La Salute a Torino

Aids: in lieve calo i casi, ma resta il problema delle diagnosi tardive

Leggera diminuzione negli ultimi tre anni. Ma a questi ultimi dati potrebbe aggiungersi in futuro una quota consistente di sommerso

L’italia si conferma al tredicesimo posto in Europa per le nuove diagnosi di infezione Hiv nel 2015: 3444, in lieve calo rispetto agli anni precedenti, che hanno registrato 4183 casi nel 2012, 3845 nel 2013 e 3850 nel 2014. Sono i primi dati dell’Istituto superiore di sanità (Iss) che arrivano alla vigilia della Giornata mondiale dell’Aids, che si tiene il 1 dicembre.

L’incidenza è stata di 5,7 nuovi casi ogni 100 mila residenti. E tra chi ha scoperto di essere sieropositivo il 77% era maschio e l’età più frequente era 39 anni (36 anni per le donne). Anche il numero di nuove diagnosi di Aids è in costante e lieve diminuzione.
Tuttavia “parlare di percentuali è per ora ingannevole” avverte Barbara Suligoi, epidemiologa e direttrice del Centro operativo Aids (Coa) dell’Iss. Bisogna infatti considerare che ci potrebbe essere un ritardo di notifica, cioè una mancata tempestività a comunicare i dati da parte delle varie regioni.

 

Mantenere alto il livello di attenzione. Occorre poi guardare il lungo periodo per evitare di dare false speranze sui cali di diagnosi, incrementando così un abbassamento del livello di attenzione su questa malattia registrato con l’introduzione di terapie che hanno allungato notevolmente l’aspettativa di vita. “Si può dire che negli ultimi 10 anni non si sono registrati incrementi ma una sostanziale stabilità — continua Suligoi — il che non ci rende soddisfatti perché speravamo che con l’informazione, le cure, i farmaci e il monitoraggio potessimo avere cali più importanti.”

 

La trasmissione. Visto il calo deciso dell’uso di eroina a partire dagli anni ’90, la principale causa di contagio sono i rapporti sessuali non protetti: 44,9% eterosessuali e il 40,6% maschi omossessuali, per un totale dell’85,5% di tutte le segnalazioni. E considerando che il picco di incidenza, 15,4 casi ogni 100 mila residenti sono nella fascia di età 25-29 anni, risulta fondamentale potenziare l’informazione tra i giovani delle fasce di età precedenti. “A questo proposito — ricorda Suligoi — per qualsiasi dubbio sull’infezione da HIV e sulle infezioni sessualmente trasmesse è possibile rivolgersi agli esperti del Telefono Verde Aids 800 861 061 servizio anonimo e gratuito attivo dal lunedì al venerdì, dove rispondono specialisti del settore ed è presente anche un consulente legale.

 

Hiv lungo lo stivale. Nel nostro paese l’incidenza più alta si registra in Lazio, Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna. Mentre Abruzzo, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna hanno registrato le incidenze più alte tra gli stranieri, che, a livello nazionale costituiscono il 28,8% delle persone diagnosticate Hiv positive nel 2015.

 

Il problema del sommerso. Altro dato che emerge da questa analisi è che delle 720 nuove diagnosi di Aids del 2015 solo in un quarto dei casi i pazienti sospettavano di essersi ammalati. E spesso le diagnosi sono tardive, quando la patologia è già in uno stato avanzato. “La maggior parte di queste diagnosi riguardano persone ignare della propria sieropositività. L’hanno scoperta poco prima della diagnosi della malattia conclamata”, commenta Massimo Galli, direttore della Divisione Clinicizzata di Malattie Infettive dell’Università di Milano, che prosegue “in altre parole abbiamo un problema del sommerso non risolto, che anzi peggiora: negli ultimi 10 anni è aumentata notevolmente la proporzione di questi casi: dal 20,5% del 2006 al 74,5% del 2015.

 

Le stime attuali. “Si stima che su un totale di 120-130 mila persone viventi con Hiv vi è un 10-13% che ignorano la loro sieropositività, 1 persona su 6”, aggiunge Suligoi, “si tratta di circa 10 mila persone che non possono beneficiare delle nuove terapie e che, non adottando alcuna misura di precauzione, possono essere fonte di contagio.
Torna quindi essenziale fare ampie campagne di allerta e prevenzione, ribadendo che l’uso del preservativo costituisce il mezzo più semplice e a portata di tutti per prevenire sia l’Hiv che le infezioni trasmesse per via sessuale.

 

Fonte: La Repubblica on line

Redazione: Polo cittadino della salute

  • martedì, 29 Novembre 2016