La Salute a Torino

Ortopedia e dinamiche del sonno

Terzo appuntamento dei Lunedì della prevenzione e della salute: il 23/04/2018 si è discusso di Ortopedia e Neurofisiologia nell’importanza del sonno.

Il prossimo appuntamento sarà Lunedì 7 maggio ore 16,30 con due temi:

  • Alimentazione consapevole e preventiva (relatrice : Elisa ROSSO Dietista)
  • Come prevenire e contrastare lo sviluppo delle principali malattie oncologiche (relatore: Mario AIROLDIMedico Chirurgo, Specialista in Oncologia, in Igiene e Medicina Preventiva)

L’incontro si terrà presso l’aula DARWIN delCentro di Biotecnologie Molecolari – Università di Torino, sita in Via Nizza 52 a Torino.

Ma torniamo al 23 aprile.

Sul primo argomento la discussione è stata condotta sul confronto , sono state messe a confronto degli effetti di queste due branche della medici per il benessere fisico e psicofisico.

Giorgio Bertini, specialista in Ortopedia, Traumatologia e Fisiokinesiterapia, ha trattato nello specifico Gli attuali orientamenti nella prevenzione e terapia delle lombaggine. Innanzitutto è fondamentale, come sottolineato dal professore, definire correttamente la Lombardia: essa è una sindrome dolorosa, locale o diffusa, che affligge la parte bassa della schiena e può diffondersi anche agli arti inferiori anteriormente, Lombocruralgia, o posteriormente, Lombosciatalgia. Su questo tema è emersa l’altissima diffusione di questa sindrome dolorosa, che affligge, secondo recenti ricerche, 75 persone su 100 annualmente, 20% presenteranno un episodio Lombalgico mentre un 4% avrà un dolore cronico, più positivo, il dato secondo cui metà della popolazione afflitta sembra guarire spontaneamente. Il dolore, che affligge non solo i pazienti ma anche le finanze della sanità pubblica, è potrebbe essere ricondotto a 841 patologie vertebrali e extra vertebrali (studio del 1988 del Dott. Boccardi).

La Lombalgia può affliggere il paziente per periodi di tempo variabili fino a cronicizzare, con scarse possibilità di regredire con un netto peggioramento della qualità totale della vita del paziente (fattori bio-psico-sociali). Nello specifico una Lombalgia acuta può durare fino a 4 settimane, quelle sub-acute alcuni mesi, mentre come detto nelle forme croniche il dolore può persistere da 3 a 6 mesi. Date le numerosissime cause che porterebbero all’insorgenza della Lombalgia, è poco chiaro quali siano i fattori di rischio che potrebbero facilitare l’insorgenza del dolore. Il Dott.Bertini si è espresso a riguardo riferendosi ai fattori di rischio sia come una maggiore vulnerabilità individuale, episodi di lombalgia pregressa, i lavori logoranti, l’avanzare dell’età e il sesso. Infatti, il sollevamento di pesi, la guida di mezzi pesanti e altri lavori che sollecitino pesantemente il corpo possono incidere sul rischi di Lombalgia, con le donne maggiormente a rischio. Il dottor Bertini suggerisce la prassi da seguire se si immagina di avere questo disturbo:

  • Rivolgersi ad un medico per un esame obbiettivo
  • Esami strumentali, valutati anche alla luce della storia clinica del pazienti

Qualora dalla diagnosi emergesse un’effettiva Lombalgia si dovrebbe procedere con trattamento:

  1. Farmacologico, prescritto dal medico, con analgesici e o antinfiammatori, fisioterapico
  2. Fisioterapico-riabilitativo, ginnastica e sport che agevolino la distensione della colonna vertebrale
  3. Approccio cognitivo comportamentale
  4. Intermedio con ozonoterapia, anestetici locali

 

Tuttavia nella maggior parte dei casi come sottolineato dal professore una correzione della postura apporta i benefici maggiori, iniziando dal mantenere una corretta postura della schiena, usare scarpe idonee, sedie e materassi rigidi. Inoltre, approcciarsi anche all’aspetto cognitivo della patologia diminuendo lo stress e mitigando l’ansia possono essere di giovamento al fine di diminuire la persistenza del dolore.

Ed ora il secondo argomento trattato: l’importanza del sonno, in questo caso a spiegare l’argomento è stato Piergiorgio Strata, emerito neurofisiologo e neuroscienziato dell’Università degli Studi di Torino.

Il docente ha sottolineato il collegamento intrinseco tra l’uomo e il sonno, parte costante della nostra vita e necessaria. Il sonno e la sua importanza innegabile per la salute dell’organismo cela in se molti quesiti inesplorati. Tuttavia, alcune scoperte ci portano ad avere una comprensione più chiara del ruolo che ha nella salute.

In primis, il sonno ha una cadenza circadiani, cioè associata ai ritmi della luce e del buio che si distribuisce nelle 24h della settimana. L ascensione del giorno è allineata, seppur con tarature individuali, con la secrezione di specifici ormoni e molecole che terminano il funzionamento di tutto il nostro organismo dalla digestione al sonno. Ed appunto il sonno, temporanea e parziale interruzione dei centri nervosi, è accompagnata da una riduzione della circolazione, respirazione e metabolismo, come menzionato. Un buon sonno permette la pulizia delle sinapsi neuroni dalle tossine fisiologiche date dal continuo andirivieni di stimoli nervosi: pensieri e comportamenti. L’effetto del sonno sulla salute è stato individuato chiaramente nell’associazione con nascite premature, fino a 6 settimane, in madri affette da disturbi del sonno come le apnee notturne.

A queste patologie del sonno il professore ha aggiunto le Parasonnie, NREM E REM. Questa categoria, creata recentemente, fa riferimento ad un ampio ed eterogeneo gruppo di disturbi del sonno spesso associate alla fase REM, associate al raggiungimento di un obbiettivo possono causare patologie e traumi. Come migliorare il nostro sonno secondo il dottore Strata passa da impostare una corretta routine che preceda e prepari al sonno.

Rendere la propria stanza confortevole, con una temperatura idonea, eliminare fonti attivatxorie come televisione e telefonini, evitare di mangiare prima di addormentarsi e migliorare la dieta, dormire al buio, per almeno 8 ore e possibilmente alzarsi alla stessa ora. Disciplinare la nostra routine riguardo al sonno ci renderà più vigili, produttivi e in salute.

Ludovica De Pieri

ludovica.depieri@collaboratori.comune.torino.it

  • lunedì, 7 Maggio 2018