La Salute a Torino

I rifugiati puliranno i giardini di Torino

I rifugiati ripuliscono i giardini di Torino. Dopo l’esperimento dei detenuti-netturbini, impiegati dall’Amiat da agosto scorso negli spazi verdi di tutte le circoscrizioni, il Comune dà il via libera oggi a un altro progetto di inserimento e inclusione sociale. Un gruppo di migranti con lo status di titolari di protezione internazionale, inseriti nei percorsi di accoglienza Sprar (Sistema di protezione di richiedenti asilo e rifugiati) della Città aiuterà il personale dell’azienda dei rifiuti nello spazzamento dei giardinetti e nella pulizia dei marciapiedi in tutti i quartieri.

 

Il progetto, proposto dal vicesindaco Elide Tisi e concordato con Amiat, prevederà lavoro a titolo gratuito e volontario da parte dei migranti, «come forma di restituzione alla nostra comunità, per i programmi di accoglienza con cui li seguiamo e li assistiamo nel loro percorso», spiega Tisi. I rifugiati saranno all’opera il sabato mattina, due per Circoscrizione, con le pettorine arancioni come qualunque lavoratore Amiat, per sei ore. Dei 450 rifugiati inseriti nel progetto Sprar a Torino e seguiti dal Comune, verranno scelte su base volontaria 20 persone per volta, impegnate come netturbini per 12 settimane.
«Abbiamo optato per il sabato – continua Tisi – perché durante gli altri giorni i richiedenti asilo possono continuare a seguire le attività di formazione e di studio già avviate. Molti di loro sono giovani». Per qualcuno, finito il modulo con il volontariato, «si potranno pensare anche a borse lavoro».

 

Fonte: La Stampa on line

Redazione: Polo cittadino della salute

  • venerdì, 11 Marzo 2016