La Salute a Torino

Autismo, attivo il Telefono blu per rispondere ai dubbi delle famiglie

L’iniziativa è stata finanziata con i fondi raccolti dalla campagna #sfidAutismo, promossa in aprile sulle reti Rai. Il sottosegretario Faraone: “I Lea devono cambiare, parola autismo dev’essere inserita”.  “Nei Lea ci sono problemi, bisogna cambiare qualcosa”. A chiedere le modifiche è Davide Faraone, sottosegretario del ministero dell’Istruzione e presidente della Fondazione Italiana per l’Autismo. “C’è ancora tempo per cambiare – afferma Faraone -, bisogna inserire la parola autismo nei Lea. Noi abbiamo fatto una legge sull’autismo che prevede che l’autismo sia nei Lea, ci aspettiamo che il ministero della Salute recepisca questa indicazione, che ci consente di essere più efficaci nell’intervento sui bambini o gli adulti che necessitano di interventi. Abbiamo chiesto con forza che questa nostra richiesta venga recepita, nostra della Fondazione ma nostra anche di molte forze politiche che hanno votato la legge sull’autismo”.

Il caso è stato sollevato stamattina alla Camerabambino autistico durante la presentazione del Telefono blu per l’autismo, finanziato grazie all’iniziativa #sfidAutismo promossa nell’aprile scorso e ospitata dalla Rai. La linea telefonica gratuita, attivata dall’Associazione nazionale genitori di soggetti autistici (Angsa), in poche settimane di vita ha già raccolto segnalazioni su disservizi e difficoltà, ma anche richieste di diagnosi o report di ‘gurù che offrono cure miracolose. Il Telefono Blu sull’autismo è a disposizione delle famiglie in tutta Italia al numero 800031819.

Il numero verde è stato finanziato grazie alle risorse raccolte dalla Fondazione italiana per l’autismo, ha spiegato Davide Faraone. “Abbiamo raccolto 293mila euro grazie alla campagna, con cui finanzieremo questo e altri due progetti, incentrati sulla ricerca. Per la nuova campagna in vista del prossimo 2 aprile sono stati presentati già 277 progetti”.

Da quando è attivo il telefono ha già raccolto decine di segnalazioni. “Le famiglie chiamano perché si sentono abbandonate – spiega Filippo Fortini, uno degli operatori -, ma è successo anche che ci chiedessero una diagnosi per il proprio figlio, magari sulla base di un comportamento. Non manca chi segnala che ha incontrato qualche sedicente esperto che ha consigliato qualche teoria strampalata, ovviamente carissima”.

La speranza della Fondazione è che il prossimo aprile si riescano a raccogliere più fondi, sempre anche grazie al coinvolgimento della Rai. “Sono orgogliosa che la mia azienda sia stata la prima a occuparsi di questo tema – ha spiegato Eleonora Daniele, madrina della campagna di raccolta fondi -, e continueremo ad impegnarci”.

In Italia, ha spiegato Carlo Hanau, membro del comitato scientifico dell’Angsa, ci sono circa 50mila diagnosi di autismo, con 2,5 miliardi di euro spesi ogni anno. “Spendiamo di più degli altri – ha spiegato – , gli Usa spendono la metà con risultati migliori”. Una spinta all’assistenza dovrebbe venire dall’entrata in vigore dei nuovi Lea, ma su questo punto, come spiegato da Faraone, le associazioni sono critiche.

 

Fonte: La Repubblica online

Redazione: Polo cittadino della Salute

  • martedì, 26 Luglio 2016