La Salute a Torino

Tumore al seno: necessaria più prevenzione

Al via la nuova edizione di Pink Is Good, campagna della Fondazione Veronesi contro la prima causa di tumore nelle donne. Tre su 10 non hanno mai fatto la mammografia. Oggi nel mondo si ammalano di cancro al seno 1,5 milioni di persone e sono 500 mila i decessi,  di cui 12 mila in Italia, dove il carcinoma mammario è la prima causa di tumore femminile. Sono ancora cifre importanti, ma la ricerca ha fatto passi da gigante e oggi il cancro al seno precocemente diagnosticato viene trattato con successo. «Con la mammografia, e quando servono l’ecografia e la risonanza magnetica, possiamo sconfiggere il carcinoma mammario. Se la malattia viene identificata nelle fasi iniziali e adeguatamente curata la sopravvivenza può arrivare fino al 98%. Ecco perché la prevenzione è un’arma così importante per tutte le donne». Con queste parole, il professor Umberto Veronesi ha presentato la campagna Pink is Good – Prevenzione Seno: obiettivo 100% (#prevezioneseno @pinkisgood_fuv), la nuova edizione della campagna nazionale della Fondazione Umberto Veronesi, cui collaborano anche le società scientifiche AIOM Associazione Italiana di Oncologia Medica, SIGO Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, SIMG Società Italiana di Medicina Generale e l’Osservatorio Nazionale Screening.prevenzione tumore al senoL’obiettivo è di finanziare la ricerca, incentivare l’organizzazione di programmi di screening e la partecipazione delle donne dal momento che, nonostante la partecipazione nel 2013 sia aumentata rispetto all’anno precedente, tra le donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni ben 3 su 10 non ha mai eseguito una mammografia.

La mortalità per cancro al seno nel nostro paese è diminuita del 30% dal 1989 al 2012. Per proseguire su questa strada, oltre alla ricerca e a nuovi metodi diagnostici e strumenti terapeutici, è necessario passare ad un nuovo controllo della patologia, dove a giocare il ruolo principe non sia più soltanto l’indicazione del medico ma la presa di consapevolezza della popolazione dell’importanza della prevenzione, della partecipazione agli esami di screening, della corretta informazione.

L’IMPORTANZA DEI PROGRAMMI DI SCREENING

«Nel 2014 in Italia le donne colpite da cancro al seno sono state 48.000. Tuttavia oggi, almeno nel nostro Paese, la patologia fa meno paura e ben otto pazienti su dieci riescono a sconfiggerla» ha spiegato il professor Camine Pinto, presidente nazionale dell’associazione italiana di oncologia medica. In Italia, i programmi di screening prevedono l’invio da parte delle ASL di una lettera di avviso alle donne d’età compresa tra i 50 e i 69 anni ogni 24 mesi.  «Grazie alla mammografia, il 25% delle neoplasie accertate è di dimensioni inferiori ai 2,5 cm. Lo screening solo garantisce una riduzione della mortalità del 38%».

Se solo un caso su cinque di carcinoma mammario è diagnosticato dopo i 70 anni, ben il 35% delle neoplasie interessa donne tra i 50 e i 69 anni d’età. Il test è gratuito per tutte le donne di età compresa tra 50 e 69 anni: «Questo è il minimo sindacale che andrebbe garantito a tutti» ha commentato Marco Zappa, direttore dell’Osservatorio Nazionale Screening. I dati mostrano invece una gran diversità regionale nel numero di donne che riceve l’invito (discrepanze il cui superamento non è certo facilitato dall’organizzazione regionale della sanità) e nella percentuale di quelle che decidono di partecipare al programma. Infatti, le donne invitate a sottoporsi a mammografia nel 2013 sono state complessivamente 2.696.888 (più di 9 su 10 al Nord, solo 2 su 5 al Sud). L’adesione al programma di screening al Nord raggiunge percentuali paragonabili ai paesi nordeuropei (76% nella Provincia Autonoma di Trento, 74% Emilia Romagna), mentre al Sud le percentuali calano al 20% in Campania, seguita da Calabria (26%) e Sicilia (37%).

MANTENERE ALTA L’ATTENZIONE

Più del 30% dei casi di carcinoma mammario è diagnosticato durante la menopausa, una fase molto delicata e transitoria nella vita femminile. Proprio per sensibilizzare le donne over 50 ad occuparsi della propria salute la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) ha lanciato per il 2016 un’importante progetto nazionale: Menopausa … meno male. «È nostra intenzione proporre l’istituzione di un Dipartimento Donna nelle strutture ospedaliere al fine di poter garantire la presa in carico del malato con quella completezza che la frammentazione delle discipline e dei dipartimenti spesso ostacola», ha anticipato il professor Paolo Scollo, presidente della SIGO.

LA PRESA IN CARICO DEL MALATO

Se la situazione si può considerare stabile in Europa e negli Stati Uniti, lo stesso non si può dire dei paesi in via di sviluppo. Le stime indicano che il 70% dei decessi per tumore avverrà in Africa, Asia e America del Sud. In quei paesi è importante insegnare la prevenzione. In Italia, una fascia di popolazione molto vulnerabile è costituita dalle donne straniere, «solo il 43% di esse si sottopone alla mammografia» ha spiegato il professor Claudio Cirelli, presidente nazionale SIGM. Non sempre le ragioni sono economiche, ci sono difficoltà linguistiche e culturali che proprio i medici di famiglia, spesso gli unici a venire in contatto con queste pazienti, devono imparare a gestire, coinvolgendo le proprie assistite nella prevenzione e nell’adozione di stili di vita sani. La speranza è di riuscire «a cambiare la medicina generale», condizione necessaria per quella «presa in carico del paziente così difficile da definire» che chiama i professionisti delle varie discipline a collaborare per garantire al paziente il miglior supporto possibile e che restituisce al paziente il dovere di informarsi, di essere consapevole e di agire in prima persona nella prevenzione e nella diagnosi precoce; in altre parole, dove la responsabilità del destino sanitario di ciascuno è quindi partecipata. «Infine – ha concluso Veronesi – non dobbiamo dimenticare l’importanza della prevenzione primaria: gli stili di vita sani rimangono infatti la prima difesa a nostra disposizione contro i tumori».

 

Fonte: La Stampa online

Redazione: Polo cittadino della Salute

  • martedì, 29 Settembre 2015