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Vuoi avere una memoria di ferro? Usa le mappe mentali

Matteo Salvo vincitore dei Campionati Mondiali di Memoria a Londra nel 2013 spiega le tecniche per immagazzinare le informazioni e ricordarle: “Occorre logica e fantasia”

 «Ei fu. Siccome immobile…». Chi di voi non ricorda questi primi versi del «5 maggio» del Manzoni? Generazioni di studenti delle scuole elementari si sono cimentate – e continuano a farlo- nel rituale della poesia a memoria. Ore e ore passate sui libri, sperimentando le tecniche più bizzarre per arrivare preparati all’interrogazione.

E se avessimo sbagliato metodo? Se lo studio a memoria, così come lo intendiamo, fosse solo un esercizio inutile?

A pensarla in questo modo è Matteo Salvo, primo italiano ad essersi aggiudicato il titolo di InternationalMaster of Memory ai Campionati Mondiali di Memoria di Londra nel 2013.

CHE COSA SONO LE MAPPE MENTALI?  

Secondo Salvo il metodo migliore per apprendere, memorizzare e immagazzinare testi è rappresentato dalle mappe mentali. Con esse è possibile rappresentare un testo con parole chiave, immagini e colori. In questo modo diventa molto più semplice per la nostra mente poterlo ricordare. «Quando pensiamo ad una parola, ad esempio “mela”, mai ci verrebbe in mente di pensare alle lettere che compongono la parola. Al contrario il nostro cervello richiama tutte quelle informazioni relative all’esperienza che abbiamo di un determinato oggetto come il colore, l’odore o le immagini che abbiamo di esso. Per sfruttare al massimo le capacità del nostro cervello di memorizzare dobbiamo dunque partire dal suo modo di ragionare» spiega Salvo.

CAMPIONATI DI MEMORIA: DISCIPLINA NAZIONALE

Nate già con Cicerone e sviluppate in modo più complesso da Leonardo Da Vinci le mappe mentali sono uno strumento che in realtà si è diffuso solo negli ultimi decenni grazie al cognitivista inglese Tony Buzan, maestro di Matteo Salvo.

Un metodo di lavoro completamente differente dal classico modo di memorizzare le informazioni a memoria. «Imparare ripetendo all’infinito non serve a nulla» sentenzia l’esperto. Attraverso quel metodo infatti non si va ad agire sulla memoria a lungo termine. Per meglio comprendere questo concetto Salvo usa un semplice esempio: «la memoria è come un sentiero in un prato verde. A forza di camminarci sopra dopo molto tempo i piedi formeranno un piccolo solco. Se invece uso una ruspa la strada sarà chiara sin da subito e nel lungo periodo occorreranno solo pochi lavori di manutenzione. Nel primo caso è ciò che avviene imparando un testo a furia di ripeterlo. L’altro caso è ciò che avviene con le mappe mentali. Se lascio passare tempo l’erba mangerà il sentiero. Con la strada sarà molto più difficile».

Un metodo, quello delle mappe mentali, che dunque sembra lontano anni luce da come intendiamo lo studio classico.

Ci sono realtà dove questo approccio è ormai diffuso da diversi anni. In Stati come Cina, Giappone e Mongolia i campionati di memoria per studenti sono all’ordine del giorno e l’evento è talmente famoso da coinvolgere nelle premiazioni il Primo Ministro dello stato in questione.

IL SEGRETO PER UNA BUONA MEMORIA? LIBERARE LA FANTASIA  

«Non sono un genio, ho sempre detestato lo studio e per rimanere in linea con gli esami all’universitàho smesso anche di fare sport. Sono arrivato ad un punto in cui non riuscivo più ad andare avanti. Ma è proprio grazie a queste difficoltà che ho esplorato nuovi modi di apprendimento. Io sono l’esempio concreto che tutti ce la possono fare».

Secondo Salvo con le mappe mentali è possibile imparare una mole di informazioni non indifferente in poco tempo. La premessa per ottenere tutto ciò è liberare la fantasia: mentre ai bambini viene più naturale rappresentare il mondo attraverso la creatività di mappe mentali per gli adulti risulta più difficile in quanto ingabbiati in schemi mentali d’apprendimento. Imparando il metodo tutti possono ottenere grandi risultati.

RIPETERE A «PAPPAGALLO» NON SERVE A NULLA

Anche il corso di lingua inglese più avanzato al mondo si basa sul sistema della ripetizione, ossia impara una parola, un verbo, una frase e ripetila. E’ un sistema per imparare l’inglese che, oltre a essere terribilmente noioso, non permette di assimilare le informazioni a lungo termine: infatti con il sistema della ripetizione acquisiamo faticosamente delle nozioni, che poi però dimentichiamo velocemente e facilmente. «Pensiamo a un bambino di sette o otto anni: riesce a esprimere qualsiasi concetto e a comunicare con chiarezza ed efficacia, ma se gli chiediamo che cos’è una preposizione subordinata o un congiuntivo imperfetto ci prenderebbe per pazzi. Questo perché lui ha imparato la lingua vivendola, l’adulto studiandola. E’ una differenza fondamentale: quando viviamo un’esperienza con tutti i nostri sensi, ci rimane impressa ben più di una cosa che leggiamo su un libro, anche se la ripetiamo cento volte» spiega Salvo.

INCOMINCIARE DAI DISEGNI  

Ma con le mappe mentali non solo è possibile immagazzinare testi ma realizzare anche temi – vero scoglio per gli studenti delle scuole-. «Di fronte ad un foglio bianco nessun panico. Dimenticate i classici schemi e girate un foglio in orizzontale. Al centro mettete la vostra idea o il vostro problema da risolvere. Da lì partite con dei rami che rappresentano i concetti secondari. Abituatevi a ragionare così e tutto diventerà più semplice» conclude Salvo.

Edito da Lastampa.it, di DANIELE BANFI

  • giovedì, 22 Marzo 2018