La Salute a Torino

I batteri dell’ intestino parlano al cervello

Arriva dalle Fiandre un’ulteriore conferma dell’importanza della flora batterica per la nostra salute, in questo caso mentale. Alcuni batteri intestinali, infatti, producono dei composti neuroattivi capaci di influenzare l’umore e la salute mentale.

Lo studio, apparso sulla rivista Nature Microbiology, è stato condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Leuven in Belgio, tradizionalmente molto forti in questo settore di ricerca in rapida ascesa.

 

Il microbiota è composto da centomila miliardi di batteri, virus e funghi che abitano il nostro intestino, svolgendo numerose funzioni vitali e influenzando la nostra salute. Consente l’assimilazione dei cibi, regola l’immunità della mucosa e funge da barriera contro agenti patogeni. Nelle sue alterazioni si cerca l’origine di molte malattie, anche quelle psichiatriche e comportamentali.

Gli autori hanno analizzato il microbiota di una vasta coorte di popolazione del Flemish Gut Flora Project per individuare un’eventuale associazione tra ceppi batterici e salute mentale: è emerso che la presenza di alcuni specifici microrganismi è associata a disturbi mentali. Ad esempio, nel caso di individui con una diagnosi di depressione, anche se in trattamento farmacologico, il loro microbiota era caratterizzato da Bacteroides dell’enterotipo 2 e dalla carenza di batteri Coprococcus e Dialister, associati a miglior qualità della vita mentale.

Era già noto il fatto che i vari microrganismi influenzano anche il sistema nervoso autonomo dell’intestino, il cosiddetto «secondo cervello», creando così una rete comunicativa complessa. Gli autori dello studio hanno anche cercato di capire in che modo questo avvenga, analizzando 500 batteri in grado di produrre sostanze neuroattive.

Di recente, il New York Times ha dedicato alla flora batterica un articolo, tra i più condivisi della settimana, intitolato «I batteri del tuo intestino parlano al cervello. Gli scienziati vogliono sapere cosa hanno da dirsi».

Vi si ricorda che per lungo tempo gli scienziati hanno potuto studiare solamente alcuni ceppi di batteri. Infatti, i microrganismi anaerobi vivono nella profondità del nostro intestino e possono essere studiati solo con le moderne tecniche di microbiologia. Fino a quel momento, anche solo pensare a un legame tra microbiota e comportamento sembrava assurdo. Quello fiammingo e altri studi suggeriscono invece una strada per arrivare a modulare il proprio umore e salute mentale intervenendo sui batteri che vivono nel nostro intestino.

Fonte: La Stampa salute di Nicla Panciera

  • lunedì, 8 Aprile 2019