La Salute a Torino

Gli over 60 fanno pochi controlli contro l’Aids

Gli uomini di oltre sessanta anni ricorrono meno di frequente al test dell’HIV, il virus dell’AIDS, rispetto ai più giovani. A dirlo è uno studio retrospettivo dell’Università australiana di Adelaide condotto per un periodo di 13 anni su oltre 29 mila uomini, di cui 689 over 60. I risultati dello studio, apparso sulla rivista scientifica Sexual Health, sono in linea con i dati più recenti che mostrano un aumento della diffusione di malattie sessualmente trasmissibili, dette anche malattie veneree (MST), nella popolazione non più giovane.

 

GLI ANZIANI SONO A RISCHIO QUANTO I GIOVANI
«La malattie sessualmente trasmissibili sono stati considerate soprattutto come un problema di salute per i giovani, perché l’incidenza è più alta e maggiori sono le conseguenze sulla salute, comprese le implicazioni per la fertilità», ha affermato la dottoressa Carol Khaw della scuola di medicina dell’Università di Adelaide e dell’Unità Malattie Infettive del Royal Adelaide Hospital e responsabile dello studio. «Tuttavia, il potenziale per un aumento di casi di MST in adulti più anziani esiste a causa dell’attività sessuale in corso».

 

IN CHE COSA CONSISTE IL TESTA PER L’HIV
Lo studio ha mostrato che gli uomini più anziani (che hanno rapporti sessuali con uomini e che hanno rapporti sessuali con donne) avevano minor probabilità di essersi sottoposti ad un test dell’HIV negli ultimi 12 mesi rispetto agli uomini più giovani. Nei pazienti con sindrome da immunodeficienza acquisita (Aids) le difese immunitarie normalmente presenti nell’organismo sono fortemente indebolite a causa del virus Hiv (Human immunodeficiency virus). Il loro organismo non riesce a contrastare bene infezioni e malattie. Per sapere se si è stati contagiati dall’HIV è sufficiente un prelievo del sangue per la ricerca degli anticorpi anti-HIV.

 

GLI OVER 60 DEVONO FARE PIÚ CONTROLLI
«Nel complesso, i risultati di questo studio suggeriscono che gli uomini più anziani possono essere meno consapevoli della loro salute sessuale rispetto alla popolazione più giovane», spiega la dottoressa Khaw aggiungendo che, così agendo, essi si espongono anche al rischio di complicanze. L’appello lanciato dagli autori è che gli over sessanta dovrebbero essere incoraggiati e supportati nel controllarsi di più. E adottare metodi di prevenzione del contagio.

 

DAL 28 SETTEMBRE AL 3 OTTOBRE: SETTIMANA DEL BENESSERE SESSUALE
L’Annual epidemiological report del 2014 pubblicato dall’European Centre for Disease prevention and Control (ECDC) lo scorso maggio mostra che le MST sono in aumento in Europa. E la prevenzione non è così diffusa come dovrebbe. In Italia, la fotografia scattata dalla Federazione italiana di sessuologia scientifica (Fiss) in occasione della seconda edizione della Settimana del benessere sessuale che si svolgerà nel nostro paese dal 28 settembre al 3 ottobre mostra che il preservativo non è amato dagli italiani.

 

I DATI SULL’UTILIZZO DEL PRESERVATIVO
L’indagine, condotta su un campione di 800 persone, mostra che gli uomini che non lo usano lo fanno perché diminuisce il piacere (45%), il 9,5% ammette che ha paura di non mantenere l’erezione nell’indossarlo, l’1% invece rinuncia perché costa troppo. Eppure, anche gli uomini che non ne fanno uso, sanno che il rischio di contrarre infezioni sessualmente trasmissibili è alto (46,8%) mentre il 28,50% ritiene che sia basso.

 

Fonte: La Stampa on line

Redazione: Polo cittadino della salute

  • giovedì, 17 Settembre 2015