La Salute a Torino

Sport: quando serve l’ok del medico

Si è molto discusso sull’opportunità di rivedere i parametri di prevenzione per chi vuole svolgere attività fisica: c’è chi chiede meno rigore e chi ne vorrebbe di più. Per mio figlio, di dodici anni, che praticherà judo a livello agonisticotabella generazioni a confronto e attività fisica e per l’altro mio figlio cha farà i tornei di pallavolo a scuola, quali certificati medici servono? E a mia madre, che penserebbe a una ginnastica soft per la terza età, visto che è anziana, occorre un certificato che ne attesti la buona salute? Mio marito, che gioca a calcetto con gli amici tutte le domeniche, non ha mai neppure pensato a un certificato medico, ha fatto male? Magari non tutte, ma qualcuna di queste domande ve le state facendo anche a voi in questi giorni, non solo perché è tempo di buoni propositi (vita più sana, dieta e sport…), ma anche perché magari vi siete accorti che per tutta l’estate ha infuriato la polemica su elettrocardiogramma obbligatorio o no, per praticare sport.

Tre tipi di attività

Per rispondere tocca cominciare da una premessa: l’attività sportiva agonistica, quella ludico motoria e quella non agonistica sono regolamentate in modo specifico (la prima dal Decreto Ministeriale del 18 febbraio 1982, le altre due dal Decreto Ministeriale del 24 aprile 2013 e dall’articolo 42-bis della Legge n. 98 del 2013). E ci sono anche le Linee guida del Ministero della Salute (Decreto 8 agosto 2014). Ma vediamo, allo stato attuale delle norme, come si distinguono questi tre tipi di attività e che cosa fare in ciascuno dei casi, con la consulenza di Gianfranco Beltrami, docente di Scienze motorie Università di Parma.

 

Fonte: Corriere della Sera online

Redazione: Polo cittadino della Salute

  • lunedì, 21 Settembre 2015