La Salute a Torino

Torino avrà una mappa delle zone da valorizzare

Dopo Puglia e Toscana è la terza regione d’Italia: include viali alberati, collina e le sponde del Po. Tra qualche mese verrà approvato il piano paesaggistico regionale. Dopo la Puglia e la Toscana, il Piemonte è la terza regione in Italia a realizzare una mappatura delle sue aree da tutelare e valorizzare, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza del paesaggio, e il suo ruolo strategico per lo sviluppo sostenibile del territorio. Che cosa include? I viali alberati di Torino, la collina, le sponde del Po.

Il piano è stato recentemente pubblicato sul sito della Regione Piemonte. E sarà approvato dopo la valutazione delle osservazioni giunte vari soggetti interessati, che in gran parte sono i Comuni, che torino nella nebbiapotrebbero portare eventuali modifiche. Se n’è discusso questa mattina ad una tavola rotonda al Castello del Valentino, a cui hanno partecipato, tra gli altri, Ilaria Bortetti Buitoni, sottosegretario di Stato del ministero dei Beni ed Attività Culturali, che ha annunciato che «dopo anni di lavoro, il piano va applicato». Aggiungendo che «Torino è una città da prendere come esempio per la sua rigorosa cura del verde».

Luisa Papotti, soprintendente delle Belle Arti e Paesaggio per il Comune e la Provincia di Torino, aggiunge: «La mappatura sarà una grande risorsa per il territorio». Grazie alla quale ci saranno, ad esempio, vincoli e autorizzazioni più chiare per costruire un edificio privato, a differenza delle attuali norme più «sfumate». E sottolinea: «E’ un’azione che porterà consapevolezza dei valori da tutelare, più conoscenza, e progettazioni di rigenerazione di paesaggi compromessi». Secondo Antonella Parigi, assessore regionale alla Cultura, «il territorio è un valore culturale».

Essendo un tema sempre più condiviso, al Politecnico da qualche anno è attivo un corso di laurea specialistica in Progettazione delle aree verdi, gestito in collaborazione con le Università di Genova e Milano. E dal prossimo mese è stato attivato un master in «Tecniche di riqualificazione paesaggistica», in collaborazione con l’Università coi Torino. Anche se c’è ancora molto da investire nella formazione di architetti paesaggisti e non esistono bandi pubblici che richiedano questa figura professionale, in sintonia con le politiche europee. Ma Buitoni promette: «Quest’anno, tra i 500 nuovi assunti dal Ministero, ci saranno alcuni architetti con questa qualifica».

 

Fonte: La Stampa online

Redazione: Polo cittadino della Salute

  • giovedì, 28 Gennaio 2016