La Salute a Torino

Anziani, assistenza in casa per duemila pazienti

Progetto regionale in alternativa al ricovero: 7 mila in lista d’attesa Sperimentazione fino al 2018, 15 milioni il budget aggiuntivo. Un’alternativa per i 15 mila anziani ricoverati nelle Rsa accreditate, le residenze sanitarie assistenziali, e per quanti attendono il loro turno: circa 7 mila in lista d’attesa. A partire dai prossimi mesi, fino al termine del 2018, oltre 2 mila anziani over 65 non autosufficienti potranno usufruire – su loro richiesta o su richiesta delle famiglie – dell’assistenza domiciliare infermieristica garantita.

NUOVA POSSIBILITA’

Lo prevede «Rsa aperte», la sperimentazione, approvata dalla giunta regionale, che attua un punto della riforma della rete di assistenza territoriale varata un anno fa: 15 milioni in più ogni anno, su un budget di 265 milioni l’anno, per garantire maggiore flessibilità in termini di offerta. Un’opportunità, e al tempo stesso un incentivoanziana con operatrice per le famiglie. Un altro modo per affrontare il problema, sempre incombente, delle liste d’attesa. Un risparmio per la Regione, anche, dato che la nuova formula azzera i costi della residenzialità. E questo, senza nulla togliere alle altre forme di assistenza domiciliare già previste: dall’Adi (per non autosufficienti colpiti da malattie gravi allo stadio terminale) all’Adp (si sostanzia in visite programmate del medico di famiglia a casa di pazienti non deambulanti e con patologie croniche), passando per l’assistenza infermieristica.

Il «MESE DEL SOLLIEVO»

Non solo: dato l’impegno che comunque presuppone badare ad un anziano non autosufficiente in casa, la sperimentazione – avviata su impulso del Pd in Regione – prevede per l’assistito la possibilità di trascorrere comunque in una Rsa un certo periodo durante l’anno (massimo un mese).

L’ASSISTENZA E I CRITERI

Di quale tipo di assistenza si tratta, e chi la garantisce? Come spiegano gli assessori Saitta (Sanità) e Ferrari (Politiche sociali), per il momento l’offerta prevede interventi sanitari flessibili (infermiere, fisioterapista, logopedista) e assistenza degli operatori socio-sanitari da parte delle Rsa, tramite loro personale. Il che implicherà, almeno in alcuni casi, il potenziamento dell’organico: la Regione stima in almeno 300 le figure professionali interessate al progetto, inserite nella sperimentazione con nuove assunzioni.

I DESTINATARI

Quanto ai destinatari della nuova offerta, sono anziani «over 65» riconosciuti dall’Unità di valutazione geriatrica come destinatari di un progetto residenziale e che presentano condizioni tali da poter rinviare il ricovero, sostituito da un intervento sanitario a domicilio. La sperimentazione – «sotto stretto controllo pubblico», precisa Saitta -, verrà monitorata in termini di costi-benefici.

 

Fonte: La Stampa online

Redazione: Polo cittadino della Salute

  • lunedì, 23 Maggio 2016