La Salute a Torino

Influenza vade retro, come evitare l’epidemia in arrivo anche senza vaccino

I  vecchi rimedi della nonna hanno sempre un fondo di indiscutibile saggezza. Spremuta d’arancia, brodo caldo, miele, per rinforzare il sistema immunitario, contrastare la febbre, lenire il raffreddore. E anche se quest’anno, per le temperature tutt’altro che rigide, l’influenza potrebbe farsi attendere, è pur vero che tra fine mese e novembre ci saranno i primi casi e si avrà il picco tra metà dicembre e i primi di febbraio. Le categorie a rischio si dovranno vaccinare. Per tutte le altre valgono regole di corretta igiene e buon senso. E consigli per un’alimentazione che possa aiutarci a rinforzare il sistema immunitario.

 

I sintomi. Anzitutto una precisazione: la “vera” influenza ha sintomi precisi che non vanno confusi con le sindromi parainfluenzali, come raffreddore con starnuti e naso otturato. L’influenza arriva con febbre alta, sopra 38, dolori muscolari e articolari, tosse, mal di gola, naso che cola. E i farmaci aiutano soltanto a lenire i sintomi ma non sono in grado di eliminare il virus. Bisogna solo aspettare che passi. Ed evitare di contagiare altri.

 

I virus viaggiano nell’aria. Starnuti e tosse, infatti, sprigionano nell’aria quantità inimmaginabili di virus. “Un solo starnuto – racconta Fabrizio Pregliasco, virologo e ricercatore del dipartimento di scienze biomediche per la salute dell’università di Milano, oltre che responsabile dell’Osservatorio per l’influenza – può veicolare fino a quarantamila microgoccioline che possono viaggiare a 300 chilometri orari. Un colpo di tosse tremila goccioline che toccano i 75 chilometri all’ora. Dunque evitare luoghi affollati e umidi, ma senza rinunciare alla vita sociale”. E poi lavarsi le mani, non parlare a distanza ravvicinata, evitare baci di saluto, buttare subito i fazzoletti di carta utilizzati.

 

La prevenzione. Prevenire l’influenza non è facile ma certamente si può cercare di ritardarla o affrontarla al meglio. “Un esercizio fisico moderato all’aria aperta – ragiona Michelangelo Giampietro, specialista in Medicina dello Sport e Scienza dell’Alimentazione – certamente aiuta. Insieme ad una buona alimentazione, e ad abitudini sane, come non fumare e dormire per 7-8 ore. Quindi tanta frutta e verdura, per un migliore apporto vitaminico e di sali minerali, come peperoni, cavolfiori, broccoli, evitando cotture prolungate perché le vitamine sono idrosolubili e termolabili. Meglio una cottura a vapore, al microonde o comunque con poca acqua. Importante consumare cereali integrali e legumi, per l’apporto di fibra e di zinco, che interviene nei processi che stimolano le difese immunitarie. La scomposizione della fibra, inoltre, produce acidi grassi a catena corta che hanno un ruolo salutare per la parete intestinale, la grande barriera del nostro organismo contro l’infiammazione. E anzi, secondo alcuni lavori, anche il consumo di yogurt e latti fermentati, migliorando il microbiota, espone meno alle infezioni”.

 

Alimenti leggeri se ci si ammala. Se ci si ammala, invece, la regola numero uno è scegliere alimenti digeribili. “E, soprattutto, una corretta idratazione – spiega Ovidio Brignoli, vicepresidente della Simg, la società italiana di medicina generale – in particolar modo per bambini ed anziani. Acqua, ma anche centrifugati e spremute, per i sali minerali. In fase acuta vanno bene riso in bianco e pastina, come insegnavano le nonne, ma anche carni magre, rosse e bianche, minestre. E probiotici e yogurt. Non servono supplementi vitaminici, non ci sono carenze nella popolazione. Le cose davvero importanti, per quanto riguarda l’influenza, sono due. La prima riguarda gli antibiotici: i virus non sono sensibili a terapia antibiotica, e in più abbattiamo le difese immunitarie del nostro intestino. La seconda tocca bambini e anziani: bisogna cercare di non farli stare a letto troppo a lungo perché è facile perdere massa magra, cioè i muscoli”.

 

La dieta. Per questo è importante non sottovalutare la quota proteica della propria dieta. “Le proteine di pesce e legumi sono ottimali – precisa Alessandra Rossi, biologa nutrizionista dell’ambulatorio di Reumatologia dell’ospedale universitario Santa Chiara di Pisa, e collaboratrice di Nutrafood, centro interdipartimentale di ricerca nutraceutica della stessa università – ma bisogna comunque cercare di stimolare il sistema immunitario. Ovvio che qualunque regola sana, come limitare gli zuccheri semplici o i grassi saturi, deve essere contestualizzata”. Inutile, insomma, fare il pieno di arance se poi si mangia al fast food. Alcuni alimenti – però – hanno una vera e propria valenza nutraceutica, con proprietà riconosciute e studiate. E molti di questi alimenti sono quelli principali della sempre più abbandonata dieta mediterranea.

 

Gli ingredienti. “Come l’olio extravergine, il condimento principe – continua Rossi – da usare soprattutto a creudo e da preferire al burro, che va limitato. Oppure il miele, o l’aglio: chi lo mangia regolarmente ha il 50 per cento in meno di raffreddori stagionali. È importante anche variare il colore di frutta e verdura, privilegiando il colore arancione, con carote, zucche e arance, e il rosso di barbabietole, melograno, come frutti di bosco, pomodori. I semi di lino, macinati e aggiunti allo yogurt, rinforzano il sistema immunitario. Anche lo zenzero, fresco o in polvere, ha azione antinfiammatoria e antiossidante molto potente, così come il limone che può essere utilizzato per condire l’insalata al posto dell’aceto oppure si può aggiungere ad un centrifugato fatto in casa con carote e arance e kiwi, un vero cocktail di vitamine. In ultimo, secondo alcuni studi, tre funghi, il Cordyceps, lo Shiitake e il Maitake, sono efficaci contro le infezioni. Mangiare bene è importante sempre ma ancora di più nei cambi di stagione, quindi è opportuno eliminare alimenti conservati e con additivi, privilegiando invece alimenti freschi e di stagione, cereali integrali, yogurt e probiotici”.

 

Fonte: La repubblica on line

Redazione: Polo cittadino della salute

  • martedì, 20 Ottobre 2015