La Salute a Torino

Violenza sulle donne: novità e speranze

Un tema decisamente tragico e delicato quello affrontato nella serata del 20 luglio a La Salute in Comune: il fenomeno della violenza sulle donne.

violenzaUn argomento di cui si parla ma non troppo e le cui statistiche preoccupano: una donna su tre è vittima di violenza, spesso subita in ambito domestico e non denunciata. Nel 2015 le donne uccise sono state ben 128. Una realtà agghiacciante che fin dagli anni ’70 ha coinvolto le associazioni femministe e che dagli anni ’90 è diventata una priorità anche per le istituzioni.

È possibile, in questo panorama sommerso, registrare qualche novità a vantaggio delle donne? A rispondere a questo interrogativo sul palco sono state proprio più donne professioniste, impegnate nel settore antiviolenza.

Dal 26 febbraio 2016 è stata promulgata la legge numero 4 della Regione Piemonte che interviene proprio sul tema della violenza sulle donne – ci ha informato Valentina Donvito, medico del Centro Soccorso Violenza Sessuale dell’ospedale Sant’Anna di Torinosi tratta di una buona novità. E’ una legge regionale che raccoglie tutte le iniziative e le esperienze degli ultimi 10 anni; racchiude tutto ciò che già è stato detto su questo argomento, ribadendo la presenza dei Centri Antiviolenza, delle Case Rifugio e confermando l’istituzione di referenti specifici in tutti i pronto soccorso degli ospedali del Piemonte, in modo che ci sia un punto di presa in carico fin dal primo momento del contatto con la donna.

Nei pronto soccorso è stato introdotto il codice rosa (accanto ai codici di triage bianco, verde, arancione e rosso); questo colore viene assegnato insieme al codice di gravità per rendere noto fin da subito il bisogno di un percorso di presa in carico della donna.

Il Centro Soccorso Violenza Sessuale dell’ospedale Sant’Anna è dedicato all’accoglienza e all’assistenza delle donne (a partire dai 14 anni) che hanno subito violenza sessuale – ha proseguito l’ostetrica Antonella Canavese –  Tutte le donne possono presentarsi da sole o accompagnate o possono chiamarci e prendere appuntamento. Noi offriamo loro assistenza sanitaria ed un supporto psicologico e sociale, riuscendo a seguirle anche per sei mesi grazie alla nostra équipe multidisciplinare e alla rete con i vari Servizi.

Un’altra importante realtà torinese è quella del Centro Antiviolenza della Direzione Politiche Sociali del Comune di Torino che collabora con il Settore Pari Opportunità, con le associazioni femminili, con l’associazione di uomini maltrattanti, con le ASL locali, con le forze dell’ordine e con i Servizi Sociali territoriali nel caso di minori a rischio.

Ognuno ha proprie specificità e competenze che, messe in rete, possono dare una possibilità alla prevenzione e al sostegno contro questo drammatico fenomeno – ha affermato Oriana Elia, responsabile del Centro  Per accedere al Centro si può telefonare, mandare una e-mail, recarsi direttamente: a rispondere vi è uno staff di operatrici donne preparate all’ascolto. Il Centro è inserito all’interno del Centro Relazioni e Famiglie perché capita che chi giunga in questa sede non abbia ancora preso consapevolezza di subire una violenza. Insieme alle operatrici ci sono anche avvocatesse, psicologhe ed una fitta rete di associazioni con donne competenti che contribuiscono a far sentire la vittima non da sola. Il 1522 è il numero verde attivo 24 ore su 24 per le donne che si sentono in una situazione di criticità.

Se il fenomeno di violenza sulle donne è di per sé una realtà spesso soffocata, l’abuso su donne con disabilità è un dramma ancor più nell’ombra. A porre il faro su questa dimensione è stato l’Ambulatorio Il Fior di Loto, raccontato da Cristina Biglia ginecologa dell’ASL TO1. L’ambulatorio è nato nel 2013 dalla collaborazione tra ASL TO1 nell’ambito dei consultori familiari e l’Associazione Verba: è il risultato di una riflessione congiunta tra le due parti per offrire un aiuto alle donne con disabilità vittime di violenza. Il Fior di Loto è adibito anche a visite ginecologiche per donne con disabilità e dispone di una équipe multidisciplinare (ginecologa, ostetrica, psicologa formata per questo tipo di ascolto, psicologa in Lingua dei Segni).

Il Fior di Loto è l’unico esempio di ambulatorio in Italia con queste prerogative, una sorta di progetto pilota che sta sensibilizzando l’intera Penisola.

Per il Polo Cittadino della Salute
Claudia Cespites – Associazione Volonwrite

  • giovedì, 21 Luglio 2016