La Salute a Torino

Rapporto Ocse sulla salute, in Italia un bambino su 3 è in sovrappeso

Allarme obesità per i bambini italiani: secondo il rapporto Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) “Health at a Glance 2015” su salute e sanità, nel nostro paese «i tassi di sovrappeso e obesità tra i bambini sono tra i più alti al mondo». In particolare tra i bambini fino ai 9 anni il tasso di sovrappeso rilevato è del 36% per i maschi e del 34% per le femmine. L’Italia è al quinto posto tra i membri dell’organizzazione, dietro solo a Grecia, Gran Bretagna, Usa e Nuova Zelanda.Allarme obesità per i bambini italiani: secondo il rapporto Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) “Health at a Glance 2015” su salute e sanità, nel nostro paese «i tassi di sovrappeso e obesità tra i bambini sono tra i più alti al mondo». In particolare tra i bambini fino ai 9 anni il tasso di sovrappeso rilevato è del 36% per i maschi e del 34% per le femmine. L’Italia è al quinto posto tra i membri dell’organizzazione, dietro solo a Grecia, Gran Bretagna, Usa e Nuova Zelanda.

 

Buone abitudini alimentari
Questo dato è rilevante e in controtendenza rispetto alle misure della popolazione adulta: l’Italia infatti è uno dei paesi Ocse con meno persone in sovrappeso o obese, con una prevalenza di poco superiore al 10 per cento rispetto al 35,3 per cento degli Stati Uniti, ad esempio. §
Anche le abitudini alimentari degli italiani stando al report sono buone. Il nostro paese infatti è al quarto posto nella classifica dei principali consumatori di frutta. Tuttavia si trova nella metà bassa della classifica per consumo di verdura, con meno del 60 per cento degli adulti.

 
10 anni in più di vita dal 1970
Il nostro paese è al top invece per quanto riguarda l’aspettativa di vita che arriva a 82,8 anni: è il quarto paese dietro a Giappone, Spagna, Svizzera e Francia. In termini generali le donne continuano ad avere un’aspettativa di vita superiore di 5 anni rispetto agli uomini, ma questo divario si è ridotto di 1,5 anni a partire dal 1990. Le persone con un più alto livello di istruzione, secondo l’Ocse, possono aspettarsi di vivere in media sei anni più a lungo. Una differenza particolarmente pronunciata per gli uomini con un divario medio di quasi 8 anni. Nella classifica totale nel 2013 la speranza di vita aveva raggiunto in media 80,5 anni, con un incremento di oltre 10 anni rispetto al 1970.

 

Gli anziani non sono in buona salute
Dato meno confortante è che nonostante la longevità, pare che gli anziani italiani non vivano in buona salute: l’aspettativa di vita sana per i 65enni italiani è in media di «7 anni senza disabilità per le donne e circa 8 per gli uomini», sesta più bassa tra i membri Ocse. La causa di questo scarto, ha spiegato la responsabile della divisione Sanità dell’Ocse, Francesca Colombo, presentando il rapporto alla stampa, deriva in gran parte dal fatto che «l’assistenza alla popolazione che sta invecchiando non è allo stesso livello di quella di altri Paesi», e in particolare «la qualità delle cure di lunga durata, e del monitoraggio dei pazienti, è meno buona ed estesa che altrove».
La spesa sanitaria, infatti, rappresenta in media il 9 per cento del Pil nei paesi Ocse, con l’Italia un po’ al di sotto della media. Nel 2013, infatti, il nostro paese ha speso in salute 3.077 dollari pro-capite di fronte a una media Ocse di 3.453 dollari pro-capite.

 

Molti casi di demenza
L’Italia inoltre è il paese con la più elevata presenza di persone affette da demenza, questo soprattutto per l’età media della popolazione.
Per quanto riguarda i suicidi, invece, l’Italia è al quart’ultimo posto. Mentre infatti il numero dei suicidi è in aumento in tutti i paesi Ocse con 150mila decessi nel 2013, il nostro paese ha il più basso tasso di mortalità per questa causa insieme a Turchia, Grecia, Messico e Israele.

 

Fonte: Corriere della Sera on line

Redazione: Polo cittadino della salute

  • giovedì, 5 Novembre 2015