La Salute a Torino

Una rete di pediatri e “tecnici”contro abusi psicologici e fisici sui bambini

Società Italiana di Pediatria, Federazione Italiana Medici Pediatri, Associazione Ospedali Pediatrici Italiani e Telefono Azzurro uniti per costituire un network di 15 mila medici operatori.Menarini supporta il progetto con un milione di euro

 

Una banca dati a cui attingere informazioni incontrovertibili non c’è. Ma i numeri che emergono incrociando le statistiche a disposizione delle diverse parti in causa vengono ritenuti credibili, se non sottostimati. La quota di bambini italiani che ogni anno rimangono vittime di violenze è in aumento e risulta compresa tra settanta e ottantamila unità. A fare la parte degli orchi, come raccontano le recenti cronache da Caivano, sono quasi sempre le persone più vicine: se non mamma e papà (in due casi su tre), i parenti stretti o gli amici più intimi.

Eppure, nonostante la casistica piuttosto diffusa, il malessere di questi bambini rimane spesso insondato per molto tempo. Poco preparati sul tema sono anche i pediatri. Così per i piccoli, oltre allo stigma della violenza, diventa più concreto il rischio di sviluppare «disturbi fisici, psicologici e del comportamento, ma anche danni organici nella vita adulta», per dirla con le parole di Pietro Ferrara, responsabile dell’ambulatorio di nefrologia pediatrica del policlinico Gemelli di Roma e presidente della commissione nazionale sul maltrattamento della Società Italiana di Pediatria.

 

UNA RETE CONTRO GLI ABUSI
Nasce da questo deficit assistenziale l’idea di costituire una «rete» antiabuso tra tutti gli attori che si occupano dell’assistenza a questi bambini. La Società Italiana di Pediatria (Sip), la Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp), l’Associazione Ospedali Pediatrici Italiani (Aopi) e la onlus Telefono Azzurro hanno deciso di unirsi per costituire un network di quindicimila pediatri e medici di base. Dopo un’adeguata formazione, gli specialisti saranno in grado di riconoscere in anticipo gli episodi di violenza subìti dai propri assistiti. A supportare l’iniziativa, con un corposo contributo economico (un milione di euro), sarà la casa farmaceutica Menarini. «Ci siamo chiesti cosa potessimo fare per costruire una maggiore consapevolezza di questa emergenza sociale e abbiamo deciso di sostenere un progetto di educazione dei pediatri unico a livello mondiale», fanno sapere dal quartier generale dell’azienda.

Due le fasi del progetto.
La prima, già avviata, prevede la formazione di mille pediatri equamente ripartiti tra tutte le Regioni. Toccherà a loro poi diffondere le tecniche di riconoscimento degli abusi – ecco la seconda fase del progetto – a poco meno di quindicimila colleghi: tra specialisti e medici di base. Punto di riferimento per la formazione, ma anche per affrontare l’emergenza a livello territoriale, i 13 ospedali pediatrici – il Sant’Anna di Torino, il Gaslini di Genova, il Buzzi di Milano, i dipartimenti di pediatria dei Spedali Civili di Brescia e del policlinico di Padova, il Burlo Garofolo di Trieste, il Meyer di Firenze, il Bambin Gesù di Roma, il Salesi di Ancona, il Santobono Pausilipon di Napoli, il Giovanni XXIII di Bari e il Di Cristina di Palermo – sparsi lungo la Penisola.

 

QUASI TUTTE LE VITTIME NON RIESCONO A CHIEDERE AIUTO
Gli unici dati certi italiani sono relativi agli abusi sessuali. Ma il maltrattamento è un concetto molto più ampio che include le molestie, gli abusi fisici e psicologici, la negligenza nelle cure e gli atti di bullismo. Maggiore è il numero di maltrattamenti subiti, peggiore è l’«outcome» in termini di disturbi psicologici e comportamentali: come l’abuso di sostanze, incidenti e traumi, le malattie sessualmente trasmesse e i tentativi di suicidio.

Secondo un’indagine condotta da Doxa per conto di Telefono Azzurro, nella metà dei casi i bambini sono vittime di violenze e abusi psicologici o fisici, in uno su dieci sessuali. Pochissime le vittime che riescono a chiedere aiuto: uno su cinque fra coloro che subiscono abusi sessuali, uno su tre fra chi è oggetto di violenze. Le richieste di aiuto per abusi sessuali segnalati a Telefono Azzurro attraverso la linea 19696 e il 114 Emergenza Infanzia coinvolgono per lo più vittime di sesso femminile (oltre sei su dieci) e di età inferiore agli 11 anni (oltre quattro su dieci).

In entrambe le linee si evidenzia che le vittime al di sotto degli 11 anni sono per lo più maschi, mentre è decisamente in crescita il numero delle preadolescenti: tra gli 11 e i 14 anni: si è passati dal 22,3 al 33,3 per cento, dal 2013 al 2015.

 

Fonte: La Stampa on line

Redazione: Polo cittadino della salute

  • mercoledì, 18 Maggio 2016