La Salute a Torino

Effettivamente ci stiamo mangiando il pianeta: La piramide Ambientale e Alimentare

Seguire la piramide alimentare, e quindi la dieta mediterranea è benefico per noi e per la terra. Infatti, mettere al primo posto la nostra nutrizione, costruendo buone abitudini di vita, ha un impatto su tutto il sistema “cibo”: dal pensiero, all’allevamento o coltivazione, alla distribuzione.

Di conseguenza, quando si parla di cibo e si pensa alla tavola imbandita, alla convivialità e al benessere, si dovrebbe aggiungere la consapevolezza di ciò che succede nelle fasi precedenti.

Infatti, l’attività agricola e di allevamento alla base della produzione di cibo per l’uomo hanno un impatto ambientale, energetico e sociale sulla terra.

Nello specifico, l’attività agricola intensiva tipica della nostra società, contribuisce per il 33% della produzione di gas serra mentre l’alimentazione è responsabile del 25% dell’impatto ambientale di ogni persona.

Cosa vuol dire impatto ambientale? A) consumo di acqua, B) produzione di anidride carbonica C) sfruttamento del suolo per produrre una certa quantità di quell’alimento. D) Inquinamento del suolo, acqua e intossicazione delle persone. A questo si aggiunge l’immensa disparità riguardo la disponibilità di cibo. Nel mondo 124 milioni di persone va a dormire tutte le sere affamato e svariati miliardi soffrono di carenze nutrizionali (In africa), dall’altro lato un miliardo e mezzo di persone sono obese od in evidente sovrappeso e pertanto maggiormente a rischio di “sindrome metabolica”(In Italia).

Da ciò si deduce la necessità di comprendere tutte le sfumature racchiuse nel “imparare a nutrirsi”. Il concetto come mi nutro pone di fronte a noi la questione del:

  1. a) garantire un miglior governo del sistema agroalimentare su scala globale
  2. b) rendere possibile una più equa distribuzione delle risorse e del cibo
  3. c) mutare le proprie abitudini partendo proprio dalle scelte alimentari

A riassumere nella totalità tali punti è la dicitura: Agricoltura sostenibile o “agroecology.

Questo concetto porta alla luce l’impraticabilità della produzione intensiva e dello spreco, ancora più

accentuato, sotteso al nostro modus vivendi. La produzione ci cibo è aumentata esponenzialmente, +60/70%, anche se come menzionato la disparità sulla disponibilità di cibo non è stata sanata.

L’attuale regime e quantità di produzione di alimenti ha come criteri da soddisfare non sfamare correttamente, nutrire, la popolazione ma soddisfare criteri estetici e quantitativi: di più è meglio. Limitandosi agli sprechi domestici, nei paesi sviluppati vengono buttati ogni anno dai 95 ai 115 Kg di cibo pro-capite, in Italia addirittura ognuno di noi spreca circa 150 kg di cibo ogni anno.

Il cibo sprecato ha anche un importante impatto ecologico, perché per produrlo e smaltirlo vengono consumati acqua, suolo ed energia.

Così facendo siamo arrivati al punto in cui il cibo che compriamo non è nutriente, può conservarsi mesi e impiegare anni a degradarsi ma viene venduto come alimento e quando dovrebbe essere definito: scoria. Non ha stagione, età o vita è un oggetto.

L’agricoltura sostenibile è quindi quella forma di produzione che, oltre a fornire alimenti e altri prodotti agricoli, è anche rispettosa dell’ambiente, economicamente vantaggiosa per gli agricoltori e socialmente giusta. Per educare la popolazione ad un approccio omnicomprensivo è stata creata La Piramide Ambientale.

Essa riassume il concetto di agricoltura e alimentazione sostenibile, spiegandoci nel concreto come sostenere il nostro pianeta e la nostra alimentazione.

La piramide ambientale: strutturata come quella nutrizionale, evidenzia l’impatto della produzione dei diversi gruppi alimentari sull’ambiente.

  1. In alto si trovano gli alimenti più inquinanti (carne, formaggi e prodotti elaborati) e che richiedono più acqua – devono essere consumati con moderazione.
  2. In basso quelli più sostenibili (frutta, verdura e cereali), da assumere più frequentemente.

Affiancando, le due piramidi è chiaro che i cibi sani sono anche quelli più ecologici! Quindi, scegliere gli alimenti che ci aiutano a mantenerci in salute è un modo per preservare le ricchezze del pianeta per noi e le generazioni future. Esatto: la terra funziona come il nostro corpo e quindi i cibi più sani fanno bene non solo a noi ma anche al pianeta. Infatti, la lettura della piramide ambientale è imprescindibile dall’applicazione della piramide alimentare.

Applicare la scaletta della piramide alimentare implica anche comprare il giusto, così da ridurre lo spreco, mangiare secondo la stagionalità e comprendere che la natura produce frutta e verdura di ogni forma e la standardizzazione dei prodotti è superfluo: meglio poco, brutto ma benefico! Questo ci riporta e riconnette alla natura e a noi stessi.

Il mercato produce ciò che il mercato richiede: noi consumatori siamo il mercato e nel nostro piccolo abbiamo la responsabilità della nostra salute e delle scelte che facciamo ogni giorno. Scegliere di ridurre lo spreco acquistando il giusto, e scegliendo la qualità sulla quantità, da e darà l’impulso corretto al cambiamento di questo sistema di produzione che non ha alcuna sensatezza. La natura non produce oggetti produce vita e richiede vita.

Ludovica De Pieri

ludovica.depieri@collaboratori.comune.torino.it

  • giovedì, 5 Aprile 2018