La Salute a Torino

“Radiografie a domicilio” il modello Torino esportato in Piemonte

L’esperimento concluso con successo: a fare da filtro i medici di base. SI spostano le macchine e i medici. Il paziente resta a casa. Il progetto della radiologia domiciliare della Città della Salute si chiama R@dhome: ha dimostrato di essere efficace e soprattutto gradito, e sarà esportato in tutto il Piemonte. Risparmia agli anziani i disagi degli spostamenti per andare a fare un esame in ospedale; consente ai familiari di ragazzi con disabilità di non perdere ore di lavoro per accompagnarli. È sufficiente che a casa ci sia qualcuno quando il medico suona alla porta.

L’équipe diretta da Ottavio Davini all’ospedale Molinette assicura da un po’ di anni anni esami diagnostici a casa del paziente, prima esperienza in Italia e fra le prime al mondo in ambito pubblico. “Parleremo con i medici di base per definire i percorsi – spiega Davini – il primo passo è cominciare ad assicurare la copertura per tutta Torino. Radiografia a domicilioSo che altre aziende sanitarie si stanno muovendo e si cercherà di fare rete».

Alla Città della Salute finora sono stati eseguiti tremila esami diagnostici a domicilio ma si tratta di capire, chiarisce il radiologo, «quale sarà la richiesta appropriata. Ovviamente non assicuriamo esami a casa a chi ha preso una storta e gode di buona salute. Parliamo di malati cronici, persone con disabilità, malati di tumore che hanno difficoltà a spostarsi, pazienti sottoposti a interventi ortopedici dopo traumi gravi, chi ha patologie neurologiche degenerative, chi è affetto da patologie polmonari o cardiache.

Il filtro dev’essere assicurato necessariamente dai medici di base e saranno loro i primi ad essere informati dell’esistenza del servizio”. Una prima stima che arriva da un monitoraggio realizzato in questi anni dalla struttura di Davini dice che i pazienti da raggiungere a domicilio potrebbero essere tra i mille e i duemila a Torino.

Da oggi si passa dunque dalla fase sperimentale ad un modello finanziato in modo costante che sarà realizzato in tutto il Piemonte. Lo ha deciso la giunta regionale su proposta dell’assessorato alla Sanità. Che lo finanzia con 200mila euro. “Questo progetto è già attivo nell’Asl To 3 e in alcune zone del Cuneese spiega l’assessore Antonio Saitta ma vogliamo incrementarlo nel Torinese e in tutto il Piemonte. Rispecchia il nostro obiettivo di coniugare l’attività ospedaliera con la rete di assistenza territoriale”. Le risorse serviranno a comprare nuovi macchinari e a fare contratti per il personale medico che sarà impiegato per “esportare” il modello.

 

Fonte: La Repubblica online

Redazione: Polo cittadino della Salute

  • venerdì, 30 Settembre 2016