La Salute a Torino

La prevenzione dell’obesità farebbe risparmiare all’Europa 200 miliardi in 45 anni

In un documento 18 raccomandazioni per migliorare la sostenibilità dei sistemi sanitari europei che, sulla base di evidenze e iniziative realizzate in 24 paesi della UE. I dati lasciano poco spazio alle interpretazioni: attraverso la prevenzione dell’obesità in Europa si potrebbero ottenere risparmi per 150 miliardi di euro nell’arco di circa 45 anni. E’ quanto emerge dai risultati ottenuti dall’applicazione del modello di micro-simulazione della domanda sanitaria in Europa messo a punto dal CEIS-Università di Roma Tor Vergata in collaborazione con l’OCSE e sviluppato grazie al sostegno di AbbVie Italia.

Malattie croniche e obesità: il peso sul sistema sanitario

Secondo la simulazione sono diversi i fattori che mettono a dura prova i conti dei sistemi sanitari dell’area euro: i dati più recenti indicano un preoccupante aumento delle malattie croniche -che pesano fino all’80% sulla spesa sanitaria dei paesi europei e sono la causa di 9 decessi su 10- e il progressivo invecchiamento della popolazione -nel 2050 il 37% degli europei avrà più di 60 anni-. Al tempo stesso assistiamo al crescente diffondersi dei problemi legati a obesità e sovrappeso in più della metà dei paesi OCSE che interessano oltre il 50% della popolazione. Numeri importanti che rischiano di far saltare il precario equilibrio delle casse dei sistemi sanitari. Ecco perché oggi più che mai occorrono investimenti in prevenzione a lungo termine.

Con il taglio degli sprechi risparmi del 7%persone obese

Per fare ciò è stato elaborato un modello, basato su strumenti statistici ed econometrici, in grado di prevedere le spese e i possibili risparmi derivanti da iniziative di prevenzione. Come spiega il professor Vincenzo Atella del CEIS-Università di Roma Tor Vergata «La realizzazione di uno strumento che permetta di effettuare scelte informate è stato l’obiettivo principale del progetto italiano. Sappiamo che dall’eliminazione delle inefficienze nei sistemi sanitari non si riuscirà a recuperare più del 5-7% delle somme oggi necessarie».

La prevenzione è il vero risparmio

Ma per recuperare risorse il vero investimento si chiama prevenzione: ipotizzando ad esempio un intervento di cura per la riduzione dell’obesità, si potrebbe realizzare a livello europeo un risparmio di oltre 200 miliardi nell’arco di 45 anni, grazie a minori spese per diabete, ipertensione, ictus e malattie cardiache. Lo stesso intervento per l’Italia potrebbe portare a risparmiare oltre 36 miliardi in un arco temporale di circa 40 anni.

Ora è necessario agire in tempi rapidi

«I sistemi sanitari europei sono ad un bivio e la sostenibilità rappresenta una scelta prioritaria che richiede diversi cambiamenti in un quadro multi-settoriale» spiega il professor Walter Ricciardi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Sulla base dei dati raccolti dal modello di simulazione gli esperti hanno redatto il “Libro bianco europeo «Acting together. Roadmap for Sustainable Healthcare». Un documento che, sulla base di evidenze raccolte e iniziative realizzate in 24 paesi della UE, formula 18 raccomandazioni per migliorare la sostenibilità dei sistemi sanitari europei. «L’iniziativa è l’inizio di un percorso che invita a guidare la trasformazione del sistema sanitario attraverso soluzioni adattabili e scalabili, incoraggiando tutti gli attori del settore a lavorare in partenariato. Dobbiamo avviare un’azione comune finalizzata alla sostenibilità del sistema sanitario italiano e il modello presentato oggi può costituire un’opportunità per mettere in atto azioni concrete e condivise in questa direzione» conclude Ricciardi.

 

Fonte: La Stampa.it

Redazione: Polo cittadino della Salute

  • lunedì, 29 Giugno 2015