La Salute a Torino

Gli integratori alimentari: una ben calcolata azione di marketing

Integratori alimentari sono lo specchio di un fenomeno nominato come “cura della persona”. Tuttavia, anche se presentato in modo così piacevole, il mercato degli integratori alimentari, circa 30 miliardi nel 2016 (sefap.it), nasconde diversi fenomeni sociali problematici: 1) la sfiducia verso i farmaci tradizionali, 2) la certezza distorta del binomio Naturale=Salutare, 3) la percezione, ormai convinzione, di dover aiutare il corpo a migliorare. Questi sono gli aspetti che generalmente spingono una persona ad aggiungere un integratore alla propria quotidianità.

Inoltre è bene entrare nell’ottica che: qualunque sostanza che abbia un effetto deve essere processata dal nostro corpo modificando il suo fisiologico funzionamento. A tale proposito pensare che se naturale sia innocuo è controproducente e spesso dannoso. L’esempio calzante deriva dai multivitaminici: efficaci in presenza di accertate carenze o in fasi specifiche della vita, come la gravidanza. Tuttavia devono essere assunti secondo le indicazioni; in fatti, un eccesso può comportare tossicità e danni all’organismo. Inoltre, la necessità come l’utilità di questi integratori, rappresentano in Italia circa 22,9% del mercato, è il più delle volte compensabile e sostituibile con una dieta sana, cardine imprescindibile del vero prendersi cura di Se.

Affine a quest’ultima osservazione è l’uso di pre. e probiotici, circa il 40% dei pezzi venduti nel segmento integratori alimentari. Essi servono a rivitalizzare e migliorare la nostra flora batterica, naturalmente presente in noi dalla nascita. La flora batterica è specifica per ogni individuo e molto spesso il miglior modo per prendersene cura è, rullo di tamburi, attraverso la dieta. I Probiotici sono ceppi batterici benefici che hanno la capacità di attecchire nel nostro intestino e proliferare migliorando la funzionalità intestinale; i secondi sono i nutrienti, come la fibra solubile, necessari a far proliferare e vivere i probiotici.

I principali problemi legati a questo gruppo di integratori alimentari consistono in una mancata spiegazione di:

1) come funzionano i probiotici,

2) la specificità dei diversi ceppi per i diversi disturbi,

3) l’efficacia dovuta alla quantità di probiotici presenti.

Come scegliere correttamente?? Rivolgendosi ad esperti, dottori e farmacisti!! Questo è specialmente importante se il motivo che vi ha portato all’autoprescrizione di questi integratori è una persistente stipsi, un intestino molto suscettibile, o al contrario eventi di incontinenza (non necessariamente fenomeni patologici, ma da richiedere la nostra attenzione).

Inoltre, per assenza di lungimiranza, ormai dilagante in questo mondo frettoloso e superficiale, non viene sottolineato che molto spesso questi integratori alimentari, naturali, botanici, coloratissimi e fantasmagorici, sono inefficaci se non accompagnati da un cambio di stile di vita.

Le reali differenze fra farmaci e integratori alimentari: sono la ricerca scientifica che supporta l’efficacia, il dosaggio, gli effetti collaterali dei prodotti e la quasi completa conoscenza del funzionamento specifico della molecola attiva.

Nel caso dei farmaci: una volta individuato il principio attivo, affinché venga approvato deve superare un’accurata batteria di test che ne accertino efficacia e sicurezza per il consumatore. Sul frangente degli integratori alimentari la questione è meno controllata; molto spesso l’efficacia della molecola è dubbia o non attestata. Molto più preoccupante è l’assenza di test per verificarne l’eventuale tossicità. Tuttavia, data la crescente portata del mercato degli integratori, i controlli stanno aumentando e, anche in questa categoria, ci sono delle regolamentazioni redatte dall’EMA, dall’EFSA e da altre organizzazioni nazionali (Integratori Alimentari, Ministerodellasalute).

A peggiorare la situazione è il fenomeno della “persistenza”, infatti anche i prodotti definiti non idonei rimangono sul mercato danneggiando il consumatore (integratori alimentari). Di conseguenzaè necessario informarsi, rivolgersi agli specialisti (farmacisti, medici e personale competente), essendo il mondo degli integratori una ben calcolata azione di marketing, e annoverando una vastissima gamma di prodotti. Ad aiutarci ci sono informazioni divulgate da siti accreditati come: EFSA, EMA, ministero della salute, EHPM; ricordandosi di evitare autoprescrizioni e mode.

Il controllo scientifico sulla qualità degli effetti degli integratori. Gli integratori per le infezioni urinarie e gli antiossidanti. Mi riferisco in particolare al Cranberry (farmacoecura) e a quella dubbia gamma di prodotti che sbandierano effetti anti-age e antiossidanti.

Nel primo caso il Cranberry Rosso (Vaccinium Macrocarpon Aiton) viene venduto per i suoi presunti benefici in caso di cistiti. In realtà, l’efsa ha decretato che non ci sono prove sufficienti per accreditare la sua azione su tale sindrome. Inoltre, l’assunzione di questa bacca rossa, pastiglie o succo, in contemporanea con quella di un anticoagulante (Warfarin), può creare effetti deleteri alla salute.

Antiossidanti: la stessa EFSA ha negato l’efficacia dei seguenti prodotti: bacche di Goji, la vite rossa (resveratrolo), i mirtilli, le prugne, la papaya; la loro quantità, le molecole attive, gli effetti collaterali ignoti, tuttavia offuscati dalla necessità di non invecchiare. In generale la categoria antiossidanti rimane un capitolo aperto della ricerca. I radicali liberi, che gli antiossidanti si prefiggono di eliminare, da una parte sono utili dall’altra sono dannosi: tuttavia attraverso uno stile di vita corretto il loro effetto è spostato verso il positivo e la loro concentrazione ridotta.

Ciò che emerge è che auto-prescriversi una pastiglia, che sia un farmaco o un Integratore alimentare, che sventola benefici affini al farmaco, deve farci drizzare le antenne. I casi menzionati sono i più eclatanti di come venga ingannato il consumatore, portato a credere che un prodotto ben pubblicizzato sia davvero la soluzione più efficace, innocua e benefica.

I prodotti per perdere peso: seppur minoritari nella fascia degli integratori alimentari, hanno una vendita costante durante l’anno, con i consueti picchi stagionali. Questi, insieme a tutti gli integratori per il benessere della persona, fanno emergere due trend moderni: la volontà di avere effetti veloci e la facilità ad affidarsi a rimedi, non certificati, pur di sentirsi meglio. Sottolineo volutamente” il sentirsi meglio”, non ci sono scorciatoie e non ci sono pozioni magiche per il volersi bene. Chiedetevi cosa cercate, cosa vi manca, e cosa vi serve.  

Le bufale sul mercato ananas, garcinia cambogia, pepe, cromo, tè verde: tutti venduti come miracolosi ingredienti che regaleranno il fisico e realizzeranno sogni…La realtà?? Nessuno degli slogan proposti è stato accettato dall’efsa, o da qualunque altra fonte accreditata. Non ci sono prove congruenti e sufficienti studi scientifici per credere ai supposti benefici. L’ananas non brucia i grassi, non elimina la cellulite e non ti regala un pacchetto di addominali!! Questo frutto contiene bromelina, una proteina che facilità l’assorbimento delle proteine…ma in che quantità è efficacie? E soprattutto, in situazioni di salute perché dovrei metabolizzare meglio le proteine?? Cos’ì come le proprietà del Tè verde non velocizzano il metabolismo. Ne il pepe Nero brucia il girovita, semmai la lingua!

Gli esempi potrebbero susseguirsi andando a toccare qualunque ambito: sport, infanzia, bellezza, capelli, rughe, salute e in ogni categoria i prodotti fraudolenti sono moltissimi. Dagli shake detox, assolutamente inutili e promotori dei disturbi alimentari; alle proteine per aumentare il volume muscolare, dannosissimi per i reni. Per ritrovarsi di fronte alla pubblicità della velina di turno sui social, che mangia presunti, miracolosi orsetti gommosi per far crescer la criniera…attenzione!!!!!

Quindi, in questo Far-West di fuorilegge, bisogna muoversi con cautela e acume. Non lasciarsi lusingare da slogan meravigliosi, non dare per certo ciò che viene scritto sui prodotti, fare riferimento a piattaforme accreditate, chiedere consiglio a esperti, medici, farmacisti, nutrizionisti, dietologi, dietisti, oftalmici, gastroenterologi, ad ogni dubbio il suo specialista ma non il suo integratore alimentare.

Prendersi cura di se è una responsabilità quotidiana non un distributore di caramelle.

Ludovica De Pieri

ludovica.depieri@collaboratori.comune.torino.it

20/02/2018

  • martedì, 20 Febbraio 2018