La Salute a Torino

Giovani dottori in cattedra per parlare di prevenzione

Studenti di Medicina che spiegano ai ragazzi delle superiori rischi e svantaggi di non praticare sesso sicuro. È il progetto “Let’s talk about sex” avviato dall’Emsa.Studenti di Medicina che spiegano ai ragazzi delle superiori rischi e svantaggi di non praticare sesso sicuro. È il progetto, avviato dall’Emsa, l’European Medical Students’ Association del San Luigi Gonzaga, che prevede un faccia a faccia tra futuri medici e adolescenti.

Si chiama “Let’s talk about sex”: coordinati da Emmanuele Sappino, che studia alla facoltà di Orbassano, quattro aspiranti dottori andranno in diversi licei e istituti torinesi per parlare studenti di medicinadell’argomento più “tabù” di questa generazione. Ad aiutare gli studenti c’è il professor David Lembo, che fornisce materiali e consiglia su come procedere.

Oggi alle 14 ci sarà un incontro preliminare per reclutare altri volenterosi che siano disposti a tornare tra i banchi di scuola: “Ci aspettiamo circa 18 persone all’incontro – spiega Samin Zadeh, uno dei camici bianchi che andrà a tenere le lezioni – A scuola si parla sempre meno di prevenzione. Sembra che Hiv e Aids siano spariti, ma in realtà viaggiamo sul +4% annuo”.
Le cifre parlano chiaro: “In Italia, in vent’anni, gli aborti si sono dimezzati. L’anno scorso, per la prima volta dagli anni Settanta, siamo scesi sotto le 100 mila interruzioni volontarie. La pillola del giorno dopo, però, è stata venduta 400 mila volte, un numero enorme se si considera che dovrebbe essere una misura d’emergenza”.

Senza peli sulla lingua durante gli incontri si parlerà dell’importanza del preservativo, degli aborti clandestini e di quanto siano pericolosi. Alcune lezioni sono già state fissate: Samin Zadeh e colleghi saranno il 13 aprile al Majorana, a maggio al Galilei – Ferrari e al Marie Curie di Grugliasco. Si devono ancora fissare le date per l’Agnelli di Torino, il Darwin di Rivoli e il Maria Curie di Pinerolo. Per il Copernico di Castellamonte, il Vittorini, il Romero e molti altri sono ancora in attesa, probabilmente slitteranno a ottobre.

 

Fonte: La Repubblica/Young Turin online

Redazione: Polo cittadino della Salute

  • martedì, 22 Marzo 2016