La Salute a Torino

Grasso nel fegato

Il grasso è una minaccia silenziosa per il fegato. Il suo accumulo provoca due malattie epatiche che affliggono complessivamente 2 miliardi di persone nel mondo: la steatosi epatica non alcolica o fegato grasso (Nafld, da Non-Alcoholic Fatty Liver Disease)  e la steatite epatica non alcolica (Nash, da Non-Alcoholic SteatoHepatitis), condizioni in cui nel fegato si accumula grasso eccessivo non dovuto all’abuso di alcol. La Nafld è attualmente la più comune causa di danno epatico cronico e può evolvere in steatoepatite Nash, condizione che in più include infiammazione, lesioni epatocellulari e fibrosi e può evolvere verso la cirrosi epatica e il carcinoma epatocellulare.

«Le persone che hanno la NASH hanno un rischio più elevato di sviluppare altre patologie quali disturbi metabolici e malattie cardiovascolari. I decessi correlati a problemi cardiaci sono una delle principali cause di mortalità per le persone che hanno la NASH o la steatosi epatica non-alcolica (fegato grasso)» spiegano dal Global Liver Institute.

In  Italia almeno il 25% della popolazione compresa tra i 18 e i 65 anni abbia il fegato grasso (e la percentuale sale a un adulto su due se si considerano solo i soggetti obesi) e di questi circa il 30% evolve in Nash. Le cifre sono in continua crescita perché Nafld e Nash sono strettamente connesse con il sovrappeso e l’obesità, che in Italia colpiscono rispettivamente il 35% e il 9,8% degli adulti.

«La Nafld e la Nash possono avere pochissimi sintomi osservabili, nelle prime fasi. Ci sono diversi esami per diagnosticarle che includono la storia clinica, gli esami del sangue e di diagnostica per immagini e la biopsia epatica» spiegano dal Global Liver Insititute. «Più la Nash diventa grave, più sarà difficile gestirla. La quantità di grasso nel fegato può essere ridotta attraverso l’alimentazione, l’attività fisica e il mantenimento di un adeguato ritmo del sonno. Bisogna puntare ai 60 minuti di attività fisica al giorno. Non devono essere, per forza, consecutivi. Cammina di più, fai esercizio e prendi le scale, quando possibile».

I bambini. La steatosi epatica è anche la più frequente malattia epatica in età pediatrica. Circa il 3-12% dei bambini di peso normale sono affetti da steatosi epatica e questa frequenza sale al 70% nei bambini sovrappeso o obesi. Infatti, i bambini affetti da obesità sono i più esposti al rischio di sviluppare Nafld e Nash pediatriche. Altri fattori, quali il diabete di tipo 2, l’insulino-resistenza, la sindrome metabolica, o il colesterolo alto possono aumentare il rischio.

Le donne. Strettamente collegata all’obesità e al diabete, triplicata nel giro di un decennio, la Nash è un problema in particolare per le donne in età riproduttiva. Infatti, secondo un lavoro apparso sul Journal of Hepatology, aumenta il rischio di complicanze legate all’ipertensione, di emorragia post parto e di parto pretermine.  

«La Nash è ora l’indicazione principale per il trapianto di fegato nei giovani adulti», ha spiegato Monika Sarkar della Divisione di Gastroenterologia ed Epatologia della University of California a San Francisco responsabile dell’analisi dei dati di oltre 18,5 milioni di donne maggiorenni che hanno partorito nel periodo compreso tra il 2007 e il 2016. Di tutte le donne, 5.640 avevano la Nafld e 115.210 avevano altre malattie epatiche.

Le gravidanze con Nafld sono quasi triplicate passando da 10,5 su 100.000 gravidanze nel 2007 a 28,9 su 100.000 gravidanze nel 2015. Dai dati emerge che il fegato grasso è associato a complicanze per la mamma e per il bambino. Secondo i ricercatori, questi risultati sostengono la necessità di una maggiore attenzione a questo problema in gravidanza, in particolare nelle donne con comorbidità metaboliche esistenti, cui andrebbe fornita «consulenza sui rischi materni e perinatali e ricevere un’assistenza da parte di specialisti di ostetricia ad altro rischio».

fonte: lastampa.it di Nicla Panciera

  • mercoledì, 15 Luglio 2020