La Salute a Torino

Per i giovani con sindrome di Down un nuovo ambulatorio alla Città della Salute

Il progetto promosso dalle associazioni Cepim, Air Down e Associazione Down viene presentato alle Molinette, venerdì 24

Un nuovo ambulatorio dedicato alla salute delle persone con sindrome di Down sarà attivo da marzo presso l’Ospedale Molinette, grazie alla collaborazione tra la direzione di Città della Salute e della Scienza, la Struttura complessa Universitaria di Geriatria del professor Isaia, il Dipartimento di Medicina (dottor Torchio) e la Neuropsichiatria dell’Asl To2 (dottor Keller). L’ambulatorio, che viene presentato domani alle famiglie (venerdì 24 febbraio, ore 17, nell’aula magna delle Molinette, corso Bramante 88), si collega a quello Pediatrico del Regina Margherita per la Sindrome di Down, completando l’ambulatorio di Transizione attuale (Transitional Care), per accompagnare la Persona con Disabilità nell’età adulta fino alla senescenza.

Il progetto è stato promosso dalle associazioni Cepim, Air Down e Associazione Down con un intenso lavoro svolto a partire dal convegno «E ora che sono adulto?» di fine 2015. «L’obiettivo è di costruire – spiegano le associazioni – una più solida rete di sostegno per la persona con disabilità che diventa adulta e avanza negli anni. L’Ambulatorio rappresenta una delle nuove tessere per completare il mosaico di servizi e opportunità necessario e desiderato da tutti».

 

FINALITA’
Il nuovo servizio prevede la presa in carico delle persone con sindrome di Down o disabilità intellettiva in età adulta, sia sotto il profilo medico che cognitivo, psichico e comportamentale. Si occuperà della valutazione delle condizioni di salute con visita medico-internistica, della valutazione iniziale delle funzioni cognitive e psichiche con colloqui di valutazione eseguiti da neuropsicologi, utilizzando anche strumenti valutativi per intercettare, prevenire e trattare i disturbi della sfera psico-comportamentale che spesso emergono con l’età e che tanto condizionano la qualità di vita della persona con disabilità e della sua famiglia. Ancora: sono previsti un programma di monitoraggio, orientamento specialistico e controlli nel tempo, ma anche l’aiuto alla persona con disabilità a mantenere il miglior funzionamento possibile nel suo contesto di vita, in collaborazione con familiari e servizi, per la miglior realizzazione dei progetti di vita individuale.

 

Fonte: La Stampa online

Redazione: Polo cittadino della salute

  • venerdì, 24 Febbraio 2017