La Salute a Torino

Sei su 10 non fanno attività fisica Basterebbe camminare un’ora al dì

I benefici per la salute sono noti: dal minor rischio di contrarre malattie cardiovascolari, ipertensione, diabete e alcuni tipi di tumore, fino agli effetti sulla salute mentale

Siamo tra i più sedentari in Europa: sei connazionali su dieci non fanno attività fisica contro una media europea del 42%. Eppure, i benefici per la salute ormai sono noti: dal minor rischio di contrarre malattie cardiovascolari, ipertensione, diabete e alcuni tipi di tumore, fino agli effetti donna che camminapositivi sulla salute mentale, poiché l’attività fisica fa ridurre l’ansia, la depressione, le reazioni da stress. Non c’è più tempo da perdere: occorrono politiche pubbliche integrate, sia a livello nazionale che europeo, che assumano come indicatori di benessere la salute e la pratica fisica quotidiana. L’appello arriva dalla rete europea Impala.net, nel corso del convegno internazionale “Strategie per l’attività fisica e il benessere dei cittadini” organizzato da Università di Cassino e Uisp, Unione italiana sport per tutti, svolto nei giorni scorsi a Roma a conclusione del progetto Impala, finalizzato a costruire “ponti” tra tutti gli attori coinvolti per implementare in concreto l’attività fisica dei cittadini europei.

 

Un milione di decessi in Europa
«L’attività fisica è la nuova strategia che l’Organizzazione mondiale della sanità ha rilanciato in tutto il mondo per promuovere la buona salute e combattere l’inattività, responsabile di un milione di decessi l’anno in tutta Europa – afferma Joao Breda, direttore dell’Ufficio europeo dell’Oms per la nutrizione, l’attività fisica e l’obesità -. Preoccupa, in particolare, l’aumento di bambini obesi e in sovrappeso». La “Strategia per l’attività fisica Oms 2016-2025” per l’Europa (l’edizione italiana è stata curata dall’Uisp su concessione europea) raccomanda a bambini e giovani di praticare almeno 60 minuti al giorno di attività fisica da moderata a intensa: camminare velocemente, ballare o svolgere lavori domestici possono essere considerati esempi di attività fisica moderata, mentre correre, pedalare e nuotare velocemente o spostare carichi pesanti sono esempi di attività fisica intensa. L’Oms, poi raccomanda agli adulti, compresi gli anziani, di praticare almeno 150 minuti a settimana di attività fisica aerobica, ovvero a bassa intensità e a lunga durata.

 

Rimuovere gli ostacoli
«Il rischio che aumenti la percentuale di persone inattive anche a causa della crisi è alto, per questo è ancora più necessaria una strategia complessiva – dice Vincenzo Manco, presidente nazionale della Uisp -. Tra gli obiettivi del progetto Impala c’era proprio quello di mettere in rete e far comunicare tra loro tutti gli attori – dalle istituzioni europee, a quelle locali, fino all’associazionismo culturale e sportivo di promozione sociale – per mettere in campo azioni mirate a stimolare l’attività fisica come investimento sulla salute. Nel nostro Paese – prosegue Manco – alcune regioni e i comitati regionali della Uisp hanno sottoscritto dei protocolli nell’ambito dei Piani per la prevenzione della salute».

 

A piedi o in bicicletta
Secondo l’Oms, più attività fisica significherebbe anche maggiori opportunità economiche per una serie di settori, come l’industria, i trasporti, i servizi sanitari, lo sport e il turismo. Per esempio, da un’analisi comparata di 56 grandi città europee e nordamericane risulta che, se solo portassero l’uso della bicicletta agli stessi livelli di Copenaghen, in Danimarca, potrebbero essere creati oltre 76mila posti di lavoro. Inoltre, andare di più a piedi o in bicicletta significherebbe ridurre le emissioni di gas serra, l’inquinamento atmosferico e acustico, il congestionamento del traffico.

 

Fonte: Il Corriere della Sera online

Redazione: Polo cittadino della salute

  • lunedì, 19 Dicembre 2016