La Salute a Torino

Nell’ex cantiere nasce il villaggio degli sfrattati

L’ex villaggio degli operai impiegati nei lavori del passante ferroviario di Torino diventerà la “cittadella rifugio” del Comune per le famiglie sfrattate, i senzatetto e per chi, avendone diritto avrà bisogno di un tetto
: dagli sgomberati delle occupazioni abusive ai “richiedenti asilo” arrivati via terra dal Pakistan che da mesi non hanno altro tetto sulla testa se non i portici del “Palazzaccio” di piazza San Giovanni, proprio davanti al Duomo.
A decidere la nuova destinazione del “campo base” della società di costruzioni Astaldi – un’impilata di container verdi che sorgono dietro corso Grosseto e che sono capaci di arrivare a ospitare fino a duecento persone – è stata una delibera, firmata dal vicesindaco Elide Tisi e dagli assessori Gianguido Passoni e Claudio Lubatti, che la giunta comunale ha approvato ieri.

 

L’ex villaggio degli operai sarà dato in comodato d’uso, entro la fine di dicembre, per un periodo tra i cinque e sette anni al Comune che lo utilizzerà come “polmone” e sfogo per l’emergenza abitativa. Torino è infatti la città capitale d’Italia degli sfratti: solo l’anno scorso ne ha contati 4.700. Un numero raddoppiato in sette anni, dall’inizio della crisi, che è diventato sempre più difficile gestire per il welfare cittadino. Non a caso il villaggio verde non è l’unica “location” scelta per l’emergenza, che con l’arrivo del freddo è destinata a diventare ancora più critica.
Oltre al tradizionale tendone realizzato alla Pellerina, la città ha ottenuto dalla Cassa depositi e prestiti, alla quale l’aveva venduto pochi mesi fa, l’utilizzo temporaneo dell’ex Csea di via Bardonecchia. Anche quella struttura, già occupata dagli sportelli “antisfratto” dei centri sociali torinesi, e poi sgomberata, sarà usata temporaneamente per dare ospitalità a chi ha perso un tetto.

 

I nuovi “villaggi antisfratto” in corso Grosseto e in via Bardonecchia consentiranno ai Servizi sociali della città di dare una risposta in più rispetto alla situazione attuale. «Il sistema di welfare della città – si legge nella delibera del vicesindaco Tisi – rischia di non essere più adeguato ad affrontare la continua espansione del disagio. Pertanto è necessario garantire ulteriori interventi e opportunità di accoglienza sociale temporanea finalizzati a ospitare persone singole e nuclei famigliari senza casa. E, in inverno, anche persone senza una fissa dimora».

 

Fonte: La Repubblica on line

Redazione: Polo cittadino della salute

  • giovedì, 19 Novembre 2015