La Salute a Torino

Crescere e diventare saggi

Troppo spesso il diventare anziani viene percepito come una fase difficile e priva di piaceri, in cui la vita sembra lasciare il posto agli affanni. Tuttavia non è così, la popolazione, sempre più anziana, è anche sempre più longeva, il che apre le porte ad un’infinita gamma di possibilità.

A garantire longevità e benessere c’è una corretta alimentazione, una corretta vita sociale e l’attività fisica. Tutte questi ambiti sono fondamentali per il benessere sia singolarmente ma soprattutto se attuati in sinergia. L’obbiettivo di oggi è far comprendere i cambiamenti che si avvicendano nella vita di un anziano e le rinnovate necessità di questa fase della vita che è sorprendente.

 Il ruolo fondamentale della nutrizione nella vita degli anziani.

Gli anziani esperti conoscitori delle loro necessità, preferenze e attitudini, spesso faticano a comprendere, e quindi comunicare, i cambiamenti che si avvicendano in modo sottile fino a palesarsi. Un po’ per vergogna un po’ per negligenza, spesso e volentieri tutto inizia dalla difficoltà di masticazione o di deglutizione. A ciò si accompagna una fase di ridotta autonomia o di timore verso l’esterno, ed in effetti alcune volte questo mondo frenetico spaventa anche i più giovani.

L’essenziale è stupirsi di fronte alle tante piccole cose che possono restituire confidenza nel proprio ambiente. Come se tornassimo a scuola dobbiamo rieducare il nostro corpo e la nostra mente. Acquisire nuove abitudini in linea con le necessità ma corrette e idonee al nostro benessere, trovare un nuovo ruolo nella vita sociale e familiare, iniziare attività da fare che restituiscano piacere, che mettano in movimento sia mentale che finisco.

Perchè diminuisce l’appetito e come si insinua la malnutrizione:

Gusto, olfatto, e digestione sono i cambiamenti fisiologici più evidenti che portano ad una progressiva anoressia della vecchiaia. Frequentemente, la perdita dell’appetito e del piacere del cibo sono una conseguenza della diminuita percezione del gusto e del profumo del cibo. Infatti, una percezione sensoriale compromessa ha un effetto immediato e drastico sull’aspetto edonistico dell’alimentazione. Ciò, silenziando lo stimolo della fame, può portare, quando reiterato per lungo tempo, al rischio di malnutrizione. Ad influire molto sullo stato di appetito sono anche i farmaci assunti, questi non solo possono interferire con la percezione del gusto ma anche con la regolazione del circuito fame-sazietà.

Inoltre, gli anziani hanno la tendenza a saziarsi più velocemente poichè la capacità distensiva dello stomaco diminuisce. In aggiunta, le funzionalità digestiva e di assorbimento degli anziani calano, sia a livello gastrico che a livello intestinale. Di conseguenza, si instaura una tendenza a mangiare poco e molto frazionato.

L’assunzione di più piccoli pasti nell’arco della giornata può migliorare l’assorbimento a livello intestinale, area critica nell’anziano che spesso soffre di stitichezza. Tuttavia, frazionare i pasti nasconde delle criticità. Infatti, frequentemente, le porzioni si riducono inconsapevolmente. E ciò, aggiunto alla frequente povera, caloricamente e nutrizionalmente, composizione dei pasti, possono sfociare in una progressiva diminuzione dell’appetito fino alla perdita grave di peso.

La perdita di peso è un forte fattore di rischio per la salute dell’anziano. A tale proposito, è fondamentale impostare una routine riguardo alla rotazione dei gruppi alimentari.

Assumere ogni giorno: frutta e verdura (se possibile di stagione), carboidrati (complessi) e proteine di qualità (pesce, legumi, carne bianca, carne rossa).

Le linee guida suggeriscono il consumo di 3 pasti e 3 spuntini così da modulare il volume ma garantire l’apporto energetico.

Dal punto di vista sociale e psicologico

Le sfide dell’anzianità sono molteplici: la riduzione dell’autonomia personale, la paura dell’ignoto, la crescente fragilità fisica, la solitudine, la difficoltà di inserirsi nei ritmi dei famigliari, la vedovanza e gli “acciacchi” dell’età.

Un anziano che consuma regolarmente pasti da solo ha:

-la tendenza a saltarli più facilmente
– a consumarli più velocemente
-a preparare pietanze povere e che richiedano poco sforzo
La solitudine e l’assenza di interazioni costruttive con il mondo esterno, possono indurre fenomeni di depressione. A loro volta, questi possono manifestarsi in episodi anoressia o inappetenza, come detto, molto pericolosi per l’anziano.

Punti che devono essere monitorati da parenti e nipoti nello stato di salute dell’anziano:

  • Mutamenti nel rapporto con il cibo: saltare il pasto, mangiare poco, non sentire lo stimolo alla fame o della seta,
  • Problemi di masticazione e deglutizione
  • Riduzione delle quantità della spesa con predilezione per cibi di confort
  • Manifestato stato di perdita di peso non voluto

Per aiutare e aiutarsi

In questa fase della vita è necessario comprendere che, nonostante l’avanzare dell’età, la dieta ha comunque un ruolo importante per garantire la funzionalità del corpo ed il benessere. Anche in questo caso, seguire una dieta mediterranea equilibrata è stato dimostrato essere collegato ad una migliore qualità della vita, con una riduzione di patologie associate all’età (cardiologie, Alzheimer e disturbi dell’umore, ma anche riduzione dell’infiammazione cronica).

Come introdurre la dieta mediterranea nella terza età

Seguire le esigenze e capacità dell’anziano è alla base di un’azione protettiva ed educativa efficace.

In presenza di problemi di masticazione, ma anche nella routine dei masticatori: minestre e vellutate sono un’ottima alternativa ai cibi solidi o come accompagnamento al pasto. Aggiungere legumi e pasta alla preparazione, frullandoli insieme o lasciandoli interi, dovrebbe diventare consuetudine.

Frullati e centrifugati aiutano a coprire le porzioni di frutta e verdura concentrando in poco volume i nutrienti e i benefici di questi alimenti. Usare il latte aiuta a raggiungere il fabbisogno di liquidi, lipidi e proteine.

Preparare tisane e teh: usare 8/10 bicchieri di acqua, scegliendo il gusto che più ci aggrada sarà più semplice sopperire alla diminuzione dello stimolo della sete. Ponetele in bella vista. Inoltre, preparare tale quantità di bevanda con la prospettiva di consumarla nella giornata, aiuta a consumare gli 8 bicchieri di acqua giornalieri.

Spesso il volume di cibo richiesto per coprire il fabbisogno energetico appare come una sfida.  Un trucchetto è quello di aggiungere ad ogni pasto, o spuntino, alimenti più calorici ma nutrienti. Oli e grassi omega 3, frutta secca ecc. Questo escamotage, serve per non appesantire lo stomaco con volumi eccessivi di cibo, ma garantisce che non venga perso peso e che siano disponibili sufficienti energie per affrontare la giornata.

Il latte: questo alimento è essenziale al benessere delle ossa, specialmente per le donne. Esso fornisce anche Vit. D, carente nella maggior parte degli anziani a causa della ridottissima esposizione al sole. Quindi, una tazza di latte la mattina o a merenda o entrambe sarebbe ideale, magari con delle fette biscottate in ammollo.

Le proteine: pesce, legumi, carne tritata o meno, uova…Facendole ruotare nella settimana devono essere presenti giornalmente.

Suggerimento: dopo aver letto l’articolo, scaricare le informazioni fornire dalla Regione Piemonte, che presenta come alternare i gruppi alimentari, avere visivamente sotto mano ciò che si progetta di mangiare è di estrema utilità per una dieta bilanciata.

La vitamina D: ha un ruolo essenziale nella salute dell’organismo e per tale motivo nel fare gli esami del sangue sarebbe idoneo controllarla. Iniziare da brevi passeggiate, stare davanti alla finestra al sole, guardare i nipotini al parco, scendere al bar per una partita di carte, tutto aiuta a rinvigorire lo spirito e il corpo.

Monitorare il peso degli anziani è una prassi da adottare assolutamente, onde evitare perdite di peso e peggioramenti repentini nello stato di salute.

Ovviamente, implementare la vita alimentare di un adulto non è immediato e presenta numerose sfide. Tuttavia, poiché la saggezza arriva con l’età, sarà compito dei figli e dei nipoti prendersi cura dei nonni affinché siano più attenti alla loro dieta.

Ludovica De Pieri

ludovica.depieri@collaboratori.comune.torino.it

  • martedì, 3 Aprile 2018