remittente. La sclerosi multipla però, meno frequentemente, si presenta sia in età pediatrica che in età avanzata (Late-Onset Multiple Sclerosis, LOMS). Le forme pediatriche hanno un decorso decisamente iper-infiammatorio, mentre le forme tardive, sicuramente ancora poco studiate e caratterizzate, hanno un decorso precocemente e tendenzialmente neurodegenerativo [1].

È facile porre, come termine ultimo di esordio della malattia demielinizzante, per la forma pediatrica, il compimento della maggiore età. Al contrario, invece, per l’età avanzata, generalmente gli studiosi collocano l’inizio della sclerosi multipla a 50 anni, anche se altri autori spostano l’insorgenza della malattia prima, anche a 40 anni o dopo, quindi 60 anni. Comunemente il neurologo che si occupa di sclerosi multipla ha nella sua casistica diversi pazienti con esordio di malattia oltre i 50 anni, sicuramente un numero minore di pazienti a partire dalla sesta decade di vita, ma in letteratura è perfino riportato un case report in cui la patologia è insorta a 82 anni [2,3]. I trial clinici, in conclusione, hanno stimato che nel naturale decorso della sclerosi multipla i casi di LOMS hanno una frequenza del 10-20% sul totale [2].

Negli ultimi decenni il numero assoluto e relativo di pazienti con sclerosi multipla che raggiungono e superano l’età avanzata è aumentato e la prevalenza delle persone anziane, malate di tale patologia, è destinata a crescere, di pari passo con l’incremento della speranza di vita della popolazione. Abbiamo pochi studi che hanno seguito a lungo termine l’evoluzione della malattia, con un confronto dei casi che classicamente esordiscono nella gobba gaussiana, tra i 18 e i 50 anni, con quelli a comparsa tardiva, cioè oltre i 50 anni. Si ritiene che la fascia di pazienti LOMS sia più incline a manifestare forme più aggressive di patologia demielinizzante e sia più propensa a realizzare forme primarie o secondarie progressive di malattia, piuttosto che forme di tipo recidivante-remittente. Rispetto alle forme che insorgono nelle età tipiche, poi si assiste a una spiccata minore prevalenza nel sesso femminile e non pare esservi una familiarità superiore rispetto alle forme classiche di sclerosi multipla. Pochi sono i dati disponibili circa la terapia delle forme di malattia a esordio tardivo, soprattutto quando la patologia è particolarmente attiva e quando interessa soggetti che superano i 65 anni di età [1,4].

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(la)

  • venerdì, 9 Luglio 2021