La Salute a Torino

Cure più mirate con le cartelle cliniche elettroniche nei centri di diabetologia

Digitalizzazione significa non solo abolizione della carta, ma anche gestire uno scambio costante di informazioni tra medico e paziente, sfruttando tutte le possibilità date dell’integrazione e della potenza di calcolo per la raccolta dei dati e della loro interpretazione. I vantaggi possono essere organizzativi, gestionali e clinici.  

 «La digitalizzazione è un doppio binario, di cui beneficiano clinici e pazienti e che può favorire l’aderenza terapeutica» ha detto Riccardo Fornengo, diabetologo presso la struttura di Diabetologia ASLTO4 di Chivasso e Consigliere nazionale dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD), in occasione della presentazione di un’alleanza digitale tra Roche Diabetes Care e l’azienda Meteda finalizzata all’implementazione della cartella clinica informatizzata diabetologica, la Smart digital clinic, in tutti i centri diabetologici italiani. 

Come ha spiegato Massimo Balestri, Amministratore Delegato di Roche Diabetes Care, la cartella clinica verrà implementata «in tutti i centri di diabetologia in Italia. Uno strumento per i diabetologi che per semplicità d’uso, chiarezza e possibilità di personalizzazione dovrebbe contribuire a valorizzare i dati clinici, ottimizzare il tempo della visita e, in ultima analisi, favorire una miglior gestione della persona con diabete».

Il diabete di tipo 2 colpisce fasce attive della popolazione, quelle di età compresa tra i 40 e i 59 anni. In Italia, secondo i dati ISTAT, a soffrirne sono 3 milioni e 200 mila e potrebbero arrivare a 5 milioni tra 30 anni. Sono quasi 75 mila i decessi che ogni anno sono attribuibili a questa malattia: otto persone ogni ora muoiono per cause collegate al diabete.

Per i pazienti diabetici, una delle principali questioni irrisolte è il controllo metabolico della malattia, ovvero il mantenimento nella norma di alcuni parametri. I dati indicano che il target di cura per l’emoglobina glicata è raggiunto solo da un paziente su due e questa cifra scende al 6,5% guardando anche a due delle condizioni più frequentemente associate al diabete di tipo 2, pressione arteriosa e colesterolo LDL.

Grazie all’ottimizzazione delle risorse e alla modificazione dei comportamenti dei pazienti, con il conseguente calo delle complicanze, l’uso della cartella digitale fa ridurre i costi: i dati indicano che la sua applicazione a tutti i centri di diabetologia italiani comporterebbe un risparmio, per le casse del Sistema sanitario nazionale, calcolato in circa 1,5 miliardi di euro in 5 anni, e una proiezione di oltre 18 miliardi in 50 anni.

«Il primo modo per migliorare le proprie prestazioni è quello di misurarle» ha detto Marco Vespasiani, Sales & Marketing Manager di Meteda, società che ha sviluppato, in collaborazione con i Centri di diabetologia italiani, la cartella clinica informatizzata diabetologica. «L’informatica aiuta la standardizzazione. Inoltre, la nuova cartella digitale può fare delle analisi con valutazioni di processo e di esito e consente di vedere le informazioni rilevanti in un’unica schermata, facendo risparmiare tempo al clinico che può dedicarsi al paziente».

L’obiettivo ultimo, secondo il dottor Fornengo, è «l’integrazione della cartella clinica con i software della medicina generale e i database aziendali e regionali, che possa ulteriormente produrre informazioni utili alla gestione dei pazienti».

Fonte: Lastampa.it di NICLA PANCIERA

 

  • mercoledì, 4 Luglio 2018