La Salute a Torino

Malattie cardiovascolari

Nelle malattie cardiovascolari ciò che succede è che trigliceridi e colesterolo, in eccesso, in seguito ad una lesione del vaso sanguigno si accumulano nel tessuto sottostante. Il processo di riparazione unito all’accumulo degli acidi grassi circolanti attivano il sistema infiammatorio, questo per eliminare l’accumulo di grasso lo attacca come se fosse un corpo estraneo. Tale azione, invece di sanare la situazione, la peggiora andando ad aumentare l’accumulo di detriti nella zona e incrementando la riduzione del diametro del vaso sanguigno interessato. Le conseguenze a livello della circolazione sono molteplici: riduzione del diametro, riduzione del flusso ematico, accumulo di piastrine, acidi grassi circolanti, globuli bianchi e rossi nella zona posteriore alla placca aterosclerotica (ciò ne aumenta l’estensione), riduzione del trasporto di ossigeno e nutrimento al corpo, fino alle fasi finali con occlusione o distacco della placca aterosclerotica, che possono in entrambi i casi sfociare nell’infarto.

 

Tutta la popolazione può essere definita a rischio se e quando lo stile di vita seguiti sono particolarmente ricchi di grassi, in eccesso di calorie e con livelli di sedentarietà pronunciati. La frequenza più alta di malattie cardiovascolari è registrata nella popolazione femminile (80%). Tuttavia, gli episodi di infarto si manifestano più precocemente nell’uomo (già prima dei 39 anni di età). L’insorgenza tardina nelle donne è dettato dall’effetto protettivo degli estrogeni. Infatti, la patologia cardiovascolare nella donna si presenta dopo la menopausa quando i livelli di estrogeni (ormoni femminili) diminuiscono, mentre, si alzano gli androgeni (ormoni maschili). Questi ormoni sono in parte responsabili della accumulo sulla vita di grasso, riconosciuto come menzionato come un fattore di rischio cardio vascolare. Attenzione soprattutto ai più piccoli, come detto neanche loro sono esenti dal rischio cardiovascolare e ipertensivo.

E’ risaputo che i trigliceridi e il colesterolo ematici alti sono fattori di rischio cardiovascolare. Molto spesso i due parametri sono innalzati quando c’è una circonferenza vita elevata (uomo >94cm e donna >80cm), un eccesso di peso, una scarsa attività fisica. Tutti questi parametri, oltre ad essere fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, sono assolutamente imputabili dell’insorgere di altre patologie come diabete e ma anche pressione alta e epatopatie.

L’allarmismo non è utile e molto spesso controproducente. Tuttavia, in linea con le azioni della OMS e della Comunità EU, l’informazione e la prevenzione sono fattori essenziali che devono raggiungere il maggior numero di persone possibile. L’attuazione di un corretto stile di vita come abitudine corretta deve diventare consuetudine.

Quello su cui si può, e si dovrebbe intervenire, è la dieta e l’attività fisica. In primis, i grassi si distinguono fra saturi, trans, insaturi (MUFA=OMEGA3, e PUFA=OMEGA6). Il loro ruolo nell’insorgenza delle malattie cardioascolari è molto diverso. I grassi saturi e trans di cui sono ricchi i cibi processati sono responsabili per l’aumento delle LDL. I dati riportano che mantendo sotto il 10% delle calorie totali questi grassi e sostituendo l’aliquota in surplus con MUFA e PUFA c’è una riduzione delle LDL significativa. I grassi mono e poli insaturi (MUFA e PUFA) sono presenti i primi nel pesce e i secondi nella frutta secca, sono ritenuti una fonte importante di trigliceridi per la composizione delle membrane e per lo sviluppo celebrale del feto. E’ quindi opportuno consumarli introducendo 2/3 porzioni di pesce a settimana e sostituendo 2/3 snack con della frutta secca (occhio alle porzioni per evitare di eccedere nelle calorie). La categoria di grassi più pericolosa è quella dei trans; essi dovrebbero costituire <1% delle calorie totali. Tuttavia, nelle diete particolarmente ricche di cibi processati l’introito energetico da questi grassi è ben più elevato. L’effetto immediato e a lungo termine è un aumento significativo delle LDL.

 

A rafforzare l’azione negativa dei grassi sono anche le calorie in eccesso. Infatti, le calorie in eccesso portano ad un accumulo di grasso corporeo, che, come menzionato, se depositato nella zona della vita costituisce un fattore di rischio elevato di malattie cardiovascolari. Inoltre, il consumo di calorie in eccesso, di qualunque genere ma specialmente di zuccheri vuoti, fruttosio e cibi processati in generale, vanno a incrementare la produzione endogena di grassi; i quali devono essere ancora una volta immagazzinati nei tessuti.

Il colesterolo è una categoria a sé; esso non dovrebbe superare i 300mg/die. Questo in sinergia con la produzione endogena porterebbe a coprire il fabbisogno del corpo per la rigenerazione delle mebrane cellulari di tutti i tessuti. Tuttavia, ad aggiungersi ai comportamenti alimentari scorretti c’è la tendenza tutta italiana a consumare più secondi piatti che primi. Il fatto che questi piatti vengano consumati con una frequenza troppo elevata costituisce un problema perchè essi sono una fonte di grassi e di colesterolo.

Ebbene si, nonostante la fortuna di avere la pasta e il pane, siamo dei consumatori provetti di secondi piatti, specialmente di carne rossa e formaggi stagionati. Mentre, legumi e pesce non sembrano essere così apprezzati nonostante i loro benefici.

Le accortezze che posso migliorare la situazione

Seguire la dieta mediterranea è il primo passo, riapropiarci della nostra cultura culinaria, tornare ai cibi di stagione, evitando quei cibi processati che fanno gola ma non sostanza.

 

  • Aumentare frutta e verdura nella dieta. Tale azione ha molteplici benefici: aumentare l’apporto di nutrienti, saziare riducendo l’apporto di calorie da altre fonti alimentari (vedi cibi processati o secondi piatti). Inoltre, raggiungere le 5 o più porzioni al giorno di frutta e verdura aggevola il raggiungimento dei 30g/die di fibra che sono suggeriti dai LARN.
  • Introdurre i primi: Pasta e cereali. Sebbene non sia stato trovato un sostanziale miglioramento nel profilo lipidico, i dati riportano di una riduzione delle LDL quando i grassi dalla dieta vengono sostituiti dai carboidrati. Questo si traduce nella vita quotidiana con il ritorno alconsumo di primi piatti. Superato lo stupore e la reticenza, i carboidrati, tanto demonizzati e imputati come responsabili dell’accumulo di peso, sono in realtà importanti e utili fonti di energia. Toriniamo a mangiare la pasta! Nelle porzioni giuste e magari condita con la verdura!!

La Fibra: cereali integrali, legumi e frutta e verdura. Questa componente che può essere solubile in acqua o no, migliora la motilità intestinale, induce una maggiore produzione di succhi gastrici consumando il colesterolo e migliorando il profilo lipidico ematico.
Quindi, sostituire farine bianche con quelle integrali è una buona prassi, particolarmente se il livello ematico di trigliceridi e colesterolo fosse in eccesso.

  • Il latte e lo yogurt. Consumiamoli sono essenziali per il fabbisogno di calcio e quindi per la salute delle nostre ossa. Questa categoria alimentare è stata a lungo oggetto di pressione mediatica negativa, con slogan terrificanti e mai comprovati! Il latte è essenziale in caso di dislipidemia e rischio cardiovascolare, è meglio acquistare un latte o uno yogurt, meglio bianco, parzialmente scremato e fresco.
  • Lo so consigliare di consumarli con moderazione è una raccomandazione seguita con fatica. Però nell’equilibrio c’è il benessere e nel benessere c’è anche il piacere. Quindi: invece di acquistare tutte le varietà proposte dal formaggiaio si dovrebbe iniziare acquistandone una varietà, porzione normale, e consumandola nella settimana. Inoltre, non mettere sula tavola il contenitore di formaggio è un’altra prassi adeguata. Infine, la sera che si mangia il formaggio è bene accompagnarlo con verdura o un primo ed evitare il secondo.
  • Non servono, non fanno bene e ne consumiamo troppi. Una volta alla settimana e con moderazione si, di più no! Attenzione soprattutto ai più piccoli…il toast o il paninetto di pane e salame non sono le scelte più racomandabili!!
  • Secondi piatti. Ne consumiamo troppi, ciò, unito con la “fobia mediatica” per i carboidrati, porta a un alimentazione sbilanciata in eccesso di colesterolo, grassi e proteine. Consigliabile sostituire e variare i secondi di carne con quelli di pesce, con i legumi, con le uova (non più di 2/3 a settimana), con il formaggio (meglio se con pochi grassi o fresco). Nel caso di accertata patologia cardiaca o familiarità è fondamentale introdurre almeno una volta alla settiman ala giornata vegetariana: non allarmatevi mie carnivori! Ciò che intendo è: invece di un secondo di orgine animale, adottare legumi e abbondare di verdura, da sola o nei primi piatti!!
  • Ridurre il sale e gli Zuccheri

 Più attività fisica, fate le scale, fate dei tratti a piedi, alzatevi dal divano, cucinate, voletevi bene! Lo so che direte la vita è frenetica, ma ehi quante ora si passano davanti ala tv? Al telefonino o in viaggio? troppe! Usiamo il sabto o la domenica se non abbiamo altri giorni. Escursioni, passeggiate quel che sia. Ci dimentichiamo troppo spesso di noi stessi! Un obbiettivo  per le settimane avvenire a) per i più sedentari arrivare a 6/7000 passi al giorno per poi raggiungere i 10000! Alzatevi dalla sedia dell’ufficio e percorrete il corridoi, fate la pausa pranzo in piedi!! Di tattiche efficaci ne si trova a bizzeffe, iniziamo a metterle in pratica.

Ludovica De Pieri

ludovica.depieri@collaboratori.comune.torino.it

  • venerdì, 13 Aprile 2018