La Salute a Torino

Le malattie croniche, l’invecchiamento e l’impatto psico-somatico del benessere

Giunge al termine la lunga serie di eventi organizzati dall’associazione “Più Vita in Salute” e per finalizzare questi eventi si è parlato dell’alimentazione e stile di vita in due ambiti specifici ed intrinseci alla vita dell’uomo: le malattie croniche, l’invecchiamento e l’impatto psico-somatico del benessere o del malessere.

Il primo relatore il Dott. Riccardo De Luca, specialista in diabetologia, ha introdotto l’ostico tema della senilità crescente e delle difficoltà ad essa correlate. Infatti, non solo gli anziani sono, e saranno sempre di più, ma presenteranno una salute fragile. Come ha spiegato il clinico, infatti, l’80% degli over 65enni è affetto da almeno una patologia cronica.

Nello specifico, circa il 6% della popolazione Piemontese è affetta da Diabete di tipo due, il quale è strettamente correlato ad una scorretta alimentazione e sedentarietà. Tuttavia, l’adozione di stili di vita equilibrati, attraverso scelte individuali consapevoli, ha un impatto notevole sul benessere di tutta la popolazione ed ha specialmente una funzionalità terapica nel caso di diabete, I e II, e di altre malattie croniche.

Proseguendo nella questione, il professore De Luca ha sottolineato i due pilastri che definiscono lo stile di vita: alimentazione e sport, ed ha poi elencato il corollario di false abitudini, o vizi, che hanno effetti deleteri. In primis, si suggerisce di suddividere le calorie della giornata in 4 pasti quotidiani, consumando le corrette calorie giornaliere per età e attività fisica.

Sul versante dell’attività motoria, lo specialista, ha anche sviluppato il tema della percezione negativa o angosciosa legata allo sport, diventato fonte di stress per l’ideale di perfezione proposto. Tuttavia, lo sport, come sottolineato a più riprese, deve tornare a far parte della nostra vita quotidiana, un naturale comportamento che accompagna tutte le fasi della vita di un individuo. Per risvegliare questo riscatto dello sport è necessario creare una coscienza collettiva, evitando un effetto on/off, ma intraprendendo lo sport come routine. Un’attività motoria efficacie deve essere strutturata: quantità, intensità, modalità. La regolarità nell’alimentazione e nello sport è il fattore impattante sugli effetti benefici e duraturi dello stile di vita sulla salute, anche in presenza di malattie croniche.

Ed è proprio degli effetti dello squilibrio dello stile di vita che ha parlato, nella seconda conferenza, Luciano Peirone, psicologo psicoterapeuta, docente, ricercatore e saggista.

Il professore ha introdotto l’intricato ed affascinante tema dello stile di vita associato ad una salutare forma mentis, cioè alla psiche. Il nesso fra soma e psiche passa dall’assunzione di comportamenti equilibrati, abitudini alimentari, vizi, routine quotidiana, che riverberano positivamente su atteggiamenti, pensieri, emozioni, vita affettiva e di relazione.

A tale proposito, il sovrappeso, la sedentarietà, il tabagismo e l’impoverimento emozionale-affettivo, poco considerato, possono a lungo andare a sfociare, nei sempre più frequenti, malesseri psicologici: quali depressione, stati ansiosi e attacchi di panico e dipendenze, per citarne alcuni. Aspetti che necessitano attenzione sono le forme psicopatologiche che si manifestano con atteggiamenti compulsivi, acquisto, computer, cibo, e la ricerca del rischio, come concetto del superamento del limite umano. Questi aspetti, molto complessi, che si riscontrano, e colpiscono sempre più frequentemente i più giovani, hanno effetti catastrofici sul benessere.

Alla fine di questa conferenza, la domanda su cui ci si interroga è se i disturbi siano stabili o transitori, e come intervenire. Infatti, una problematica concreta è la difficoltà di stabilizzazione del processo di cambiamento, in quanto, spesso, l’ambiente a cui si è abituati può incidere sul presentarsi di ricadute, accentuando maggiormente il senso di inadeguatezza. I preziosi consigli dell’esperto sono: «è  saggio modificare all’occorrenza il proprio stile di vita fino a quel momento assunto e anche la modalità di costruzione dello stesso: compenetrazione e forza di volontà nell’assumere atteggiamenti  sia  pur impegnativi,  ma realizzabili. »

Quindi, istituire nuovi progetti, fissare la prospettiva dell’obbiettivo e attenersi al percorso, sono fattori essenziali che possono trovare giovamento dal confronto con psicologi e psicoterapeuti, le cui figure sono un sostegno per l’individuo e non una diagnosi di malattia neuropsichiatrica.

Rafforzare la mente, acuire l’attenzione e la concentrazione (magari allontanando da un mondo virtuale troppo irrealistico), esaltare lo spirito di iniziativa e curiosità (riducendo la paura del rifiuto), con  determinazione  e  costanza, fermarsi ad assaporare la soddisfazione di aver raggiunto l’obbiettivo prefissato. 

 

Ludovica De Pieri

ludovica.depieri@collaboratori.comune.torino.it

  • lunedì, 18 Giugno 2018