La Salute a Torino

Calcoli renali e coliche, in estate aumenta il rischio: come contrastarli

L’estate è il periodo più a rischio per calcoli renali e coliche, disturbi molto dolorosi che colpiscono un italiano su dieci e un’italiana su venti e sono la causa del 2% degli accessi ai pronto soccorso. In quattro casi su dieci chi ne ha già sofferto viene nuovamente colpito dai calcoli, che sono piccole aggregazioni di sali minerali che si formano nel tratto urinario. Per abbassare il rischio, è consigliabile aumentare l’introito di liquidi, in modo da aumentare il volume di urina. Per questo motivo è utile bere 2-2.5 litri di acqua al giorno, soprattutto nella stagione estiva, quando il rischio di disidratazione è più elevato.

«Gli episodi di calcolosi renale sono in continuo aumento a causa dello stile di vita e delle abitudini alimentari – spiega Giovanni Gambaro, docente di Nefrologia all’Università di Verona e co-presidente del meeting internazionale sulla nefrolitiasi dal titolo “Renal stones in practice”, promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini e svoltosi recentemente a Verona – Oltre che dalla scarsa idratazione i calcoli sono favoriti da eccessivi introiti di determinati alimenti come proteine animali e cibi ricchi di fruttosio o sale, oltre al sovrappeso corporeo».

Idratarsi è bene ma è anche consigliabile ridurre il sale negli alimenti e il consumo di proteine animali, soprattutto da carni rosse e salumi, preferendo le proteine da cibi vegetali; non eliminare latte, yogurt e formaggi freschi; ridurre o non aumentare il peso corporeo; limitare zuccheri semplici e grassi saturi preferendo carboidrati complessi e olio di oliva e, infine, fare regolare attività fisica. «L’errore più comune per chi teme una colica renale è eliminare il calcio (per esempio formaggi e latticini) dalla dieta» avverte Emanuele Croppi, Direttore del Dipartimento di Medicina generale Azienda USL Toscana Centro e co-presidente del meeting. «In realtà il calcio riduce l’escrezione urinaria dell’ossalato, uno dei componenti principali dei calcoli e aumenta invece la cristallizzazione degli ossalati già a livello intestinale,  che non concorrono così alla formazione dei calcoli».

Se le misure dietetiche e l’aumento del consumo di acqua non hanno successo, possono essere utilizzati alcuni farmaci, come il citrato di potassio che aumentando il citrato nelle urine inibisce la cristallizzazione, e i diuretici tiazidici, che riducono il calcio nelle urine. «I farmaci sono sicuramente efficaci, ma con effetti collaterali che ne limitano le possibilità d’uso» prosegue Gambaro. «Gli agrumi sono una naturale, straordinaria fonte di citrato, e possono pertanto rappresentare una valida alternativa al farmaco. In particolare, le maggiori concentrazioni di citrato sono presenti nei limoni, quasi cinque volte superiori a quelle che si hanno, ad esempio, nelle arance. Mezza tazza di succo puro di limone può fornire una quantità giornaliera di citrato paragonabile a quella che si ottiene somministrando il farmaco».

fonte: La Stampa Salute di Nicla Panciera

  • lunedì, 29 Luglio 2019