La Salute a Torino

Focus – Affidamento familiare, una risorsa preziosa

Tisi: “Le famiglie affidatarie sono un capitale sociale”. Tre domande sull’affidamento familiare al vicesindaco, Elide Tisi, responsabile delle politiche sociali della Città di Torino

Vicesindaco Tisi, il mestiere di mamma e papà acquisito sul campo – tra pappe, pannolini e compiti di scuola – può essere una risorsa preziosa per tutta la comunità, è d’accordo?
Sicuramente, le famiglie sono un “capitale sociale” che va considerato e curato al fine di costruire legami di solidarietà, nella consapevolezza che serve l’aiuto di tutti per crescere un bambino. Stiamo disegnando un nuovo modello di welfare, che implica il coinvolgimento sempre più massiccio della società civile e le più di duecento famiglie coinvolte in progetti d’affido testimoniano su quanta ricchezza, in termini umani e di competenza, può contare la nostra città.

 

Due tra i progetti di Casa Affido, “Neonati” e “Mosè”, prevedono l’affidamento alla nascita. Perché è così importante dare a un bambino una famiglia subito?
E’ possibile favorire la formazione di una “base sicura”, di una personalità solida, capace di creare legami soddisfacenti nel corso dell’intera esistenza, solo grazie alla presenza, accanto ai bambini, di figure stabili di cura fin dai primi mesi di vita. Figure capaci di rispondere in modo adeguato ai bisogni dei neonati, in modo equilibrato, sereno e stabile, che sappiano tenerli stretti a sé e consolarli ma anche lasciarli andare quando è necessario, dando loro sicurezza e stimolandoli nella loro esplorazione del mondo. Se il bambino non vivrà questa importante esperienza relazionale fin dai primi mesi di vita, farà molta più fatica, nella sua esistenza, ad entrare in contatto profondo con se stesso e con il mondo esterno.

 

C’è qualcosa che accomuna tutte le famiglie affidatarie?
Sì, la generosità, la disponibilità e una sensibilità molto speciale. Permettetemi di ringraziare genitori affidatari, associazioni e operatori, vale a dire tutti coloro che ci permettono di realizzare quei progetti per l’accoglienza dei bambini che non possono contare sulle proprie famiglie o che comunque necessitano di un sostegno, anche in affiancamento alla propria famiglia.

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Fonte: TorinoClick

Redazione: Polo cittadino della salute

  • mercoledì, 9 Marzo 2016