La Salute a Torino

“La pandemia è un ostacolo per l’accesso ai test e ai servizi di diagnosi e cura”

Torino, quarta città italiana per numero di nuove diagnosi (108 su 198 in Piemonte) entra nel network di municipalità che ha l’obiettivo di contrastare l’Aids ma anche lo stigma e le discriminazioni nei confronti di chi ne è colpito. E’ stata firmata questa mattina dal Comune la dichiarazione di Parigi che fa di Torino una delle Fast-Track Cities. “Un’adesione – sottolinea l’assessore ai Diritti Marco Giusta – che è un chiaro segnale di presa di coscienza del problema. La sinergia fra enti e istituzioni è la base della lotta all’Hiv e per favorire una corretta informazione per il superamento dei pregiudizi”.

La pandemia di coronavirus “è un ostacolo per l’accesso ai test Hiv e ai servizi di diagnosi e cura, bisognerà tenere conto anche di questo nella stesura di progetti e interventi futuri”. Lo dice Giovanni Di Perri, responsabile delle Malattie Infettive all’ospedale Amedeo di Savoia di Torino, a proposito dell’ingresso di Torino nella rete delle Fast-Track Cities sull’Aids.

All’Amedeo di Savoia “seguiamo circa 4500 pazienti Hiv positivi e possediamo straordinarie opzioni terapeutiche però in questo momento il Covid-19 è un ostacolo”.
Da un’indagine della Gilead Science Italia emerge che a Torino l’87 per cento degli adulti non si ritiene a rischio contagio e quasi il 60 non ha mai eseguito un test Hiv. Inoltre il 45 per cento di chi lo ha eseguito almeno una volta lo ha fatto da più di cinque anni.

fonte: torino.repubblica.it

  • mercoledì, 25 Novembre 2020